Giacomo Leopardi nella sua celeberrima poesia elogiava le qualità fisiche e spirituali di una fanciulla, ricordando e domandando alla giovinetta “Quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi?”, indicando così la spensierata attesa della bellezza della vita e lasciando percepire la sofferenza che la attendeva. Con due sentimenti che combattono tra loro, speranza e timore e concludendo il suo pensiero con la realizzazione finale del crollo delle illusioni nutrite in gioventù.

BENE MA NON BENISSIMO

Ora, speriamo di non dover arrivare più a citare Leopardi ed il suo pessimismo, ma l’età calcistica di Andrè Silva potrebbe corrispondere a quella della donna della poesia, con tutte le virtù e i buoni propositi del caso e, metaforicamente, finire nel baratro del dimenticatoio per i tifosi è un attimo, peggio ancora se si finisce nel reparto “indimenticabilmente trasparenti”. Il tema è chiaro: Andrè Silva in Serie A non fa gol e in nazionale e in Europa League fa sognare. Perché? Insomma, per trasportarci di nuovo al presente: “Bene, ma non benissimo”. Poesie e metafore a parte, il numero nove rossonero, classe ’95, dicono abbia sulla coscienza da portoghese la pesantissima eredità calcistica che lascerà Cristiano Ronaldo e per il momento sta dimostrando davvero il suo grande valore, dati i 6 gol in 6 presenze segnati in Europa League con la maglia del Milan. In nazionale, poi, ha fatto ancora meglio con 11 reti su 17 partite disputate, riuscendo a far qualificare il suo Portogallo ai Mondiali di Russia 2018. Ci si chiede però perché allora soffra nel campionato italiano. Tre gare giocate su sette disponibili, di cui due da titolare, 208 minuti in campo fino ad ora in Serie A e 0 gol e 0 assist. Davvero troppo presto per farlo diventare un caso, ma Montella e i tifosi qualche domanda cominciano a farsela. 38 milioni di euro solo per fare bene in Europa?

MISTER, SE CAMBIAMO MODULO SEGNO DI PIU’

Impiegato come seconda punta o punta centrale, con quest’ultimo ruolo senza dubbio che gli calza meglio degli altri, il portoghese ha dimostrato pieno e totale valore in campo internazionale, anche se con avversarie deboli, ma non ha convinto a pieno in territori italiani. Ovviamente, non si tratta di una coincidenza, ma c’è una logica ben precisa. Il giovane Andrè Silva in Europa fa gol e anche tanti e in Italia, seppur utilizzato solo in metà degli impegni, stenta a sprintare. Nel Portogallo allenato dal vincente Fernando Santos, la squadra viene schierata solitamente con un 4-1-3-2, assicurandosi una difesa a quattro bloccata più Danilo Pereira a proteggere la zona davanti ai due centrali e con tre trequartisti a supporto delle due punte. Con questo schieramento, le linee d’attacco sono spalmate in maniera omogenea, ma allo stesso tempo possono combinarsi tra loro imprevedibilmente e le punte sono maggiormente coadiuvate dai centrocampisti offensivi. La fase di impostazione bassa spesso viene evitata, preferendo che si abbassi a manovrare uno dei trequartisti, ma solo da oltre la metà campo in poi. In fase di non possesso, invece, si trasforma in un classico 4-4-2 a rombo, di attesa, in cui il dispendio di energie è minore che in un 3-5-2. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui il “Falso Diez“, così chiamato in patria, non renderebbe al meglio al Milan. Eppure, verrebbe naturale domandarsi perché in Europa League invece abbia segnato così tanto. La risposta potrebbe risiedere nel semplice e noto motivo per cui le partite di coppa vengono disputate in maniera più spregiudicata e aperta da quasi tutte le squadre. Con ampi spazi e con la pura e sana voglia di segnare. Per gli amanti delle scommesse è inutile ricordare che molte di queste partite finiscono “Over 2,5”. Nel campionato le squadre sono molto più strette e il gioco del Milan a tratti è lento e poco frizzante, si accende e brilla solo in rari casi e in quelle occasioni bisogna essere fortunati e cinici a cogliere quei pochi palloni giocabili e sporchi, pulendoli e trasformandoli in assist o gol. E forse, anche per questo motivo Kalinic viene solitamente preferito al portoghese.

DOMENICA, LA PROVA DEL NOVE

Ora, nell’attesissimo derby contro l’Inter, Andrè Silva potrebbe giocarsi uno dei jolly più importanti della stagione. Perché il numero sette croato accusa un problema muscolare, si sta allenando a parte e potrebbe partire dalla panchina. Le carte quindi preannuncerebbero il giovane portoghese titolare in coppia con Suso, in un 3-5-2 tipico, perché Montella, purtroppo per lui, ovviamente non cambierà modulo e sarà il giocatore a doversi adattare. Domenica sera sarà, comunque, un match che potrebbe consacrare il bomberino agli occhi di tutti i tifosi rossoneri. Durante tutto l’anno sarà difficile vederlo spesso titolare in Serie A, ma un gol decisivo contro i “cugini” lo porterebbe nell’Olimpo rossonero. Non siate pessimisti come Leopardi, Silva si riscatterà anche nel nostro campionato.