Se il Monaco ha sbattuto fuori dalla Champions League il Manchester City lo scorso anno, il merito è stato anche di un piccolo prestigiatore alto 173 centimetri. Un piccolo maghetto nato in Portogallo nella notte di San Lorenzo del 1994, e che forse, probabilmente le stelle ce le ha nel destino, oltre che nella data di nascita. Il Monaco eliminò gli inglesi nelle due notti magiche, anzi stellari di Champions, perdendo all’andata ma vincendo al ritorno. Oggi, quel piccoletto tanto protagonista quanto fondamentale a centrocampo, è stato acquistato proprio dal City per una cifra che si aggira attorno ai 48 milioni di euro più bonus.

DIVERSO DA TUTTI

Tra i tanti talenti interessanti del Monaco di Leonardo Jardim che ci ha meravigliato la passata stagione, c’è anche e soprattutto lui: Bernardo Silva, il numero 10 della formazione monegasca, uno di quei calciatori che ti strega, che ti conquista, che ti rapisce. Sulle spalle portava il numero 10, più per meriti “artistici” che per posizione. Col passaggio a Manchester dovrebbe indossare la numero 20, soprattutto perché la 10, a meno di eventuali stravolgimenti di mercato, resterà sulle spalle del Kun Aguero.

Bernardo Silva non è uno come tutti gli altri. Non può essere inquadrato in nessuno stereotipo, e forse neppure in un ruolo preciso. La risposta è semplice. Perché possiede le movenze, il fisico e i lampi del trequartista classico, ma di solito gioca più spostato sulla destra. Sarà che negli ultimi anni tanti giocatori di questo tipo hanno messo di giocare dietro le punte, per finire poi in una posizione più defilata, ma non generalizziamo, Bernardo Silva è veramente diverso da tutti. Da destra, lui, ci parte soltanto. Perché poi gioca dappertutto. Si accentra, si propone, compare e scompare magicamente, salta uomini e nel frattempo nasconde il pallone come in pochi sanno veramente fare.

IMPREVEDIBILE

Il suo punto di forza è l’imprevedibilità: come ogni bravo prestigiatore, di chi pratica magia, non saprai mai quale sarà la sua prossima mossa. Spesso, questi calciatori di talento, questi piccoli concentrati di genio calcistico, rischiano di annegare nella loro stessa genialità, e sacrificare la concretezza sul punto più bello, per abbellire la giocata, ma talvolta senza concretizzare. Naturalmente questo non fa parte del suo stile, perché tutto quello che esce dai suoi piedi ha un senso. Ogni giocata, ogni numero, ogni attimo di pensiero.

NUOVA AVVENTURA

Con Bernardo Silva, Guardiola potrà disporre di un poker di centrocampisti offensivi niente male: oltre all’ex Monaco, in rosa figurano già David Silva, Gundogan e De Bruyne. L’intelligenza tattica del portoghese è confermata anche dalla sua adattabilità a ruoli e moduli diversi. Silva è infatti esploso in due squadre dal gioco diametralmente opposto, giocando tra l’altro in due ruoli molto diversi. Nel Monaco, una squadra che tende a controllare lo spazio e a vivere di transizioni veloci, è stato impiegato principalmente da ala destra (a piede invertito, quindi) mentre nel Portogallo Under-21, e con la nazionale maggiore, Bernardo Silva ha giocato da trequartista puro. Guardiola potrà sbizzarrirsi ed inserirlo dovunque, a far la differenza in mezzo al campo.

“Le grandi squadre non perdono la palla”, aveva spiegato Pep Guardiola qualche mese fa. E per comandare il gioco, servono giocatori dai piedi buoni. Detto, fatto.

Ecco poi, anche le prime parole di Bernardo Silva come nuovo giocatore del City, parole al miele per società, squadra ma soprattutto allenatore:

“Sono in una delle migliori squadre del mondo, Per me è ottimo avere questa opportunità. Guardiola, se non l’allenatore migliore del mondo, è uno dei migliori. Sappiamo tutti cosa ha fatto con Barcellona e Bayern Monaco, quando hai la possibilità di essere allenato da un tecnico come lui non dici di no”.

 

Bernardo Silva non è un numero 10 classico. Ma del numero 10 ha la capacità di inventarsi quel qualcosa che ti lascia a bocca aperta e che può risolvere la partita. Quel 10 con la capacità di far sognare e far innamorare con la sua unicità. Ciò che farà senza ombra di dubbio, anche a Manchester, anche ai nuovi tifosi, oltre che i vecchi sostenitori. Il City spendaccione, questa volta, ha comprato un “fuorilegge” assoluto.