Il Napoli dura trenta minuti contro il Manchester City di Guardiola, che poi prende il sopravvento e scippa i 3 punti i quali lo qualificano già agli ottavi. In quei trenta minuti c’è tutto il Napoli sarriano, bello e concreto, estremamente veloce. Fa girare la testa al Manchester City ed anche ai propri tifosi che quasi increduli ammirano questo spettacolo.

Il tutto cambia sciaguratamente con l’infortunio di Ghoulam. Per il tipo di lavoro che fa, l’algerino è il più insostituibile della catena di sinistra. Hysaj, quindi, torna sull’out mancino dopo le prime apparizioni con il Napoli ed i risultati sono deludenti. La squadra digerisce troppo lentamente l’uscita di Ghoulam dal campo e la vittoria del City è un’inesorabile conseguenza. Con l’algerino in campo, comunque, non vi era una vittoria certa, perché il Napoli non avrebbe retto quei ritmi per tutta la partita; forse, chissà, si sarebbe potuta evitare una debacle simile.

IL TRIANGOLO SEMPRE CONSIDERATO

Il Napoli passa in vantaggio con uno straripante Insigne che sfrutta una triangolazione perfetta con il belga Mertens. È una sorta di marchio di fabbrica dell’offensiva partenopea. Mentre il ventiquattro avanza, Mertens finta il taglio e si propone per la sponda, lasciando sul posto Otamendi e Stones. Danilo stende il red carpet ad Insigne che solo davanti ad Ederson non può sbagliare.

DEJA VU EUROPEI

Sembra di tornare alla sfida con il Real: il Napoli domina per uno spicchio di tempo e poi vengono sopraffatti nei calci piazzati. La poca fisicità dei partenopei non è un mistero, come anche le disattenzioni in area. Un mix tra queste problematiche e la bravura delle squadre inglesi nel gioco aereo porta al pareggio di Otamendi. Dall’immagine si può notare come la difesa sia schierata tutta perfettamente in linea, attendendo il taglio dell’avversario. In questo caso si perde anche un po’ di esplosività data dalla rincorsa. Otamendi taglia da dietro, Hysaj lo lascia sfilare alle spalle, il cross di Gundogan è perfetto per la testa dell’argentino che incorna perfettamente.

La situazione del primo gol è leggermente diversa dal secondo. Nessun giocatore del City e marcato ad uomo, ma anzi il gruppo degli azzurri si trova lì ad aspettare gli avversari. Maggio ed Albiol non marcano stretti Stones che poi li sovrasta fisicamente; poco male per gli inglesi che così passano in vantaggio, e subito i vecchi fantasmi riaffiorano per il Napoli.

FORZA (ALMENO) QUATTRO

L’offensiva dei Citizens è da leccarsi i baffi. In pochi secondi sono capaci di travolgere la difesa avversaria con un’azione corale incredibile. Gli ultimi 2 gol arrivano da contropiedi tanto repentini quanto letali. Oltre alla condizione fisica, qui è la qualità a far la differenza. Anche nelle disposizioni, perché gli sky blues non sono mai soli. L’azione è sempre accompagnata da altri 3 compagni che forniscono 3 diverse soluzioni di gioco. Diventa difficile così per le difese avversarie poter scampare all’assedio degli inglesi. Nella rete di Aguero, tutto parte da una palla persa al limite da Hamsik, Sanè ha una motorino sotto i piedi e parte rincorso da tre partenopei. De Bruyne, Sterling e Aguero lo seguono ai lati. Maggio e Hysaj fanno il possibile per arrestare la corsa, ma poi il supporto del tedesco fa il resto: Aguero arriva sulla ribattuta e batte Reina nell’uno contro uno.Altra ripartenza e altro dolore, De Bruyne arriva al limite dell’area avendo ben quattro soluzioni. Gabriel Jesus lo attende sulla sinistra, Bernardo Silva invece è al pronto al centro per un’eventuale sponda. Il belga potrebbe anche scaricare a lato per David Silva o servire Sterling sulla destra. L’ex Wolfsburg sceglie l’ultima soluzione, l’inglese accoglie il pallone e fulmina Reina con un diagonale di destro.

DISPOSIZIONI DIVERSE

Anche offensivamente, sui calci d’angolo il Napoli non è tra i migliori. Tralasciando la poca fisicità vi è anche un problema disposizione. La differenza con il City è tutta lì. I partenopei si dispongono tutti su verso la porta, lasciando poco spazio ai tagli. Il 90% dei calci d’angolo sono battuti sul primo palo andando a cercare una spizzata decisiva. Alcune volte la differenza nelle partite le fanno anche i piccoli dettagli, e quello dei calci piazzati è ormai un tallone d’Achille.