La polemica è recente, ma neanche troppo. Il rapporto tra Carlo Ancelotti e Thomas Müller non era dei migliori nemmeno l’anno scorso, ma il trequartista della Nazionale tedesca ha sbottato definitivamente una settimana fa, alla prima panchina stagionale. Il tedesco si è sfogato così attraverso le tv:

Non so che tipo di qualità voglia vedere l’allenatore, le mie evidentemente non sono richieste al 100%.

Qualche anno fa Van Gaal aveva detto: “Müller gioca sempre, per lui non esiste turnover”. L’allenatore italiano però non la pensa così, e sembra convinto nel puntare forte su James Rodriguez in questa stagione, riservando al tedesco un posto caldo in panchina, almeno nelle gare più importanti.

In definitiva, Carletto ha ragione?

Per scoprirlo abbiamo analizzato il rendimento di Müller nella sua stagione migliore (2015-16) e quello della sua stagione peggiore (2016-17), attraverso i dati forniti da Wallabies. Si tratta di una piattaforma di intelligenza artificiale legata al calcio che, analizzando ogni domenica una mole molto ampia di dati, e confrontando numerose variabili, riesce a fornire una valutazione oggettiva delle prestazioni di un calciatore. Utilizzare Wallabies è utile anche per confrontare calciatori con caratteristiche simili, ma in questo caso ci limiteremo ad analizzare il rendimento di Thomas Müller.

DATI ALLA MANO

Iniziamo con una considerazione. La piattaforma che utilizziamo in questo articolo non si limita a fornire dei dati oggettivi, ma aggiunge un valore qualitativo ad essi. Confrontando tra loro le prestazioni dei calciatori elabora un ranking mondiale, che rappresenta la classifica dei calciatori migliori del pianeta.
Nel 2015/16 Thomas Müller risultava come il 25° calciatore al mondo; nella stagione 2016/17 la sua posizione era la 200°. In un anno il tedesco ha perso ben 175 posizioni nel ranking fornito da Wallabies. Anche Carletto deve essersi accorto che qualcosa non stava funzionando come un tempo.

Dati forniti da Wallabies.

Il valore di mercato inoltre, sempre secondo questa piattaforma, è crollato dai 63 milioni del 2016 ai 43 milioni attuali.

Dati forniti da Wallabies.

Queste due considerazioni iniziali sono ancora troppo superficiali per dimostrare un effettivo calo di rendimento del calciatore, ma sono indicativi del fatto che qualcosa sia cambiato, e possono mostrarci la strada da seguire in questo ragionamento scientifico.

LENTE D’INGRANDIMENTO

Analizziamo ora nel dettaglio le motivazioni a sostegno di questo calo nel ranking e nel valore di mercato da parte del calciatore tedesco.

Nella maggioranza delle variabili confrontate, Müller dimostra di avere un rendimento negativo. Impietoso, ad esempio, è il dato sui dribbing vinti: nel 2015/16 il tedesco ha superato l’uomo per 40 volte nell’arco della stagione, l’anno scorso invece solo 13. Considerando anche un’altra caratteristica fondamentale per i calciatori offensivi, ovvero quella che riguarda i tiri effettuati, il risultato è sempre negativo per il tedesco, che complessivamente due anni fa ha calciato in porta 76 volte (20 con il sinistro e 56 con il destro), l’anno scorso invece appena 46 volte (15 con il sinistro e 31 con il destro). Se consideriamo anche i tiri di testa, complessivamente Müller ha tirato in porta 90 volte nella stagione 2015/16, solo 65 nel 2016/17.

Un altro dato è significativo per questa analisi, e spiega molto riguardo anche il modo di giocare di Müller.

L’anno scorso il tedesco ha aumentato i suoi passaggi all’indietro rispetto all’anno prima (558 nel 2015/16, 629 nel 2016/17) ed ha drasticamente ridotto i suoi passaggi in avanti (520 nel 2015/16, 485 nel 2016/17). Non solo, Müller ha aumentato rispetto a due anni fa i passaggi corti (97 el 2015/16, 143 nel 2016/17) e i tocchi di palla (da 1390 a 1419).

Questo secondo gruppo di dati è indicativo della perdita di consapevolezza in campo da parte del tedesco, che non solo tenta di meno il tiro in porta, ma preferisce giocare la palla ad un compagno vicino o alla difesa, invece che tentare il passaggio in verticale, che comporta un rischio maggiore. Preferisce tenere di più la palla invece che passarla di prima. Tutte analisi che ci consegnano un calciatore meno incisivo all’interno della partita, che preferisce agire da comparsa invece che da protagonista.

Anche sotto porta il tedesco fa più fatica: se nel 2015/16 realizzava 15 occasioni da gol nette, nel 2016/17 scendeva ad appena 4. Altro dato indicativo che riguarda l’aspetto psicologico del giocatore, che davanti al portiere sta trovando non poche difficoltà. Concludiamo questa analisi che rispecchia lo stato mentale del giocatore con un ultimo dato: Müller nel 2015/16 ha segnato ben 17 gol con la squadra in svantaggio; nel 2016/17 nessuno.

CARLETTO CI VEDE BENE

I dati ci consegnano dunque un calciatore che sta attraversando un periodo di calo evidente e che preferisce non rischiare durante la partita, risultando dunque meno decisivo. Per un giocatore che ha fatto spesso del suo carisma la sua arma migliore, significa che qualcosa non va. Ancelotti se n’è accorto e si è tutelato chiedendo alla sua società un profilo diverso come James Rodriguez. L’occhio attento dell’allenatore italiano ha notato un calo di rendimento notevole da parte di uno dei suoi calciatori più rappresentativi, e fino a quando non lo vedrà migliorare, probabilmente lo terrà in panchina.

Per rispondere dunque alla domanda iniziale di Müller: evidentemente Ancelotti richiede le sue qualità, e non altre. Semplicemente da un anno a questa parte il tedesco non le sta mettendo in mostra.