Sarà un campionato a senso unico? Il nuovo Barcellona di Valverde è veramente inesauribile? Questo Valencia rigenerato da Marcelino può lottare per il titolo o è destinato a cedere il passo alle madrilene?

Queste sono le principali domande che cercano risposta, stasera. Al Mestalla andrà, infatti, in scena Valencia-Barcellona. Una partita qualsiasi l’anno scorso che, dopo le prime 12 giornate, si è trasformata in un big match. Una sfida tra prime della classe che darà importanti indicazioni sul prosieguo della stagione de La Liga. 

LA CURA RIGENERATRICE DI MARCELINO

E’ facile chiedersi come Valencia-Barcellona sia diventata una partita di vertice dopo il campionato scorso. Il club rossogiallo, infatti, l’anno scorso viveva una vera e propria crisi societaria. Risultati scadenti, classifica deludente, allenatori cambiati -ben tre- e giocatori che con Prandelli si sono addirittura nascosti per non allenarsi. Nonostante questo, il Valencia è riuscito a mantenere la categoria, il minimo che potesse fare, superando un periodo durante il quale il rischio retrocessione era concreto.

Poi in estate la rivoluzione. La strategia di mercato era votata a calciatori giovani e in cerca di riscatto. Ceduti Nani, Abdennour, Cancelo, Negredo, la società di Peter Lim si è accaparrata giocatori in cerca di affermazione con la formula del prestito. Oltre al riscatto di Zaza e l’acquisto di Neto e Gabriel Paulista, il Valencia ha portato al Mestalla Guedes, Kondogbia, Murillo e Andreas Pereira.

Il vero grande acquisto è stato però in panchina. Dal 7 luglio 2017 a guidare i Pipistrelli c’è un certo Marcelino Garcia Toral, che viene dalla positiva esperienza al Villarreal. La data del primo allenamento è diventata memorabile: quel giorno è iniziata la rinascita valenciana. Il tecnico spagnolo si è presentato ai suoi nuovi giocatori in maniera chiara e diretta, dettando anche i suoi principali ideali calcistici. Prima che tattici, gestionali. Alimentazione sana, basa principalmente su pasta integrale e frutta, e spirito di gruppo.

 

Trattate le regole comportamentali, si può passare ai principi tattici. 4-4-2, ricerca della verticalità o dell‘ampiezza e compattezza in fase di non possesso. In questo modo i Taronges stanno praticamente volando. Zero sconfitte, tre pareggi, di cui due contro le madrilene, e secondo posto, a meno quattro punti dal Barça, con 32 gol fatti.

Risultati che sono la conseguenza del grande gioco di squadra: è il gruppo a esaltare il singolo. Così facendo le individualità sono diventate importanti. Su tutti spicca Simone Zaza che ha già segnato nove reti, tre in meno di Messi, che dà un grande contributo alla squadra sui duelli aerei (ne vince tre a partita).

UN INEDITO EQUILIBRIO

Anche il Barcellona, dopo una stagione sottotono, ha cambiato guida tecnica.

Salutato Luis Enrique, i blaugrana hanno accolto l’ex allenatore dell’Athletic Bilbao Ernesto Valverde. Non è stato di certo semplice il suo insediamento, trovandosi a gestire la clamorosa cessione di Neymar. Dal mercato, oltre a Deulofeu, Semedo e Paulinho, è arrivato Dembelè che è un potenziale campione, ma non di certo un degno sostituto di O’Ney.

Valverde si è dunque ritrovato a studiare situazioni tattiche con il quale costruire il gioco della sua nuova equipè. Il punto di partenza è stato quello di rendere centrale il talento di Messi per sfruttarlo al meglio.

Poi, partita dopo partita, il tecnico di Viandar de la Vera ha provato a ridisegnare la squadra. Ora i catalani giocano con una difesa a quattro che tende a diventare a tre con l’arretramento di Busquets in mezzo ai due centrali e l’avanzamento dei due terzini. Inoltre Paulinho, schierato spesso da trequartista, grazie al lavoro di Suarez, che si allarga, trova spazio per inserirsi. Una tattica che ha portato il brasiliano a segnare ben quattro reti, nascondendo il deficit tecnico con la capacità di inserimento.

Il nuovo 4-3-1-2 schierato da Valverde ha dato un inedito equilibrio agli azulgrana che oltre a segnare tanto subiscono pochissimo, appena quattro gol.

PREVISIONI DEL MATCH

A guardare i dati, è proprio la difesa la più grande differenza tra Valencia e Barcellona. Se i valenciani hanno subito undici gol, i blaugrana ne hanno concessi sette in meno. L’aspetto in cui i ragazzi di Marcelino devono migliorare è la gestione delle partite, che è tutt’altro che efficiente. Cinque delle undici marcature subite dall’ex Juventus Neto sono arrivate proprio nella parte finale di match, tra il 75° e il 90° minuto. Una statistica compensata in parte da un’altra che vede gli Xotos segnare, sempre nello stesso arco di tempo, nove reti.

Il Valencia, tuttavia, non può permettersi di continuare con questo andamento nella parte finale delle partite. E’ un punto debole che stasera il Barcellona potrebbe sfruttare, visto che il maggior numero di gol li ha segnati proprio in quella fase. Se dunque nei concitati minuti vicini al fischio finale potrebbero essere favoriti i blaugrana, i dubbi riguardano i precedenti 75. Se prevedibilmente il possesso palla sarà di marca blaugrana, Parejo & C. dovranno essere bravi a concedere poche linee di passaggio attuando anche un grande pressing.

Per non cedere alla superiorità tecnica dei catalani, i rossogialli, una volta conquistata palla, dovranno essere tempestivi nella ricerca della profondità o dell’ampiezza. Solo così i valenciani potrebbero mettere paura ai rivali.

Al di là di qualsiasi previsione, sarà una sfida da seguire dall’inizio alla fine, quando magari La Liga avrà trovato risposte a quelle frequenti domande nell’ultimo periodo.