Vince ancora il Milan capitanato da Bonucci: 2-1 al Cagliari e altri 3 punti preziosissimi per rimanere a punteggio pieno. Una vittoria molto sudata quella dei ragazzi rossoneri, capaci di sconfiggere i sardi solo grazie ad una perla su punizione di Suso in pieno secondo tempo. La squadra di Rastelli invece conclude la seconda gara di fila contro una big senza portare a casa nemmeno un punto nonostante la buonissima prestazione. Montella dovrà sicuramente rivedere qualcosa, anche se di pregi interessanti questo Milan continua ad averne in gran quantità.

La parola migliore per sintetizzare quindi il presente e il futuro resta la seguente: lavorare. Già, perché questa compagine può e deve ancora alzare l’asticella qualitativa. Nasce ora il dilemma del reparto attaccanti: con un Cutrone così, sarà difficile per l’allenatore decidere come gestire André Silva, Kalinic e l’attaccante del ’98 appunto.

L’ATMOSFERA DELL’ENTUSIASMO

Basta solo scendere dall’auto nel parcheggio per capire l’atmosfera euforica che si respira quest’anno a San Siro. Gente sorridente, ottimista, ambiziosa, soddisfatta ma soprattutto rigenerata dopo le passate stagioni. È tornata la passione, quella cosa che era leggermente andata in letargo negli ultimi anni, ma che come una fiamma sottoposta a un lieve soffio di vento, è rimasta viva e presente, pronta per tornare a manifestare emozioni. Ad oggi si può dire che quella fiamma è rinata totalmente, merito di un ricambio societario del tutto fondamentale per innaffiare di speranze amorevoli ogni tifoso rossonero.

Le magliette in vendita lungo le bancarelle intorno allo stadio sono innumerevoli. 100? Macché. 1000? Non scherziamo. 5000? Almeno. Bonucci e André Silva le più indossate. L’impatto del mercato si è fatto dunque sentire ai tifosi anche nel portafoglio cartaceo oltre che a quello emotivo. Si respira un’aria nuova. Zero le critiche. Mille le speranze.

All’interno del Meazza, fin da prima del riscaldamento, partono i soliti e ben conosciuti cori della Curva, la quale possiede un potere emotivo tutt’altro che indifferente. Il Che confusione, lo sfottò ai cugini, la carica ai propri undici e via dicendo. Come una macchia d’olio, il supporto si diffonde per tutti e quattro i settori colorati dello stadio. Blu, Rosso. Arancio e Verde a condividere insieme la stessa fiamma citata in precedenza. Mancano solo i gladiatori all’interno di un’arena che ha riacquisito l’amata gioia tipica del supporter.

IL MATCH

Il fischio d’inizio vale come lo sparo che dà il via nelle gare d’atletica. Un suono che decreta l’inizio dei giochi, tanto attesi dagli appassionati per vedere finalmente in pista i propri beniamini. E così è. I padroni di casa, spinta da una carica veramente impressionante, cominciano ad organizzare le proprie manovre per colpire fin da subito il nemico e ferirlo in maniera deleteria. Due scambi sulla fascia ed ecco subito i primi capitoli che si candidano ad essere gli stessi per tutta la durata del match. Suso sulla destra è la scheggia che ferisce continuamente la difesa sarda, la quale lavora con prudenza e cerca di contenere il più possibile gli attacchi rossoneri quasi come fosse una diga. Purtroppo per gli ospiti questa diga regge solo 10 minuti, il tempo che ci mette l’MVP del momento, Patrick Cutrone, a realizzare l’1-0. Per il team di Rastelli un remake della partita giocata 8 giorni fa a Torino contro i campioni d’Italia.

Pochi però sono i demeriti della retroguardia rossoblù, incapace di stoppare un talento unico di nome Suso, il quale continua per tutto il primo tempo a dribblare coraggiosamente ciascun avversario sperando di trovare uno spazio adeguato per far partire un bolide o un assist prezioso a qualche compagno. Il copione della prima frazione rimane pressoché lo stesso: il Milan comanda il gioco, il Cagliari tenta di coprirsi il più possibile ripartendo poi in grande stile alla ricerca del possibile pareggio. Pareggio che potrebbe arrivare con un buon destro di Sau, sfortunato nel colpire il palo pieno a Donnarumma quasi battuto.

