“Sin prisa pero sin pausa” direbbe probabilmente Rafa Benitez. Ma lo spagnolo in questo caso non avrebbe tutti i torti, perché così andrebbe gestita la situazione di Patrick Cutrone. In questi anni il Milan ha sfornato astri che hanno toccato il cielo con un dito per poi tornare malamente al suolo. Sono ormai noti i nomi di Calabria, Locatelli o De Sciglio, astri affievoliti sui quali in pochi ci punterebbero qualcosina sopra. Per non continuare questo loop infinito, con personaggi diversi, del mito di Icaro, almeno questa volta bisogna andarci cauti. Ma c’è chi invece va controtendenza, ed è proprio il diretto interessato. Cutrone prova a farsi scivolare le cose addosso continuando il suo cammino in maniera spedita. Un’ascesa di qualche mese che non vede un’interruzione ma si rafforza man mano, e le 3 reti in 2 partite di Under 21 ne sono la testimonianza.

TINTE ROSSONERE

Patrick è nato con un piccolo difetto di fabbrica, se lo si vuole chiamare così. Sin dalla nascita, Cutrone ha visto solo in due colori: il rosso e il nero. Muove i suoi primi passi con un pallone con il Paradiense. Ad 8 anni però è già ricercato in Lombardia, l’Inter si fa avanti per primo ma rallenta le trattative mentre il Milan arriva come un rapace e lo strappa. Il giovane attaccante si fa tutto il cursus honorem sia nel club rossonero che nella Nazionale. Il suo esordio in Serie A è stato come una toccata e fuga, giusto per tastare il terreno da assalire quando sarà il momento giusto. Gioca 5 minuti nella penultima di campionato contro il Bologna quando il Milan era già in vantaggio di tre reti.

ESTATE ROVENTE

In pochi conoscevano Cutrone, personalmente grazie ad una doppia intervista con Plizzari. Eppure per chi seguisse il settore giovanile, Patrick era già carta conosciuta. L’attaccante si porta dietro un record piuttosto interessante: è il bomber più prolifico del settore giovanile lombardo grazie alle sue 110 reti. Il suo nome sale a galla in una caldissima mattina di Luglio dove tra il mare e il calciomercato si vede anche un minimo di calcio giocato. Questa Stella paradossalmente brilla nella mattinata italiana con una doppietta inflitta al Bayern dell’amato Carletto, con Bernat-Alaba-Hummels-Rafinha storditi da questo classe ’98.

Nella campagna faraonica delle cose formali, alla fine sboccia lui, quasi dal nulla. Cutrone è un normalizzatore che ha trovato equilibrio proprio dove l’equilibrio non c’è. L’Europa League lo testa, e lui risponde con un “presente” piuttosto significativo. Va in rete sia con il Craiova che con lo Shkendjia dimostrando di essere una valida alternativa per Montella piuttosto che un giocatore marginale.

TORMENTONE

Com’è di consueto, l’estate ci coinvolge in un vortice di canzoni, dalla bellezza spesso discutibile, che ascolteremo in continuazione. È un gesto involontario, alcune volte anche forzato, ma è così  che purtroppo gira il mondo. C’è anche un nome che gira sulla bocca di tutti, almeno questa volta fa piacere ed è proprio quello di Cutrone. Se poi segna una doppietta e firma un assist a Crotone, allora è facile farsi prendere ancora di più dai tormentoni mettendo a segno un mix piuttosto fatale. Fu così che “Riccione” dei Thegiornalisti si trasformò in “Cutrone”, e sappiamo tutti poi com’è andata.

Fermarsi lì però sarebbe un delitto al livello dei serial killer. E calcisticamente Partick un serial killer lo è: alla prima occasione possibile segna contro il Cagliari e nella seconda partita con l’Under 21. Dopo l’esplosione si ritorna un po’ tra i ranghi, soprattutto per tutelarlo e tutelarsi. Montella non vuole bruciarlo subito, dunque lo fa riaccomodare in panchina usandolo solo nel momento del bisogno. Con il Rijeka il suo gesto avrebbe fatto esaltare D’Annunzio: quando tutto sembrava finito nel buio a causa una rimonta da strapparsi i capelli. La stella ha illuminato il Milan salvandolo dal baratro con una spizzata favolosa, da vero rapace dotato di un po’ di eleganza. Il San Siro è andato in estasi proprio come avrebbe fatto D’Annunzio.

CALMA

Non bisognerà aver paura di usarlo, ma l’abuso potrebbe essere nocivo per entrambe le parti. I limiti, come le potenzialità del ragazzo sono una landa inesplorata ad alto tasso di rischio. In questo momento il Milan non può rischiare così, proprio dopo aver rischiato tanto in estate spendendo un capitale. Bisogna essere meticolosi, proprio come i movimenti di Patrick in campo, riducendo l’istintività al minimo, provandola a trasformare in una piccola garanzia. La riserva Cutrone può essere una pedina fondamentale per questo Milan di stelle o presunte tali, basterebbe semplicemente usarla con cautela, tanto di tempo per godercelo ne avremo a bizzeffe.