“Quando Valdivia tocca la palla, le provoca un orgasmo”

(Frase di un noto giornalista cileno)

I termini calcistici non sono figli di un glossario chiaro e limpido, ognuno fa del calcio quello che vuole e la bellezza di questo sport è proprio questa. Definire un campione è sempre molto difficile ma allo stesso tempo invitante, ci vorrebbero mesi per dare una spiegazione precisa di quello che si può vedere in campo.  Certi giornalisti riescono, però, a plasmare vere e proprie opere d’arte solo con l’intuizione, una parafrasi quasi immediata di alcune giocate. Lo stesso è successo ad un giornalista cileno quando ha visto giocare per la prima volta Jorge Valdivia. “El Dièz” de Maracay, grazie al suo estro, è stato definito come colui che provoca un orgasmo al pallone: una follia mediatica ma densa di significato, figlia di una realtà che non può essere contraddetta. “Il Mago” suscita questo quando lo si vede giocare, è quasi difficile distogliere lo sguardo dalle sue gesta, impossibile non rimanere affascinati da questa misteriosa figura. Una celebrità che in Cile non perde mai il suo fascino.

ILLUSIONE

L’incontro con un mago è sempre qualcosa di incredibile per l’uomo, la nostra capacità di non cogliere il trucco/l’inganno è uno dei misteri più affascinanti. Il calcio riesce sempre a coniugarsi con l’illusione, una sfera che sparisce o si muove in maniera inusuale è un qualcosa di straordinario per i nostri sensi: la nostra ricezione è talmente veloce che solamente un grande numero può ingannare il nostro cervello. Valdivia è un vero e proprio illusionista, forte di una sterzata micidiale che riesce a spostare la direzione del suo corpo e del pallone in un modo unico, difatti Jorge possiede una discreta velocità ma il successo del suo cambio di direzione è dovuto dal fatto che il fantasista riesca a nascondere e a far riapparire, come meglio preferisce, il pallone di gioco. Il suo modo di giocare  è spesso paragonato a quello di Riquelme, in parte sono simili, è vero, però, che sono davvero lampi  di prestigio diversi; l’argentino è più lento e forse ha più classe da fermo, diverso, invece, il discorso per il cileno, giocatore più veloce e che comunque crea spazi su quest’ultimo fatto: in Arabia( e campionati minori) ,infatti, è stato a lungo più veloce dei suoi avversari e quindi ha sempre avuto più facilità nel saltare giocatori. Quando l’avversario si rende più difficile da affrontare viene fuori questa sua vena di fantasia senza una “corposa” e determinante corsa.

SREGOLATEZZA

 

Genio e follia diceva Karl Jaspers, l’autore ha sempre associato questo suo binomio per descrivere grandi protagonisti della storia come Van Gogh o Strindberg, personaggi che a loro modo riuscivano a sfogarsi solo con il loro modo di fare a dir poco originale. Strindberg per esempio era una persona che immaginava una realtà diversa dalla nostra, una vita cruda e piena di infamie verso persone anche più care. “El Mago” potrebbe essere a suo modo un piccolo pazzo da far studiare a Jaspers, un misterioso soggetto che trova il suo vero “io” nella notte.

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Ha sempre dichiarato, senza troppi giri di parole, la sua colpa nel famoso caso del 2011 che lo vide fra i protagonisti: si presentò all’allenamento con un’ora di ritardo in compagnia di altri suoi colleghi, fra cui Vidal, con evidenti postumi ben visibili, durante la sessione mattiniera barcollava come una sedia a dondolo e questo caso trova anche dei precedenti meno noti. I sudamericani hanno un modus vivendi diverso dal nostro, una loro sregolatezza che riesce a dar loro sfogo, se vissuta nella maniera corretta. Al fenomeno tutto è perdonato, non si condanna mai colui che riesce comunque a stupire. Chi rende bene in gioco è invulnerabile da questi attacchi, chi invece non riesce ad essere incisivo durante la partita ha una gatta enorme da pelare.

 

VENERARE L’INAFFIDABILE

Il calcio in Cile è sicuramente seguito ma non ha un ritorno numerico importante come in altre nazioni, se pensiamo ad un paese come quello sud-americano sicuramente possiamo immaginare un grande numero di seguaci per Sanchez, Vidal, Hernandez, Bravo o altri ma la realtà è un’altra. Sebbene Jorge ha lasciato la nazionale da ormai due anni, rimane ancora il giocatore-sportivo più seguito, un vero e proprio dio del calcio cileno che viene ammirato, ancora, ovunque. “El magico” non ha l’appeal europeo di Sanchez, infatti nel nostro continente i giocatori più seguiti cileni sono ben altri ma nel proprio paese natale, Valdivia, straccia i suoi concorrenti, una suggestione particolare che fa sicuramente riflettere. Perché questa venerazione nei suoi confronti? I tifosi adorano la sua irriverenza, la sua sfrontatezza nell’affrontare e preparare le partite. Quest’ultimo fattore è determinante, un altro sudamericano si è fatto amare per il suo stile di vita particolare, probabilmente è un fattore genetico e nell’identificazione con il proprio idolo si riesce ad elevar ancor di più quest’istinto da “ribelli” e renderlo, così, un pregio.