13 maggio 2012. Juventus-Atalanta. Alessandro Del Piero scende in campo per l’ultima volta con la maglia della Juventus. I tifosi in lacrime, il mondo emozionato. Cala il sipario su una delle storie d’amore più belle del nostro calcio. Dopo 19 anni Alex dice addio alla sua Signora, lasciando una pesante eredità. L’addio di pinturicchio apre infatti un caso che ancora oggi è lontano dalla sua definizione. Il futuro della maglia numero 10.

Alex Del Piero nel giorno del suo addio al calcio

 

Ritirarla non si può. È lo stesso Alex a dirlo. Perché privare un bambino di poter vestire un giorno la maglia più rappresentativa del club che ama? Perché impedire ad un calciatore di diventare il simbolo di una delle squadre più affascinanti al mondo? La 10 non si ritira, ma allo stesso tempo nessuno ha il coraggio di prenderla. Almeno fino all’arrivo di un certo Carlitos Tevez.

Carlos Tevez, 50 gol in due stagioni con la Juventus

IL PRIMO EREDE

Dopo aver stabilito il dominio in patria, con due scudetti stravinti, la Juventus cerca affermazione anche in campo europeo. Per farlo, la dirigenza piazza un colpo da novanta: arriva dal Manchester City Carlos Tevez. Accolto subito con grande entusiasmo, l’argentino non si fa spaventare dalla nuova avventura e decide di affrontarla nel modo più diretto possibile. Sceglie la maglia numero 10 e si carica l’eredità di Del Piero sulle spalle. Per la prima volta la storica maglia ha un nuovo padrone.

I due anni di Tevez a Torino sono molto positivi. Subito in gol all’esordio, a Marassi con la Samp, l’ex Boca chiude la stagione con 21 gol in 48 presenze. Contribuisce in modo decisivo alla conquista dello scudetto, anche se ha la pecca di non essere incisivo nella sfortunata Champions League. I bianconeri escono clamorosamente ai gironi e Tevez non segna nemmeno un gol. La Juventus non riesce a riscattarsi nemmeno in Europa League, mancando la finale in casa con una clamorosa eliminazione in semifinale per mano del Benfica.

Il mostruoso gol di Tevez contro il Parma

Il secondo anno di Tevez è mostruoso. 29 gol in 48 presenze, di cui ben 7 in Champions League. Carlitos guida la Juventus alle porte del paradiso, il cui accesso viene però negato dal Barcellona. Contro i marziani a Berlino si infrange il sogno europeo dei bianconeri. Cala il sipario anche sull’avventura piemontese di Tevez. Nonostante le ottime prestazioni e i numeri impressionanti, la macchia della finale persa è troppo grande. L’argentino riparte da casa, torna al Boca, e la 10 di Alex si ritrova di nuovo in cerca di un erede.

Paul Pogba, 34 presenze in quattro anni alla Juventus

IL SECONDO EREDE

L’estate del 2015 fu molto particolare per la Juventus. La sconfitta in finale di Champions e gli addii di Tevez, Vidal e Pirlo sembravano aver chiuso un ciclo. L’eredità della 10 la carica sulle spalle un ragazzone francese che ormai da 3 anni sta stupendo tutti a Torino e si sta affermando come uno dei centrocampisti più forti del mondo. Tocca a Paul Pogba, che si porta dietro però molti dubbi, più che altro a livello mentale e caratteriale.

L’inizio di campionato è shock. Prima la clamorosa caduta in casa con l’Udinese, poi la sconfitta a Roma che sapeva tanto di passaggio di consegne. Due mesi orribili che culminano con la sconfitta di Sassuolo del 28 ottobre. In tutto questo per Pogba un solo gol e tante prestazioni non all’altezza. Si celebra già il funerale della Juventus e si spara contro il francese, condannandone la scelta di un numero così delicato alla sua giovane età.

Il primo gol di Pogba con la maglia della Juve

Pogba e la Juventus però zittiscono tutti. I bianconeri si rendono protagonisti di una rimonta pazzesca che porta al quinto scudetto consecutivo. Paul si carica la squadra sulle spalle e conclude la stagione con 10 gol e addirittura 16 assist. Record personale. Il francese viene acclamato come il futuro della Juventus, l’uomo pronto a riportare la 10 ai fasti di Del Piero. Ma il calcio di oggi è ben diverso da quello di Alex. In estate Pogba passa al Manchester United per la cifra allora record di 105 milioni. Dopo un solo anno, addio anche al secondo erede.

