“L’obiettivo era rilanciare il calcio italiano. Ci siamo riusciti, anche se è mancata la ciliegina sulla torta”.

Sono le ultime parole di Gigi Di Biagio dopo la semifinale dell’Europeo persa dall’Italia Under 21 contro la Spagna. La sconfitta ha lasciato il segno, ma ha ragione Di Biagio: il movimento dei giovani italiani è stato rilanciato e i giocatori di quella Nazionale che hanno cambiato squadra in questa sessione estiva, sono tantissimi. Benassi è l’ultimo ad averlo fatto, passando dal Torino alla Fiorentina. L’uomo cresciuto con Stramaccioni, che vinse con lui all’Inter il campionato Primavera e la NextGen Series (il vecchio nome della Youth League) è costato 10 milioni più bonus alla Viola. Quasi nulla in confronto ad altri colpi che hanno segnato la sessione estiva del calciomercato.

TUTTO CAMBIA

C’è un qualcosa che accomuna ciò che accade nel calcio, nel mercato ma anche nella vita. Il tempo passa e le cose cambiano, cambiano davvero. La sessione di calciomercato che sta correndo ci indirizza verso quest’idea, questa direzione. L’ultimo movimento di mercato che stravolge tutto quello che si era creato in passato, si chiama Marco Benassi.

Arrivato in granata il 1 luglio 2014 in compartecipazione dall’Inter nell’ambito dell’operazione che a gennaio aveva portato in nerazzurro D’Ambrosio, Benassi s’inserisce in maniera positiva all’interno degli schemi di Giampiero Ventura, suo estimatore della primissima ora, che lo schiera mezz’ala destra, ruolo già ricoperto dal centrocampista durante la sua esperienza a Livorno. La prima stagione in granata è quella dell’Europa League, del derby vinto e dei suoi primi 3 goal con la maglia del Toro. Il 2015, l’anno di gioie e soddisfazioni, ma anche di situazioni complicate in momenti chiave: il 30 ottobre 2014, allo Juventus Stadium, un pallone perso da Benassi fa nascere l’azione del gol di Pirlo, che gela i granata al 94′, e qualche mese dopo – a San Pietroburgo – la sua espulsione nel primo tempo condiziona pesantemente l’andata degli ottavi di finale contro lo Zenit.

UNA BUSTA PER RIPARTIRE

Benassi però è più forte delle critiche, e sostenuto e difeso a spada tratta da Ventura, viene riscattato in estate con la famosa “busta record”: la compartecipazione con l’Inter, infatti viene risolta a buste chiuse, e a vincere sono i granata, con Cairo che mette sul piatto ben 3.5 milioni per l’intero cartellino, contro i 2.9 nerazzurri.

Si va allora verso la stagione 2015/2016, quella della maturità per il gioiellino italiano, che si guadagna il rispetto del tifo granata a suon di prestazioni positive e di gol importanti e bellissimi, come quello contro il Palermo a settembre 2015. Durante l’anno, riesce anche ad incrementare le sue presenze che arrivano a 32 grazie alle prove convincenti, condite dai suoi 5 goal stagionali.

FINALMENTE CAPITANO

Si arriva all’estate 2016, l’estate che tra le ultime vissute, sembra essere quella più delicata e da temere, perché si cambia ancora. All’addio del capitano Glik e di Giampiero Ventura, inizia un nuovo corso per il Torino con l’arrivo di Sinisa Mihajlovic, e c’è da scegliere il nuovo capitano per la nuova stagione. La scelta cade su Emiliano Moretti e Giuseppe Vives, il motivo è inevitabilmente legato alla loro grande esperienza, ma già durante i primi allenamenti, i tifosi hanno altre idee. Siamo a metà luglio e Benassi viene acclamato dal popolo granata: “Benassi capitano!” è il tormentone di quei giorni. La stagione inizia, Benassi è tra i perni del nuovo 4-3-3 di mister Miha e grazie al poco impiego di Vives e Moretti, il 2 ottobre Benassi indossa per la prima volta la fascia di capitano, durante il match contro la Fiorentina – dove va anche in gol.

Con l’arrivo del 2017 e la cessione di Vives, Benassi diviene ufficialmente il capitano granata, nonostante la presenza in campo di Moretti. Verso il finale di stagione, però, qualcuno inizia a cambiare. La società decide di consegnare la fascia a Belotti – e anche a causa del cambio di modulo in 4-2-3-1, Benassi trova meno spazio dal 1′. Questo accade perché con uno schieramento diverso, in questo caso un 4-2-3-1 che prevede solamente due giocatori in mediana, molto spesso, anzi praticamente quasi sempre, a lui venivano preferiti giocatori come Baselli, molto duttile e bravo con i piedi, capace di dettare ritmi alla squadra, e ad affiancarlo compagni come Acquah e Obi, giocatori molto tosti e fisici in mezzo al campo. Questo discorso risulta senza ombra di dubbio parecchio strano, poiché il capitano dovrebbe giocare ed essere il vero leader, punto di riferimento della squadra a prescindere dal modulo con cui viene schierata la squadra in campo.

Dalla contestazione all’acclamazione, l’epopea di Marco Benassi al Torino è stata colorata da sentimenti opposti e fortissimi, fino al capolinea di ieri, 9 agosto 2017 con la sua cessione – per motivi tattici già anticipati da Mihajlovic – alla Fiorentina. Tre anni passati insieme, vivendo e respirando il granata, non si dimenticano facilmente: Benassi non dimenticherà il Toro come il Toro non dimenticherà lui.

FUTURO DA MEDIANO?

La Fiorentina di Pioli ci ha abituati a modo di giocare e disposizione in mezzo al campo, molto spesso offensivi. Nell’ultima stagione, quella in nerazzurro, il modulo è stato sempre il 4-2-3-1. Chissà che l’allenatore stesso, decida di cambiare per giocare con un centrocampo a 3, e favorire gli inserimenti del suo nuovo acquisto.

Un’ipotesi che non va sicuramente messa in secondo piano, è quella che riguarda la conferma di un 4-2-3-1 anche a Firenze, giocando tra i due di centrocampo e dimostrare che lì può gicoare e fare bene lo stesso, opportunità che Mihajlovic non ha mai realmente considerato.