A meno di una settimana dal torneo più atteso dell’anno, vorrei raccontare ciò che si prova a visitare il tempio del tennis. Il torneo di Wimbledon è considerato il torneo per eccellenza, già solo essere in coda (di solito chilometrica) per un biglietto può essere considerato un onore. Per la maggior parte delle persone, però, c’è un altro modo di entrare nel circolo del All England Lawn Tennis and Croquet Club. Durante tutto l’anno, infatti, esiste la possibilità di visitare interamente l’impianto con il museo annesso.

L’ESTERNO

Wimbledon è un quartiere molto tranquillo alla periferia di Londra. Durante il torneo si anima di gente in ogni angolo. Oltre al tipico ballot, una lotteria a cui bisogna iscriversi di anno in anno, c’è anche la famosa coda; ogni giorno centinaia di persone tentano una queue immensa per aggiudicarsi un esiguo numero di biglietti che vengono messi in vendita di giorno in giorno e ciò comporta un enorme afflusso di gente: camper, tende e soprattutto hotel. Insomma qualsiasi, rimedio pur di riposare qualche ora e tentare la fortuna.

Arrivando da fuori, ovviamente, non si parla del periodo del torneo ed il viale che porta all’entrata sembra una qualsiasi strada. È tutto nascosto dagli alberi e dai teli dei campi e ci si rende conto di essere arrivati solo una volta vicini. Dall’esterno si può distinguere solo il campo centrale in tutta la sua grandezza. Il muro è completamente decorato da piante rampicanti e già questo dovrebbe far capire la cura maniacale di ogni dettaglio. All’entrata, invece, compaiono la biglietteria ed ovviamente lo shop con tutti i gadget.

IL MUSEO

Si può scegliere di partire dal museo o dalla visita guidata del circolo. Nel museo si è forniti di audio-guida e si può spende lì tutto il tempo necessario: tale struttura è fornita di ogni genere di cimelio che ha fatto la storia del tennis e del torneo; dai primi vestiti dell’800 ai manifesti dell’epoca. Questo per ricordare, se ce ne fosse bisogno, che il tennis moderno è nato proprio su quei campi.

Ma, ovviamente, la parte più interessante è verso il fondo. Essendo collocato in ordine temporale, ciò che interessa maggiormente è ciò che riguarda i tennisti che si ricordano più facilmente: da Fred Perry a Murray, da Suzanne Langlen a Serena Williams, le grandi rivalità Borg-McEnroe e Navratilova-Evert, senza dimenticare Ivanisevic, Billie Jean King, Federer, Sampras e Steffi Graff, nessuno viene dimenticato.

Il museo è inoltre interattivo. in quanto ci sono giochi e video che coinvolgono i visitatori: permettono di capire meglio l’evoluzione del gioco e degli attrezzi, sia racchette che palline. La parte più divertente è senza dubbio la ricostruzione dello spogliatoio con un ologramma del grande John McEnroe che racconta un alcuni aneddoti. Accompagnano sempre foto, video, racchette e completi di gioco usati dai grandi campioni che hanno calcato questi campi.

Si termina il tutto con l’ingresso all’interno della sala trofei. Qui sono esposti i trofei che vengono alzati ogni anno dai vincitori, come il piatto per le donne e la coppa per gli uomini. Su entrambi, ad esempio, vengono scritti ogni anno i vari vincitori del torneo.

Già dopo la visita del museo, non banale né noiosa, si può capire cosa rappresenti Wimbledon per il mondo del tennis, ma è solo dopo aver visto i campi che ci si rende veramente conto della loro grandezza. Sarà l’erba, sarà la tradizione inglese, la storia, ma questo torneo rappresenta veramente la massima espressione del tennis sia per un tennista che per un tifoso.

LA VISITA

Le visite partono ogni ora e prevedono sempre due accompagnatori. Una guida e un chiudi-fila che si assicuri che il gruppo stia compatto. Il circolo di per sé è molto piccolo se paragonato ad altri dove si svolgono i tornei principali. I campi sono molto vicini e ruotano tutti attorno al campo centrale, centro nevralgico del torneo. La guida, un misto tra Sir Alex Ferguson e John McEnroe, racconta molti aneddoti sui tennisti, sulla pioggia, sui raccattapalle e su tutto ciò che succede durante le due settimane di torneo.

Vengono mostrati la sala stampa, con tanto di simulazione, il centro dove vengono raccolti tutti i dati statistici di ogni partita e lo studio della BBC da cui va in onda tutti i giorni la trasmissione su Wimbledon. La tipica Henman’s Hill soprannominata più recentemente Murray’s Field non è altro che un prato all’esterno del campo 1. Lì si ritrovano i tifosi che non hanno il biglietto per il campo centrale per tifare, attraverso un megaschermo, il beniamino di casa. È curioso come in televisione tutto sembri amplificato. Questa collinetta è un semplice prato che da casa sembra molto più grande. Si passa poi sul balcone dal quale si affaccia il vincitore per mostrare il trofeo appena vinto. L’unica parte che viene tenuta segreta sono gli spogliatoi.

Il pezzo forte, infine, viene lasciato per ultimo: il Centre Court.

IL CENTRE COURT

Quando si entra finalmente sul Campo Centrale si respira un’aria surreale. Una tribuna così ovattata e così vicina al campo da gioco che fa invidia a qualsiasi altro stadio del mondo. Lì si respira la storia. Fa impressione che su un semplice campo da tennis ogni anno venga scritta la storia di questo sport da moltissimi anni. Ogni suono sembra quasi disturbare il processo di crescita dell’erba, curata ogni giorno per essere perfetta durante il torneo. Qualsiasi rumore rimbomba e sembra di essere veramente in un tempio o in un qualsiasi luogo sacro. L’istinto è semplicemente di rimanere in silenzio ed ammirare. Persino la guida ad un certo punto smette di parlare per lasciare contemplare quello che è il campo da tennis più importante del mondo.

Questo è ciò che rappresenta Wimbledon per un qualsiasi appassionato di tennis. Un esperienza unica da vivere almeno una volta nella vita, ancora meglio se durante il torneo.