Arrivare al punto più alto, e sentirsi in volo, per poi tornare in basso e rischiare di cadere. Come un’altalena. La Serie B da anni rappresenta un pericoloso boomerang pieno di sorprese, di vittorie inaspettate e di sconfitte impensabili. Anche quest’anno la cadetteria ha regalato emozioni e storie uniche. 

TORNARE IN SERIE A

SPAL e Verona tornano in A tramite un percorso differente. I ferraresi compiono il doppio salto di categoria: da neo promossi infatti, come spesso succede, diventano quindi la grande sorpresa del torneo. Merito di una squadra costruita in maniera intelligente, fondata su un gruppo storico solido a cui sono stati aggiunti giovani interessanti provenienti dalle giovanili italiane più prestigiose. Vedi Meret dall’Udinese con la sua grande tradizione di portieri e Bonifazi dal Torino. Semplici ha poi saputo collaudare una rosa equilibrata e completa, portando a termine un lavoro cominciato qualche anno fa in Lega Pro. Questo mix perfetto ha riportato la squadra ferrarese in Serie A dopo 49 anni di assenza.

Gli scaligeri invece, hanno raggiunto l’obiettivo promozione in maniera differente. Il Verona ad inizio campionato era stata accreditata come la grande favorita del torneo. La decisione di Pazzini, di rimanere a Verona in Serie B, aveva giustamente indirizzato i favori del pronostico verso la squadra allenata da Pecchia. Il “Pazzo” non ha tradito le promesse vincendo la classifica cannonieri con 23 gol. I giallo-blù invece, non hanno rispecchiato in pieno la loro forza. Durante il loro cammino hanno avuto difficoltà nell’imporsi come vera leader del campionato cadetto. Troppi i punti persi in casa. Per vincere il campionato il Bentegodi sarebbe dovuto essere il fattore trascinante per la cavalcata verso la vittoria finale. Poco male però, tramite il secondo posto la squadra del presidente Setti può già ritornare a disputare il massimo campionato dopo un solo anno di assenza.

SOGNARE È GRATIS

Chi invece può ancora sperare in una promozione sono Frosinone, Perugia, Benevento, Cittadella, Carpi e Spezia. Frosinone e Perugia, grazie al regolamento play-off, si trovano direttamente in semifinale e devono attendere le sfide tra Cittadella e Carpi e Benevento e Spezia. I ciociari, dopo essersi candidati nel finale di stagione, come vera e propria rivale della SPAL, hanno perso molti punti soprattutto nel mese di Aprile, facendosi recuperare non soltanto dal Verona, ma anche dalle altre squadre che inseguivano e sognavano un posto per i play-off. La squadra di Marino rimane comunque la favorita per il salto in Serie A in questa post season. La coppia Ciofani-Dionisi, che tanto bene aveva fatto in Serie A, si è riconfermata su livelli ancora più alti raggiungendo quota 33 gol (16 Ciofani e 17 Dionisi).

Il Perugia di Bucchi si è confermato come una delle realtà più solide di questo campionato. La dimostrazione dell’organizzazione e delle tenacia della formazione allenata dall’ex giocatore del Napoli è sottolineata dal numero di partite perse: solo 7. L’undici umbro è la squadra che ha perso meno partite in campionato, anche la SPAL campione ne ha persa una in più. Perdere poco e subire poco diventerà fondamentale soprattutto in ottica play-off, dove i due risultati su tre saranno decisivi per determinare le finaliste.

Benevento, Cittadella, Carpi e Spezia devono invece cercare innanzitutto di passare il primo turno, per poi ottenere almeno una vittoria contro le semifinaliste. Il Benevento neopromosso di Baroni si è dimostrata una squadra altamente qualitativa, soprattutto nel reparto avanzato con Ceravolo che ha agito da finalizzatore e che ha toccato quota 20 gol. Ci si poteva aspettare qualcosa in più dal Carpi, che tanto bene aveva fatto anno scorso giocandosi la salvezza all’ultima giornata. La formazione di Castori ha faticato a trovare la via del gol, pur disponendo di un reparto offensivo di tutto rispetto per la Serie B. Con la coppia dell’anno passato Lasagna-Mbakogu, il Carpi ha segnato soltanto 41 reti. Tra le prime otto solamente lo Spezia ha fatto peggio segnandone solamente 38, ma subendone soltanto 34. Carpi e Spezia, chi per un motivo, chi per un altro possono essere le due sorprese per questi play-off.

