Quando il tifoso italiano pensa a Rudi Garcia, pensa alle tre stagioni passate sulla panchina della Roma, a quelle sue frasi ad effetto intrise di cultura e provocazione, quel “mettere la chiesa al centro del villaggio”, che poi tutto sommato c’era riuscito, la Roma dominava a Roma, ma in Italia il dominio era sempre a tinte bianconere. L’ultimo ricordo che si può avere del francese Rudi è quell’addio in sordina, portato quasi all’esasperazione, derivato dalla necessità di un cambiamento, con i vari screzi che sono seguiti dopo l’addio. Garcia si è riuscito a rialzare, cogliendo una nuova sfida nella sua Francia, dove riuscì a vincere in maniera sorprendente con il Lille di Hazard e del suo pupillo Gervinho, con l’obiettivo di riprendersi e riprendere un Olympique Marsiglia nel pieno di una crisi.

UN ANNO AVANTI RUDI

Guardandoci indietro, l’OM ha vissuto una stagione disastrosa iniziata nel caos, generato dal condottiero Bielsa, il quale mostra ancora una volta le ragioni del suo soprannome, infatti “el loco” dopo la prima giornata di campionato abdica inspiegabilmente, lasciando un vuoto che puoi verrà riempito dallo spagnolo Michel. Per i marsigliesi è l’inizio di un incubo, vanno ad un passo dalla retrocessione, perdono al primo turno eliminatorio della Europa League e chiudono al tredicesimo posto. Nel frattempo ad Aprile viene esonerato Michel per far posto a Frank Passie, il quale non riesce ad invertire la tendenza negativa della squadra, collezionando anche nella stagione successiva tante magre figure.

GARCIA SBARCA IN FRANCIA

Passie conquista 13 punti in 9 partite, questo scarno bottino spiana la strada a Rudi il quale viene chiamato a sostituire il povero Frank sulla panchina dell’OM, con il compito di far tornare in alto “les Fochéens”, risalendo la classifica partendo dalla dodicesima posizione della Ligue 1.

“Vincere la Champions? L’ambizione non mi manca, passando dall’ufficio del presidente ho visto la Coppa dalle grandi orecchie. Ma oggi siamo ancora nella seconda metà della classifica di Ligue 1, e il primo passo sarà portare la squadra nella prima parte. Dovremo sudarcelo ma spero di riuscire a chiudere la stagione con un piazzamento Champions” 

L’inzio però non è dei migliori perché Garcia è costretto subito ad affrontare il Paris Saint Germain al Parc de Princes, schierando un modulo del tutto inedito, dettato dall’esigenze e dalla poca preparazione. Si passa dal 4-2-3-1 di Passie ad un inconsueto 3-5-2, anche se tra le critiche, l’ex romanista strappa uno 0-0 ai parigini, così da poter iniziare il piano per la rinascita. L’ex Roma  riordina la squadra istituendo il suo marchio di fabbrica, ovvero il 4-3-3, rispolverando Thauvin e lanciando coraggiosamente in campo un giovane come Maxime Lopez, che di lì a poco dimostrerà di essere un profilo piuttosto interessante. Eppure il clima non è dei migliori, dato che a fine Novembre il piatto piange con soli 6 punti in altrettante partite e Garcia si trova già sulla graticola, ma subito dopo arriva la svolta, 4 vittorie su 4, che mandano salvano l’allenatore e lo proiettano al mercato invernale. A Gennaio c’è aria di cambiamento, infatti arrivano Evra, Sanson e il discusso Payet, il quale minacciò il West Ham di rompersi le ginocchia se avessero ostacolato il trasferimento, mentre salutano la Francia sia Diarra che Alessandrini, che fino a poco prima sono stati titolari fissi dell’undici dell’OM. Il trend positivo della banda di Garcia continua, ma nel frattempo nella parte alta corrono come dei dannati, infatti guai ad incrociare il Monaco e le sue inseguitrici, così il Marsiglia stagna attorno al sesto posto, anche se da poco ha conquistato la quinta posizione a discapito del Bordeaux. Garcia ha raggiunto il suo primo obiettivo in terra francese, ovvero risalire la china, e in questa situazione, essere arrivati in Europa League è già un buon traguardo, ovviamente con la speranza di puntare sempre più in alto.

I PILASTRI

Arrivato a Marsiglia, Rudi ha dovuto studiare la rosa e capire bene su chi puntare, e dunque fare affidamento per costruire una squadra, osservando ad uno a uno ogni singolo giocatore che vestisse la maglia dell’OM. La prima scelta è ovviamente ricaduta sul suo soldatino di fiducia, quello fortemente voluto a Roma, cioè Vainqueur, colui che fa gioco e legna a centrocampo, tanta quantità ed anche una discreta qualità per dar sicurezza nel reparto che più sta a cuore al tecnico francese. Già ne abbiamo parlato, ma fa bene ribadirlo per ricalcare l’occhio lungo di Garcia: un colpo di scena è stato Lopez, il quale a 19 anni gioca con scioltezza nel centrocampo a 3 marsigliese, lo gestisce come se fosse un senatore, ed in stagione ha giocato 29 partite timbrando il cartellino 3 volte e fornendo 6 assist ai compagni. Probabilmente parlare di Payet sembra superfluo, uno dei protagonisti di Euro 2016, il quale tralasciando il comportamento etico, dimostra che la sua scelta è stata azzeccata, ne fa 5 in 17 presenze, dispensando la sua eleganza a destra e a manca, confezionando anche 3 assist. Inoltre c’è il finalizzatore offensivo del gioco del Marsiglia, Bafetimi Gomis che a 31 anni si supera battendo il suo record personale di gol in Ligue 1, al momento sono 19, in attesa dell’ultima giornata. Infine c’è il talento più puro della rosa, Florian Thauvin il quale sente aria di casa e scoppia finalmente, infatti sfrutta a pieno l’anno di prestito, concesso dal Newcastle, per confermare la veridicità di tutte le aspettative che c’erano su di lui. Come Gomis, anche lui registra il suo record personale, in 42 presenze segna 15 volte e porta i suoi compagni al gol in 11 occasioni, l’anno prossimo sarà molto interessante rivederlo sotto la guida di Benitez al Newcastle.

Salvo colpi di scena alla Bielsa, Garcia dovrebbe finalmente preparare la prossima stagione, con l’obiettivo di conquistare un posto in Champions in una Ligue 1 che si prospetta piuttosto competitiva, sarà una sfida interessante per il Marsiglia, ma sarà soprattutto uno spettacolo da vedere.