Pace in casa, pace nel mondo” dichiarava il padre di tutti i turchi Mustafa Kemal Atatürk. Abdullah Avci,  l’allenatore del Basaksehir delle meraviglie, che oggi compie 54 anni, si sarà ispirato a lui quando nel 2014 decise di riabbracciare questa squadra, totalmente allo sbando e con un fallimento alle spalle.

Dopo la tristissima esperienza in nazionale dal 2011 al 2013, dove la Turchia ha fallito tutte le competizioni ufficiali alla quale ha preso parte, Avci aveva bisogno di un progetto piccolo e poco mediatizzato che permettesse a lui ed al suo staff di respirare, dopo la scorpacciata di media e di giornalisti a cui era stato sottoposto nel biennio precedente a causa del suo incarico. Perché la nazionale turca va oltre qualsiasi club del paese e la pressione dei tifosi si fa sentire.

Uomo di poche parole ma dal tanto lavoro, il nativo di Istanbul è rimasto a casa pur spostandosi con il suo credo calcistico di qualche chilometro, situandosi a Basaksehir, quartiere residenziale a nord-ovest dal centro città che dal Giugno 2014 ospita il Medipol Basaksehir Istanbul Külübu. La squadra si è classificata come seconda della Super Lig turca nel 2016/2017 e sta disputando in questi giorni i preliminari di Champions League, stupendo tutti per il mercato altisonante, in cui sono arrivati giocatori di spessore come Adebayor(nel Gennaio 2016), Inler, Erding, Elia, Chedjou e Clichy.

L’approdo nel 2014 in questa piccola realtà è stato come un ritorno alle origini per il tecnico, che aveva già avuto a che fare con lo stesso nucleo societario, denominato İstanbul Büyükşehir Belediyesi Spor Kulübü, che era diventata la squadra zimbello del campionato a causa della scarsa affluenza dei tifosi allo stadio, in quel caso lo stadio Ataturk di Istanbul, gioiello da 80.000 che ospitava poco meno di 2.000 spettatori durante i match casalinghi della squadra. Un’arena simile ad un cimitero.

Una situazione del genere avrebbe scoraggiato i più temerari, ma Avci ha saputo crearci la sua palestra di vita provando ad esprimere in maniera genuina la sua idea di calcio ed il suo pensiero, agendo in silenzio e riflettendo su tutte le mosse da effettuare quasi fosse una partita di scacchi. E’ così che ha potuto sviluppare la sua idea di 4-2-3-1 che ora in Turchia è cosa comune ed inflazionata. Perché come diceva lo scrittore statunitense Chaim Potok, “ho cominciato a rendermi conto che si può ascoltare il silenzio e imparare da esso. Ha una qualità e una dimensione tutta sua”.

La creazione della nuova società, con obiettivi e mire ben differenti dalla precedente, gli ha dato ancor più fiducia e libertà d’azione, coadiuvato dagli acquisti di giocatori dall’elevato tasso tecnico che gli hanno permesso di attuare il suo piano perfetto, diventato realtà quasi per caso nel Novembre 2014, quando il Galatasaray di Cesare Prandelli veniva letteralmente messo all’angolo dall’organizzazione tattica e dall’estro della squadra di mister Avci, che trionferà con il risultato di 4-0.

La nuova Istanbul calcistica passa dalle sue idee innovative ma attaccate alla tradizione, perché l’uomo prima ancora che l’allenatore sa bene che per togliere l’ancora c’è sempre bisogno dei capitani più esperti.

Ed è così che si è affidato ad uno degli eroi turchi di Euro 2008, l’attaccante Semih Sentürk, e ad Emre Belozoglu, definito proprio da Avciuno dei migliori calciatori della storia turca“. Si è partiti da lì, dalla solida consistenza dell’esperienza, per arrivare poi alla scoperta di Marcio Mossoro, Edin Visca ed Under Cengiz, volto nuovo della Roma di Di Francesco, che con i loro scambi di palla e movimenti hanno fatto impazzire le difese di mezza Turchia guadagnandosi i titoli dei giornali.

Ora il Basaksehir è una macchina perfetta con giocatori di classe mondiale, ma deve tanto all’idea di sport collettivo ed armonioso che il vate Avci ha saputo dare al suo team, che ha saputo lavorare quando la forza imponente del silenzio avrebbe spinto tutti alla fuga.

Ma in fondo chissà, ad Abdullah Avci sarà bastato leggere Atatürk o sentire il flebile rumore del Bosforo per aver fiducia in quello che faceva.

Ci uniamo al coro della pagina ufficiale dei turchi su instagram, per cui:

MUTLU YILLAR AVCI!