Paulo Dybala, nuovo numero 10 della Juventus

IL TERZO EREDE

Ora è giunto il momento di Paulo Dybala. Dopo l’addio di Pogba la 10 sembrava destinata a lui, ma l’argentino non se l’è sentita di indossarla. Ora invece ha deciso di prendere quella maglia tanto speciale, anche se dopo una stagione non proprio convincente. La sensazione è che ad oggi la Juventus abbia bisogno più che mai di un numero 10, dopo l’addio di Bonucci e la ferita ancora sanguinante di Cardiff.

Sembrava poter essere Bernardeschi il nuovo numero 10, ma così non è stato, giustamente. La maglia di Alex è delicata e chi la ottiene deve meritarsela. Nonostante l’ultima annata non pienamente positiva, la scelta di darla a Dybala è la più azzeccata possibile. Paulo è indubbiamente il leader tecnico della Juventus, nonché il centro delle speranze bianconere per gli anni avvenire.

La scelta di dare all’argentino questa maglia è anche un modo per blindarlo. È un segnale forte, di una società che vuole puntare su Dybala e di un giocatore che vuole continuare a vestire la maglia bianconera. La 10 a Dybala serve a stabilizzare una situazione che si sta facendo quanto mai infuocata.

EREDI A CONFRONTO

Tre giocatori quanto mai diversi quelli che hanno indossato la maglia numero 10 di Del Piero. Il primo è stato Carlos Tevez, centravanti molto mobile, che agisce bene sia da prima che da seconda punta. Classe innata e istinto del gol. Queste le doti principali dell’argentino. A Torino inoltre ha messo in mostra una voglia che raramente si era vista a Manchester. Il profilo di Tevez è forse quello più simile a Del Piero, soprattutto per il numero di gol e i colpi di classe messi in mostra.

Carlos Tevez e Paul Pogba

Dopo l’addio dell’argentino, la maglia numero 10 cambia totalmente tipologia di giocatore. Passa a Paul Pogba, centrocampista centrale che ama spaziare per il campo alla ricerca della posizione ideale. In comune con Tevez il francese ha la classe innata, ma è un giocatore decisamente diverso. Al di là del ruolo, Paul ama specchiarsi, è meno concreto ma più elegante di Tevez. Inoltre la grande differenza era data dalla carriera dei due giocatori. Tevez era al culmine del suo cammino e con un’importante esperienza alle spalle, Paul invece era un fiore che stava sbocciando, ma che ancora mancava di esperienza.

Paul Pogba e Paulo Dybala

Ora tocca a Dybala. La 10 torna in attacco, anche se Tevez e Paulo sono molto diversi. L’ex Palermo non ha il killer instinct del connazionale, risultando molto meno decisivo sotto porta. Non a caso la sua posizione è stata progressivamente arretrata da Allegri. Dybala però è molto più centrale nel gioco, nonché assistman ideale di ogni prima punta. A livello di classe sicuramente il parallelo tra Del Piero e il nuovo numero 10 può starci, ma per diventare veramente decisivo la Joya deve assolutamente segnare di più.

Paulo Dybala e Carlos Tevez

Nonostante sia passata per le spalle di grandissimi giocatori, la 10 di Del Piero non ha ancora trovato un erede. Colpa del mercato più che delle prestazioni, visto che Tevez e Pogba non hanno assolutamente deluso con quella casacca addosso. La paura è che si possa presentare la stessa situazione con Dybala, che fra uno o due anni la 10 torni di nuovo vacante. Il calcio è cambiato e la vicenda della 10 bianconera lo dimostra in pieno. Per essere l’erede di Alex non basta avere classe, ma bisogna giurare eterno amore alla Juventus. Il primo requisito è abbastanza facile da trovare per una squadra come i torinesi, il secondo molto meno. Con la speranza che sia quello giusto, auguriamo un in  bocca al lupo al nuovo erede di Del Piero. Con l’augurio di tornare a vivere le favole che questo nuovo calcio sta via via rendendo impossibili.