Al duplice fischio del direttore di gara, le squadre raggiungono gli spogliatoi pensando principalmente a cosa migliorare. Il Milan realizza che stasera si dovrà faticare molto più del previsto, anche per via di un gioco che fatica a sbocciare al meglio. Il Cagliari invece pensa a concretizzare quanto di buono nel complesso ha fatto nella seconda parte del primo tempo e quanto di buono proverà a fare per tutti i secondi 45 minuti.

Usciti dai box, i 22 calciatori riprendono a darsi battaglia giocando in maniera coincidente alle sensazioni che tutti gli spettatori, allenatori compresi, stanno percependo. Ovvero il Cagliari si fa forza e prende spazi, il Milan rallenta e sperimenta una sofferenza che quest’anno non aveva ancora conosciuto. Le cose vanno meravigliosamente per i sardi, i quali riescono a sfruttare un errore da matita rossa di Kessie e insaccano con due mosse il pallone alle spalle di un incolpevole Donnarumma, trafitto dal piazzato efficiente di Joao Pedro. 1-1 e palla al centro.

Ma nel momento in cui i rossoblù avevano iniziato a prender confidenza con lo scettro del gioco, ecco tornare sul palco delle sorprese la qualità dello spagnolo Suso, autore di un’altra invenzione “immacchiabile” capace di costruire il nuovo vantaggio dei padroni di casa. Lo spagnolo disegna una punizione che potrebbe valere come esempio pratico delle forze fisiche all’interno dei manuali scolastici per quanto essa sia stata realizzata perfettamente. Il vantaggio rimarrà tale nonostante i 9 e infiniti minuti di recupero che seguiranno lo scadere del tempo regolamentare.

Da segnalare il doppio time-out per far rinfrescare i giocatori durante la gara.Nessuna pausa invece per visionare il video da parte dell’arbitro. Qualche “silent check” c’è stato sicuramente. Ancora da capire come mai il Var non sia intervenuto però su un episodio sospetto nel primo tempo: una trattenuta di Bonucci in una zona particolare di campo, sicuramente decisiva.

FOCUS SUI NUMERI 10

CALHANOGLU: il ragazzo fatica e fatica ancora. Dovrebbe, per doveri numerici, essere il fantasista carismatico della propria squadra, ma invece appare più un fantasma lontano dai meccanismi serali del gioco milanista. Peccato. Da lui giustamente ci si deve aspettare molto. Nemmeno il semplice compitino basterebbe per renderci soddisfatti. Da lui, dalle sue qualità, dai suoi piedi, bisogna appunto attenderci giocate eccezionali. Ma così non è, e anche Montella lo capisce, finendo per sostituirlo dopo meno di 20 minuti dalla ripresa. Caro Calhanoglu, il tempo è sicuramente dalla tua parte. Bisognerà aver pazienza per vederti sbocciare. Nel frattempo rimaniamo ottimisti. Anche belle nascono con molta calma…

JOAO PEDRO: gioca da vero brasiliano. ITanta voglia, diversi dribbling, buone giocate. Sbaglia anche parecchio sicuramente, ma non sbaglia mai a dosare l’impegno. Lo stesso impegno che la fortuna gli ricambia facendolo trovare al posto giusto nel momento giusto. La prova è nel complesso positiva. Le giocate del Cagliari passano e continueranno a passare per il suo sistema nervoso, il quale collega piedi e cervello al fine di costruire qualcosa di magico. Well done.

LE PAGELLE DI NUMERO DIEZ

MILAN

Donnarumma 6 Becca il gol (incolpevole), poi un paio di interventi che gli permettono almeno di sporcarsi i guanti.

Conti 6 Nel primo tempo va e viene sulla corsia di destra ma con poco costrutto; leggermente meglio nella ripresa.

Musacchio 6 Tiene botta e dalle sue parti si fa fatica a passare. Ma la perfezione, ammesso che esista, non è per lui.

