La domenica di Pasqua del 1722 l’olandese Jakob Roggeveen scoprì un’isola vulcanica del Pacifico, distante ben 3000 km dalla costa ovest del Cile. Fu conseguentemente chiamata l’Isola di Pasqua, Rapa Nui in lingua natale rongorongo. Nonostante la distanza dalla terraferma, le sue misteriosissime statue, chiamate moai, sono diventate una delle attrazioni più famose al mondo. Qualche anno dopo lo sbarco olandese, il capitano inglese James Cook dirà che la sua permanenza di due giorni non sarebbe servita a scoprire tutti i misteri di un’isola inospitale come quella. Sottovalutata per tantissimi anni, in pochi avevano però valutato il suo valore artistico e la sua bellezza “misteriosa”. Nel 2009 la rivincita fu servita.

L’ISOLA NEL MONDO DEL CALCIO

In pochi conoscono l’esordio calcistico di questo pezzo di terra disperso nell’oceano: fu il 5 Agosto 2009, in occasione della Coppa Nazionale del Cile, stato di cui l’autonoma isola fa parte. L’avversario era il Colo Colo, una delle squadre più importanti del paese.

La squadra del Colo Colo in visita sull’isola.

La FIFA lo descrisse come il match “isolano” del secolo, e un’importante catena televisiva cilena, nonostante la distanza, si assicurò la copertura totale di un evento di entità mondiale. Fu presente l’intera popolazione, circa 4000 abitanti, nonostante un instabile terreno di gioco, a pochi metri dalla spiaggia, e un incredibile vento proveniente dal mare. Nonostante tutto, il Colo Colo riuscì a non farsi influenzare dalle condizioni esterne e trionfò per 0-4.

 

UN INCONTRO CULTURALE

Parlare semplicemente del risultato in questi casi sarebbe limitante. La partita fu un vero e proprio incontro culturale, un evento festivo e storico che gli abitanti polinesiani, con i loro vestiti e canti, non si fecero sfuggire. La stessa squadra si esibì in una danza propiziatoria prepartita, simile all’haka degli All-Blacks.

LA PARTITA

Il confronto, come raccontato in precedenza, terminò con il risultato di 0-4 grazie all’autogol di Javier Perez, alla doppietta di Cristian Bogado e al rigore di Philip Araoz. Lo storico arbitro porta il nome di Carlos Chandia.

Eccovi gli highlights della “partita del secolo”