8 gennaio 1979, a Călineşti nasce un futuro numero dieci la cui carriera sarà semplicemente fuori dall’ordinario. Il Diez in questione porta il nome di Adrian Mutu, talento calcistico capace di intonacare il proprio curriculum vitae con esperienze non proprio quotidiane. Parma, Chelsea, Juventus, Fiorentina e via dicendo. Un uomo che però verrà ricordato non solo per le proprie prestazioni sul manto erboso…

PRESENZIARE

Chi ha visto giocare questo ragazzo conosce molto bene le doti tecniche che il rumeno possedeva. L’agilità nello stretto e il tocco fatato le armi migliori di un dieci che difficilmente rientra in una categoria specifica di giocatori. Mutu del resto era quel tipo di attaccante che oggi non si vede così spesso. Sarà passato poco tempo dal ritiro di Adrian (ufficialmente nel 2016, ma l’ultima esperienza in Italia è datata 2012), eppure il calcio attuale non è in grado di farci pensare a qualche giocatore in attività che ricordi l’ex Juve. Questo fa capire come effettivamente si stia modificando il giocare a calcio e il relativo ruolo dei giocatori, ad oggi quasi tutti polivalenti. In tutto questo la figura di Mutu rappresenta un capitolo calcistico e sportivo che va ricordato per vari motivi.

In primis bisogna esaltare assolutamente le capacità che hanno permesso al classe ’79 di costruirsi una carriera tutto sommato invidiabile sul campo. Per non esser stato una vera e propria prima punta, i gol presenti nel registro reti stupiscono alla grande. Stupiscono soprattutto perché nei primi anni nel mondo del professionismo Mutu segnava a raffica, specialmente ad ogni prima stagione vissuta con le rispettive nuove squadre. Parma e Chelsea meglio sintetizzano queste affermazioni.

Anche il periodo passato alla Juventus ci fa capire come questo calciatore non era poi così tanto da sottovalutare. Non capita infatti tutti i giorni di riuscire a sottrarre parzialmente il posto ad un certo Alex Del Piero, specialmente in un’annata tutt’altro che buia per la bandiera storica dei bianconeri. 33 furono le partite giocate con la casacca juventina, 7 furono i palloni spediti alle spalle dei portieri avversari nel 2005-2006. Una sola stagione che però consacrò Mutu come uno dei giocatori più interessanti del nostro campionato. Nel 2007 fu addirittura eletto da Il Calcio, da Datasport e dalla RAI come miglior giocatore del campionato.

CASA E CASA: FIRENZE E ROMANIA

Adrian Mutu, nonostante abbia indossato tante maglie, viene sempre ricordato principalmente per l’esperienza a Firenze. Forse perché è lì che il ragazzo ha saputo esprimere al meglio tutte le sue doti, o forse perché è lì che Mutu ha vissuto la parte più intensa della sua carriera. Tra gol a non finire, problemi con i controlli antidoping nei post partita, infortuni odiosi e lentamente recuperabili, Mutu ha conosciuto più che bene il concetto di primo piano. Un leader che ha fatto parlare di sé in lungo e in largo. Eppure quel dieci viola cucito sulla schiena è stato più che onorato alla fine.

Anche in Nazionale Mutu è stato in grado di rendersi protagonista sia nel bene che nel male. In 13 anni di carriera blu-gialla-rossa, il 10 in questione ha raggiunto quota 35 gol, scrivendo pagine storiche per il proprio Paese (tutti noi italiani ricordiamo ancora quella partita tra Italia e Romania durante gli Europei del 2008). Storia che però anche in questo caso ha superato i confini del terreno di gioco. Tra post sui social e comportamenti poco graziosi in ritiro, Mutu ha avuto sempre un rapporto non idilliaco con la propria Nazionale.

Un po’ come con la Fiorentina appunto. Ma anche questo è Adrian Mutu, un dieci di sregolatezza, senza mezze misure, efficiente e concreto, fantasista e ingegnere. E forse non tutti sanno che fuori dal campo non è stato sempre un individuo poco inimitabile: i successi negli studi (ben due lauree) possono esser da esempio e da controprova per chi ancora oggi si ricorda di lui solo per lo scandalo-cocaina avvenuto al Chelsea, o per i problemi avuti con i test antidoping in Italia. Insomma, una carriera che lo rende un Diez davvero speciale.