Versione snack della nostra solita rubrica del lunedì. I grandi appuntamenti sono svaniti. Ma il materiale rimane comunque tanto. Tanto da dire e tanto di cui non si è detto. Ritorna la nostra Top e Flop.

TOP

ASENSIO

Tanto si è parlato ma molto non si è detto. O comunque non abbastanza. Trovarsi a inserire un coetaneo nei top-forma europei al momento fa specie. Ma è minimo riconoscimento e ammissione del grande talento del baby madrileno. 21 gennaio 1996. 21 anni. Gol nella finale di Champions League, a risultato già acquisito. A 21 anni. Esordio col botto negli europei Under 21 con la tripletta alla Macedonia. A 21 anni. Vero non l’avversario più temibile. Ma fatto sta. Un gol più bello dell’altro. Una tripletta in grado di rubare la scena anche al capolavoro in semirovesciata di Saùl. Il nuovo contratto con la sua casa blanca è pronto. Già a cifre importanti. 3,5 milioni all’anno. A 21 anni. Se il Madrid è sotto attacco delle voci di un possibile, clamoroso addio di Cristiano Ronaldo il primo tassello per provare a renderne meno amaro l’addio è proprio il 21enne spagnolo. Nel frattempo in nazionale la strada europea inizia subito col botto. Con tre botti. La baby-roja è sicuramente la favorita del torneo. E con un Asensio così vincere può diventare meno complicato.

PELLERGINI

Una top all’insegna del 1996. Centrocampista. Tre gol nelle ultime tre apparizioni in Under 21. 8 gol in stagione a Sassuolo. L’esordio, meritato, in Nazionale maggiore. Il ritorno a casa, a Roma, sempre più vicino. E il gol, tutt’altro che normale, sblocca risultato nell’esordio agli europei Under 21. Un “normale” finale stagione per uno dei prospetti più promettenti del centrocampo azzurro. La risonante stagione in neroverde lo ha fatto rimpiangere dalla Roma, decisa ad esercitarne la recompra, ormai scontata, per “soli” 10 milioni. Per sciogliere eventuali, possibili ma improbabili dubbi sorti, il classe ’96 entra in punta di piedi nel torneo europeo Under 21 con un “normale” gol in rovesciata. Forse semplice sfida raccolta, accettata e diretta risposta al compagno di reparto spagnolo Saul. Forse normalissima espressione di talento “sopra le righe”.  Gol ancora più importante perché sblocca la gara, tutt’altro che semplice, degli azzurrini. E la Roma alla televisione si starà sfregando le mani…

I FLOP

DONNARUMMA

Tanto si è parlato negli ultimi. Molto si è detto. Non abbastanza probabilmente. Il caso Donnarumma continua a tenere banco, come ovvio che sia, fra Casa Milan e casa Raiola. Accuse, interpretazioni e retropensieri vari lasciano il tempo a ciò che di reale è accaduto e alle poche contemporanee poche certezze. Su Donnarumma, diventato negli ultimi giorni ironico “Dollarumma”,  ci siamo pronunciati anche noi. La scelta del ragazzo è risultata incomprensibile alla gran parte degli esperti e ai soliti addetti ai lavori. La conferenza stampa di Raiola di ieri ha forse alimentato le incertezze piuttosto che chiarirle. Eccessiva pressione e subdoli ricatti le colpe della società secondo il potente agente. Un rifiuto incomprensibile colpa del piano milionario dello stesso Raiòla la tesi societaria espressa da Fassone. La lunga e grande amicizia tra la famiglia Donnarumma e i fratelli Raiola – che affonda le radici fin dai primi passi risonanti di Gigio quando lasciò il Club Napoli grazie soprattutto al fratello “Enzo” Raiola – il contesto contemporaneo rivelato. Incertezze e concorsi di colpa continuano. Il gesto di Donnarrumma rimane ancora inspiegato almeno fino a quando, si spera e si reputa giusto e doveroso atteggiamento, sarà lo stesso portiere a parlare. Probabilmente sarà necessario aspettare la fine dell’avventura europea del nostro Under 21. Fino ad allora si procederà per incertezze, accuse e retropensieri.

CAPELLO

Già la presentazione aveva destato polemiche. Rivangare l’eterna e immortale vicenda di calciopoli pro-Juventus, specialmente durante la presentazione nell’altra società del neo presidente nerazzurro non era sembrata una mossa lungimirante. Masse di interisti si erano mobilitati in appelli social per chiederne l’immediato esonero. Appello non arrivato a destinazione. Ad aggiungersi poi all’inizio già in salita ancor prima di cominciare si è aggiunto l’esordio effettivo sulla panchina dello Jiangsu Suning. L’ex Juventus e Roma, chiamato per risanare una situazione che vede la squadra al penultimo posto in classifica, almeno al primo appuntamento, ha già fallito. La sconfitta per 1-0 contro il Changchun Yatai mantiene la squadra del patron nerazzurro a tre punti dalla salvezza. Sconfitta maturata per l’autogol di Yang Boyu. Un autogol quasi come gioco retorico sulla presentazione dello stesso allenatore. Un viaggio parallelo e un rimando più che casuale. 8 punti in 13 giornate quelli della squadra cinese ne allontanano la rincorsa e la conferma al secondo posto della stagione scorsa. Se il buongiorno si vede dal mattino, la giornata di Capello non promette granché…