DIVERSI GRADI DI PURGATORIO

Tra la nona e la diciottesima posizione, troviamo vari tipi di squadre. Tutte si sono garantite un posto nella prossima Serie B, ma tra queste moltissime avevano ben altre ambizioni. Una su tutte il Bari. La squadra pugliese era stata creata con un obiettivo semplice e chiaro: tornare in Serie A. Non sono bastati giocatori del calibro di Moras, Galano, Brienza, Floro Flores e Maniero per centrare quantomeno i play-off. La squadra del subentrante Colantuono non ha saputo sfruttare al meglio la grande qualità ed esperienza di cui poteva disporre in rosa. Il Bari dovrà aspettare un altro anno per cercare di fare ritorno nel massimo campionato.

Da sottolineare anche il campionato della Salernitana, che ha migliorato la salvezza ai play-out dello scorso anno con un onorevole decimo posto. Con una partenza migliore i campani avrebbero potuto sperare nell’aggancio a quell’ottavo posto che garantisce un posto nella post season.

Con 53 e 50 punti Cesena e Brescia hanno saputo tirarsi fuori da guai e da due situazioni complicate, non soltanto all’interno del rettangolo verde. Le difficoltà economiche di entrambe le società avevano fatto pensare al peggio. I romagnoli, dopo anni di altalena tra Serie A e play-off di Serie B, si erano ritrovati in zona retrocessione e con dei problemi economici da risolvere. Il mercato di gennaio non aveva aiutato, dato che per fare cassa la società cesenate aveva deciso di cedere Milan Djuric, vero centravanti della squadra. Camplone ha però saputo ricompattare la squadra e grazie all’apporto di Ciano (15 gol) sono arrivati i punti necessari per la salvezza. Stesso discorso valido per la squadra di Gigi Cagni (subentrato all’esonerato Brocchi a Marzo). Le rondinelle hanno ottenuto una grandissima salvezza, puntando totalmente su una rosa giovane e in parte inesperta. Soltanto tre erano i veterani della squadra: Stefano Mauri, Giampiero Pinzi e l’intramontabile Andrea Caracciolo autore anche quest’anno di 14 reti.

EPILOGHI DIFFERENTI

Ternana e Trapani, per gran parte del campionato e soprattutto del girone d’andata, sono state le ultime due della classe. In maniera particolare i siciliani hanno virato a quota 13 punti, a -8 dalla zona play-out. Situazione comunque complessa, ma non catastrofica, per la Ternana che viaggiava a quota 20. Entrambe le formazioni hanno disputato un girone di ritorno praticamente perfetto, mettendosi alle spalle squadre come Vicenza, Pisa e Latina. All’ultima giornata però, soltanto una delle due ha potuto festeggiare una salvezza al sapore di miracolo. La sconfitta dei siciliani in trasferta con il Brescia, ha sancito la matematica retrocessione dei granata, che ha causa della forbice dei cinque punti sulla quintultima non possono giocarsi i play-out e devono retrocedere direttamente in Lega Pro. Un finale beffardo per la formazione siciliana, che solamente un anno fa si stava giocando la Serie A contro il Pescara.

Percorso analogo, ma finale opposto per la Ternana. Dall’arrivo in panchina di Fabio Liverani, la squadra umbra ha ottenuto 8 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. 25 punti in 13 partite, un miracolo vero e proprio che si è concluso ieri sera con la vittoria sull’Ascoli. Una salvezza diretta, che solamente qualche mese prima sarebbe stata impensabile.

ARRIVEDERCI NOBILI

Tra le squadre retrocesse, oltre il già citato Trapani che è passato dal sogno Serie A all’incubo Lega Pro, ci sono anche Vicenza, Pisa e Latina. Il Vicenza, insieme al Bari, può essere considerata l’altra grande delusione del torneo. Una rosa di tutto rispetto, che avrebbe dovuto certamente centrare un obiettivo come la salvezza. Il reparto offensivo era composto da giocatori che avrebbero dovuto dare di più per la causa bianco-rossa. De Luca, Ebagua e Giacomelli sono calciatori che hanno sempre dimostrato di poter fare qualcosa di importante in cadetteria. La loro assenza a livello numerico in termini di gol e assist ha portato ad un terzultimo posto che significa Lega Pro. Discorsi differenti per Pisa e Latina: la loro retrocessione non è stata causata solamente da fattori di natura calcistica, ma anche da dinamiche societarie. I 7 punti di penalizzazione inflitti al Latina e i 4 al Pisa hanno inciso in maniera decisiva, su due squadre che già faticavano a trovare una quadratura giusta per sperare nella salvezza. Come è già stato confermato quest’anno, la Lega Pro si confermerà ancor di più come un campionato affascinante, difficile e competitivo. La voglia di rivalsa di squadre come Trapani, Vicenza, Pisa e Latina accresceranno ancor di più il valore del terzo campionato nazionale.