Bonucci 6,5 Difficile coglierlo “scoperto”. Tiene la posizione e mette sul campo tutta la sua esperienza e saggezza calcistica

Rodriguez 5 Su quella fascia mancina dovrebbe dettare legge, invece…

Kessie 5 Impalpabile! Suo l’errore in disimpegno sul gol del Cagliari, sue parecchie altre situazioni imbarazzanti che hanno creato ambascie alla retroguardia rossonera

Montolivo  5,5 Cerca di dare ordine in mezzo al campo anche se lo fa con l’esasperante lentezza che lo contraddistingue

Calhanoglu 5 Un fantasma! Mai in partita, mai una giocata degna di nota. Vaga senza meta per il campo.

(Biglia dal 18′ s.t.) 6  Torna in campo dopo l’infortunio. Poco più di mezz’ora per mostrare che lui, il metronomo, sa recitare da protagonista

Suso 6,5 Di tutto un po’ ma senza esagerare, poi tira fuori dal cilindro quel coniglietto (su punizione) che manda in sollucchero la tifoseria rossonera.

Cutrone 6,5El segna semper lu…”. Ancora un gol  del giovane canterano che “apre” la partita. In lui le stimmate dell’indimenticato Maurizio Ganz.

(Kalinic dal 33′ s.t.) s.v. Lavora per la squadra ma lì davanti è il terminale che Montella vuole

Borini 5,5 Tanto sudore per nulla. Corre, si sbatte ma combina davvero poco

(Antonelli dal 48′ s.t.) s.v.  Pochi minuti per dare il suo contributo alla causa milanista.

All.: Vincenzo Montella 6 Non fa errori clamorosi ma nell’undici titolare forse c’era da rivedere qualcosa

(Pagelle rossonere realizzate da Elio Arienti)

CAGLIARI

Cragno 6 Poco impegnato, riesce comunque a farsi trovare pronto quando chiamato in causa. Quasi per nulla colpevole sul primo gol preso.

Padoin 6 (Faragò dal 38’s.t. sv) Non molto eccezionale, in una partita in cui doveva far valere la sua importante esperienza maturata giocando alla Juventus. Tuttavia la sua prestazione resta comunque sufficiente.

Andreolli 5.5 Impermeabile come un k-way sotto la pioggia. Robustnza e prudenza sono le parole che meglio sintetizzano la sua gara, la quale però resta macchiata dall’errore sul primo gol.

Pisacane 6.5 Grande leadership là dietro, zona molto delicata in cui il difensore italiano riesce a far valere la sua grinta in maniera importante.

Capuano 5 La sfida con Suso viene praticamente vissuta quasi sempre come un parto. Difficoltà a contenere lo spagnolo in quasi ogni offensiva avversaria.

Ionita 5 Non riesce a dare la giusta carica tattica alla propria squadra. Gioca sostanzialmente in una posizione che si rivela troppo bassa per gli equilibri del Cagliari.

Cigarini 5 La sua prestazione non è stata all’altezza delle sue qualità. Da rivedere la gestione di palla, quasi sempre prevedibile e tutt’altro che pericolosa.

Barella 6.5 Il giovane talento rossoblu brilla a tratti nella scala del calcio. Schizzi di personalità alternati da momenti di pure difficoltà in fase propositiva…

Joao Pedro 7 (Cop dal 31′ s.t. sv)  Il numero 10 di Rastelli si rivela il vero jolly del team ospite. Nonostante diversi palloni persi e/o passaggi poco efficienti, il ragazzo brasiliano sa come pungere la difesa milanista spaziando specialmente tra le righe. Il gol valorizza ancora di più la sua prova.

Farias 5.5 (Cossu dal 43′ s.t. sv) Intraprendente sì, ma poco pericoloso. Suda e fatica correndo e lottando su ogni pallone, ma per la sufficienza serviva qualcosa in più.

Sau 6.5 Lotta e combatte provando a far passare in secondo piano la non importanza della sua statura. Nel breve diventa particolare efficiente.

All. Rastelli 6.5 La sua squadra gioca bene e con grande carattere, purtroppo le differenze tecniche con i giocatori avversar, seppur non così evidenti, vengono fuori in diverse occasioni.