La notte del 3 agosto è  la prima notte da ex blaugrana di Neymar, e contemporaneamente, come Napoleone a Waterloo o il primo colpo al muro di Berlino, si sta scrivendo la Storia del calcio. Il trasferimento più costoso del mondo però sembra non avere lo stesso effetto globale su una parte di Milano, un quartiere a ovest della città chiamato San Siro, dove il Milan batte il Craiova per 2-0 di fronte al pubblico record di più 67’000 spettatori, numeri da primi in classifica per presenze a un preliminare in Europa League. Una partita con tratti di bel calcio, un gioco un po’ elementare e molti tackle da entrambe le parti, perchè anche il Craiova voleva dire la sua: il solo gol subito in Romania ha spinto gli ospiti a presentarsi in buona tenuta contro i rossoneri, soprattutto nel primo tempo. Un gol per tempo e il Milan liquida all’inglese la pratica Craiova; ma i rossoneri, al pari di una asfissiante ipocondria, collezionano problemi anche quando non ce ne dovrebbero essere. I minuti antecedenti il fischio d’inizio trovano spiccioli d’ansia per la questione delle fideiussioni bancarie per gli acquisti di Biglia e Bonucci, presentati nel pre-match e osannati dal tifo, ricordando i fasti celebrativi di Ibra o Ronaldinho.

RAGAZZI DI VITA

Uno dei primi libri pubblicati d Pier Paolo Pasolini negli anni 50 fu “Ragazzi di vita”, in cui le storie di alcuni giovani borgatari prendevano vita tra furti, corse, e spensierati atti di batticuore. Un po’ come Conti e Cutrone, che rispetto alle prestazioni di Locatelli e Niang – gli altri due giovanotti in campo – hanno corso e rubato palloni come Er Riccetto o Alduccio, personaggi del libro. Conti avrebbe meritato l’epiteto di migliore in campo se non fosse per quel gol divorato a fine primo tempo: teatrali chiusure e sempre disponibile al supporto offensivo. Cutrone invece ha corso tanto, si è spostato su tutto il fronte d’attacco dimostrando la sua volontà di farsi capire, ovvero, inscenando quel suo modo aggressivo e virulento di affrontare le partite. Il gol da opportunista, che in parte ricorda il recente gol di Koulibaly contro il Bayern, è la coronazione di un pre campionato da copertina, ricordando anche il palo nella gara d’andata. Deve crescere perché gli manca mestiere, ma ha tutte le certificazioni calcistiche per rimanere al Milan, magari come terzo attaccante. Per quel che riguarda Locatelli invece non si può certo parlare di ottima prestazione, anche se la sua partita è stata piano piano sempre in crescita fino a conquistare le ovazioni di San Siro. Montella gli ha garantito la fiducia dello scorso anno schierandolo titolare “a casa propria”, e Locatelli non ha deluso il suo mister nonostante la sua gara non sia stata esente da errori, tecnici e non. In tutto ciò il Milan si è presentato a un preliminare europeo con tre titolari provenienti dalla scuola di Milanello, tali Cutrone, Locatelli e Donnarumma, preparando il terreno per un futuro mix di giovani casalinghi e campioni più esperti. Il caso-Niang invece è ancora una porta aperta, dato che anche lui crede nella causa rossonera e lotta su ogni pallone, ma i limiti tecnici e in parte anche caratteriali hanno condizionato la prestazione del francese, pesantemente fischiato dai tifosi.

AD MAIORA

Il resto della squadra è sembrata in un’ottima forma, considerando anche il caldo agostino. Montella ha scelto la difesa a quattro (il 4-3-3 della passata stagione) e optato per la solita costruzione bassa del gioco, che ha conseguentemente portato a un numero un po’ eccessivo di lanci alla ricerca di Cutrone. Il gioco sugli esterni ha funzionato soprattutto a destra, una fascia circense con la corsa (quanta!) di Conti e i tunnel di Suso, giocatore nel dribbling non troppo distante da colleghi ben più pagati in altri top club. Quindi se la fase difensiva non ha mostrato intoppi, a parte qualche sconsiderata uscita palla al piede, quello su cui l’Aereoplanino dovrà lavorare è l’ultimo passaggio in fase offensiva, dove a difesa avversaria schierata il Milan ha ritrovato i problemi dello scorso anno. Bene, benissimo Bonaventura: partendo come mezz’ala è veramente il jolly capace di garantire scompiglio sulla trequarti e creare spazi, che visto l’importante contributo atletico di Conti e Rodríguez può essere un’arma letale. Proprio dalle fasce si è vista una netta qualità nei cross e nel palleggio nel breve, grazie anche al già citato lavoro di Cutrone come sponda. Fra tutti i nuovi arrivati quello che è stato leggermente sotto gli altri è Frank Kessiè, la cui partita si è trasformata in un gioco di falli per tutto il secondo tempo. Ottimo inizio, tanta corsa e discreta tecnica, ma la seconda frazione di gioco lo ha visto più sofferente e in leggera difficoltà. L’ivoriano rimane comunque il miglior acquisto per prestazioni visto finora nel precampionato milanista. Poco da dire sulla difesa, la cui qualità di palleggio è senza dubbio una delle prospettive migliori del nuovo Milan, che sembra voler fare del possesso palla uno dei letimotiv del proprio gioco, cercando poi la soluzione verticale ( ieri non troppo riuscita) o l’allargamento sulla fascia, vero motore dei pericoli offensivi rossoneri.

I POST-IT DI SILVA, BORINI E CALHANOGLU

Montella ha regalato 20 e 25 minuti rispettivamente ad Andre Silva e Hankan Calhanoglu, le cui prestazioni sono metaforicamente sembrate un mare piatto e calmo ma con onde improvvise. Subentrati in una fase del match esente da brividi e anzi persuasa dalla stanchezza evidente, i palloni giocabili dai due volti nuovi erano decisamente pochi. Qualche dribbling e un paio di tentativi di intrapendenza ma la prestazione di entrambi ricadrà nell’anonimato se non per un’ovazione dei 67’000 per il doppio passo di Calhanoglu negli ultimi minuti. In tutto ciò c’è stato spazio anche per Borini, bollato come riserva assoluta ma che in queste partite, ieri compresa, ha rassicurato tutti sulla garanzia di corsa e sacrificio, nonchè una certa bizzarria palla al piede in fase offensiva. I nuovi arrivi o ultimi entrati, come li si preferisce chiamare, hanno lasciato Montella con alcuni buoni spunti e ottime indicazioni: appunti su un post-it che domani il mister tradurrà in idee per il futuro.