Generacion dorada è un appellativo usato soprattutto per indicare quei giocatori cileni nati tra l’88 e l’89 che hanno tenuto testa alla nazionale argentina prima al mondiale Under-20 2007 e che poi sono riusciti a vincere le ultime due edizioni della Copa America, risultando la generazione del calcio cileno più vincente della storia, riscrivendo la geografia del calcio sudamericano. A distanza di più di 10 anni da quell’edizione della Coppa del Mondo Under-20, un’altra nazionale latinoamericana si è messa in luce , il Venezuela o come la chiamano gli altri paesi del subcontinente, “la Venezuela”.

IL PROGETTO DI DUDAMEL

Considerando che il Venezuela è principalmente un Paese in cui lo sport più praticato è il baseball, a causa della forte influenza dei paesi caraibici, e che la storia calcistica a livello internazionale è praticamente nulla, stiamo assistendo nell’ultimo periodo ad una crescita notevole. I primi segnali incoraggianti si sono visti circa una decina di mesi fa, quando al Sudamericano Sub-20 la Vinotinto ha estromesso dal Mondiale coreano il Brasile. Pochi mesi più  tardi la compagine guidata dall’ex portiere Dudamel, ha continuato a stupire arrivando fino alla finale del mondiale di categoria, venendo tuttavia sconfitta in finale dall’Inghilterra.

Il Ct Rafael Dudamel non è solo l’allenatore della Sub-20, ma è anche colui che dirige la Nazionale maggiore. Questo perché dopo i buoni risultati intravisti con i giovani, i dirigenti della federazione venezuelana hanno voluto dargli fiducia per intraprendere un percorso che, salvo intoppi, porterà fino al Mondiale in Qatar del 2022. Nel 2016, dopo 6 giornate di qualificazioni al Mondiale russo, prende il posto in panchina di Nahuel Sanvicente, per poi guidare la Vinotinto alla Copa America Centenario, dove si posiziona al secondo posto nel girone C dietro al Messico per differenza reti, ma commettendo un vero e proprio giant-killing, eliminando al primo turno l’Uruguay.  Ai quarti di finale trova l’Argentina, ed esce con un roboante 4-1.

I GIOVANI TALENTI

Il progetto a lungo corso prevede quindi l’inserimento dei giovani più promettenti che hanno partecipato alla spedizione in Corea nella nazionale maggiore, utilizzando le qualificazioni a Russia 2018 come dei test per valutare e sperimentare i talenti, vista anche l’impossibilità matematica di qualificarsi. A cominciare dal portiere, Wuilker Fariñez, che ha preso il posto dell’ex Udinese Rafael Romo. Il  classe ’98, oltre a detenere una serie di record di precocità, è anche rimasto imbattuto nelle ultime quattro partite disputate dalla sua nazionale, contro Colombia, Uruguay, Argentina e Paraguay, negando gol ai vari Messi, Falcao, Icardi, Cavani e Suarez, e parando un rigore ad Alexis Sanchez. Un bel biglietto da visita per il neo portiere dei colombiani del Millonarios di Bogotá.

In difesa il nome su cui scommettere è il venezuelano  di origini italiane, Nahuel Ferraresi, difensore centrale elegante che si è messo in luce soprattutto al Mondiale Sub-20, tanto da far muovere il Gruppo City (Manchester City, New York City e Melbourne City) che qualche mese fa lo ha strappato al Deportivo Tachira. Adesso  il diciannovenne cresciuto  nel settore giovanile degli argentini del Nueva Chicago, sta giocando in prestito con la maglia del Club Atletico Torque, in seconda divisione uruguaiana.

A centrocampo la stella è sicuramente Yangel Herrera dei New York City, centrocampista di qualità che s’incastra bene con le caratteristiche del granata Rincòn. Sulla trequarti impossibile non menzionare Yeferson Soteldo e Samuel Sosa. Il primo è un vero e proprio enganche sudamericano, nonostante la bassa statura, ha i colpi e la visione di gioco per regalare magie sul rettangolo verde. Il secondo è un esterno mancino  classe ’99 che è già stato convocato con la nazionale maggiore, dopo essersi reso protagonista al Mondiale coreano, nonostante fosse uno dei più giovani dell’intera manifestazione.

Nel roster offensivo i profili di Adalberto Peñaranda, Ronaldo Peña, Juanpi Añor e Sergio Córdova accompagnano quelli dei più esperti Salomón Rondón  e Josef Martínez. L’ex Udinese attualmente al Malaga, viene da un brutto infortunio rimediato proprio nella finale con l’Inghilterra. Adesso però è rientrato da qualche settimana a lavorare col gruppo, e il tecnico Michel si aggrapperà soprattutto ai suoi guizzi, sperando in una sua esplosione definitiva, per cercare di risollevare il club malagueño dalla zona retrocessione. Nello stesso club gioca il fantasista classe ’94 Juanpi Añor, mancino raffinato che però fatica ad esprimersi con continuità.

Per quanto riguarda il ruolo di punta centrale, Ronaldo Peña è l’elemento che più si avvicina alle caratteristiche di Rondón. L’ex Las Palmas quest’anno sta trovando continuità nel campionato portoghese con la maglia del Moreirense, con cui ha già collezionato 8 presenze ed 1 gol. L’ultimo nome è quello di Córdova, soprannominato la pantera, è un esterno destro che l’Augsburg ha acquistato a parametro zero durante l’ultimo calciomercato. Sebbene abbia una struttura fisica imponente, riesce ad avere buona velocità e soprattutto un grande fiuto del gol, come dimostrato con la Sub-20 dove ha siglato 4 gol al mondiale di categoria.

I giovani talenti quindi ci sono, resta da capire se riusciranno a mantenere le aspettative. Non dimentichiamo che il Cile aveva all’interno della rosa solo 2 giocatori da considerare dei top player effettivi, come Vidal e Alexis Sanchez, sommati ad una serie di buoni giocatori come Bravo, Medel, Mati Fernández, Isla, Valdivia, Edu Vargas e Aránguiz. Comunque andrà, l’impresa compiuta da questi ragazzi nell’ultima edizione del Mondiale U-20 è stata qualcosa di straordinario, che testimonia il  processo di crescita calcistico degli altri paesi sudamericani, all’infuori dei soliti Argentina, Brasile e Uruguay, che rendono il livello delle partite sempre più equilibrato, con il risultato che non è mai scontato.