Il big match dell’11esima giornata della Liga spagnola va in scena questa sera e vede impegnate il Barcellona di Valverde ed il nuovissimo Siviglia del Toto Berizzo, due squadre che, pur avendo voltato pagina dai propri condottieri Luis Enrique e Jorge Sampaoli, hanno mantenuto lo spirito vincente e spettacolare dello scorso anno e vogliono provare a togliersi soddisfazioni impensabili ad inizio anno.

Perchè da una parte, sponda catalana, a Barcellona aleggiava tanto pessimismo dopo la partenza dell’allenatore ex Roma e di Neymar, con la netta credenziale che gli acquisti posteriori alla partenza del brasiliano fossero dei semplici ripieghi a quello che fu ma che non sarebbe mai più potuto essere lo sfarzo blaugrana. Cosa parzialmente vera, perché dei “nuovi”, Dembelé ha raccolto due presenze ed ha già ben conosciuto l’infermieria catalana a memoria, mentre Paulinho ha dimostrato spirito di adattamento e grinta da vendere contraddicendo il suo biennio a White Hart Lane, dove fu ammirato un ologramma sbiadito del brillante centrocampista di San Paolo.

L’altro “nuovo” Deulofeu, pur non spostando gli equilibri come fece a Milano, si è integrato alla perfezione negli schemi di Valverde senza avvertire la classica timidezza di chi veste una maglia così importante per la prima volta. A centrocampo è rimasto tutto invariato così come in difesa, dove un ter Stegen finalmente ai suoi livelli ha incassato soltanto 3 gol sino ad ora. Le certezze, persa un po’ di verve offensiva nonostante Messi e Suarez trainino la squadra, sono arrivate da dietro.

Dall’altra parte, anche a Siviglia i dubbi sul Toto erano tanti: più che concettuali, dove l’argentino sembrava l’unica personalità capace di sostituire il vulcanico Sampaoli per idea di gioco e mentalità, il mercato è stato piuttosto corposo ma confuso. Perché Jovetic sembrava destinato ad essere riscattato dopo sei mesi travolgenti ma gli si è preferito Muriel, perla grezza ancora da plasmare, e perché le partenze sono state clamorose ed hanno portato via un pizzico di esperienza: Iborra, partito nella piovosa Leicester dal caldo asfissiante andaluso, e Vitolo, tornato a casa al Las Palmas per sei mesi per poi firmare all’Atletico Madrid nel Gennaio 2018.

Nasri è stato facilmente rispedito al mittente City nonostante sei mesi di alto livello (coincisi con quelli del team) e altri sei in netta fase calante, mentre l’enigmatico Ganso, uscito dalle rotazioni di Sampaoli e pronto a fare le valigie a Gennaio salvo poi risvegliarsi nelle ultime giornate, dove tutti gli altri erano sulle gambe, per conquistarsi un altro gettone. Il Siviglia, col brasiliano titolare a far gioco, non ha mai perso in questa stagione.

Il vero cruccio restano i numerosi acquisti a centrocampo, perché la difesa sembra già essersi assestata nonostante i nuovi innesti Kjaer e Corchia, che hanno perfettamente preso il posto di Mariano e Rami e si sono ben amalgamati con Mercado, Pareja, Lenglet ed Escudero, spina nel fianco costante sulla fascia sinistra. Perché Nzonzi stenta a trovare il feeling con un Banega non ancora al 100 % ( i due si sono rifatti Mercoledì contro lo Spartak sfornando una prestazione eccellente) mentre Claudio Pizarro non riesce ad avere un’identità ben precisa: un po’ incontrista un po’ regista di supporto al francese, non ha ancora dimostrato la stessa personalità che aveva nel Tigres. Per Nolito il discorso è simile: sta pian piano trovando la forma e Berizzo gli da minuti proprio per fargli ritrovare lo smalto di un tempo.

COSA ASPETTARSI

Lo scorso anno i due confronti sono avvenuti in momenti particolari per entrambe le compagini: all’andata, a Siviglia, il 6 Novembre, i nervionenses combatterono per 90 minuti contro il Barcellona, comandando il gioco per almeno un tempo grazie ad un Vitolo in surclasse salvo poi inchinarsi ad un solido Barcellona che seppe rovesciare il risultato.  Mentre al ritorno, il 5 Aprile, al Camp Nou, i blaugrana ci avevano messo mezz’ora per chiudere la pratica grazie a Messi e Suarez perché il Siviglia, sulle gambe e con un quarto posto quanto mai assicurato, aveva perso lo smalto dei tempi migliori.

C’è da aspettarsi sicuramente un Barcellona diverso, una squadra che con Valverde sa mutare di più rispetto al passato cambiando spesso identità e passando anche ad un centrocampo a quattro quando le cose non si mettono come dovrebbero, quando il 4-3-3 è sempre sembrato un dogma per i catalani.

Lo dimostra la vittoria di Bilbao dove, in un campo difficile e senza grosse occasioni né da una parte né dall’altra, Valverde ha schierato Gomes e Rakitic sulle fasce permettendo a Paulinho di avere più progressione per creare superiorità con Messi e Suarez senza però trascurare la fase difensiva. Più camaleontici e concreti si, meno arzigogolati forse. Il vero ballottaggio è Denis-Deulofeu, col primo per un maggior possesso palla o con il secondo per una maggiore trazione anteriore: per l’appunto, 4-4-2 contro 4-3-3.

C’è da aspettarsi anche un Siviglia incerto, sicuramente attendista, che proverà con le sue armi a mettere in difficoltà la capolista, pressata dalla recente vittoria del Valencia questo pomeriggio contro il Leganés (3-0) che sembra il vero e proprio antagonista per il titolo. Le probabili indicano un Berizzo piuttosto coperto in mediana, dove sarà chiesto a Pizarro e Nzonzi di contenere e provare a carpire le linee di passaggio altrui per poi mettere in moto Nolito e Sarabia sulla trequarti, con il secondo che dovrà sfruttare la sua capacità di progressione che spezza alcuni tempi di gioco, un po’ come faceva Vitolo in passato. A Banega, sulla trequarti in un probabile 4-2-3-1, il compito di toccare pochi palloni ma con sapienza per creare pericoli, mentre in attacco ballottaggio Ben Yedder-Muriel salvo cambiamenti dell’ultim’ora dove potrebbero giocarsi le proprie carte Franco Vazquez o Ganso.