A RITROSO NEL TEMPO

 

Che la Fiorentina non avrebbe vissuto un’annata da protagonista era scritto, calcolato, preventivato. Una squadra, d’altronde, che perde i propri pezzi migliori e li rimpiazza con promettenti giovani ha il permesso e la licenza di incappare in qualche incidente di percorso senza entrare nel panico; la gestione della pressione, dopotutto, è una peculiarità che appartiene soprattutto ai calciatori più navigati, mentre i più ‘inesperti’ sfoggiano e spargono il proprio talento come coriandoli, contornando il tutto con un velo di spensieratezza e voglia di arrivare. La rinnovata Viola è una squadra potenzialmente assai pericolosa, la quale vanta interpreti di ottimo livello che possono raggiungere – col tempo – vette ben più alte di quelle attualmente toccate. È sufficiente pensare a Gil Dias, Chiesa, Simeone, Saponara o Sportiello per realizzare come la Fiorentina sia una squadra tanto giovane quanto insidiosa, e dunque assai perigliosa da affrontare in una gara secca; tutt’un altro discorso il campionato dove, ovviamente, a fare la differenza è la continuità di rendimento che per ragioni di mercato, di logica e di età non può garantire ai tifosi della squadra di Firenze inaspettate gioie. Proprio come il Milan attualmente condotto da Gattuso, la squadra di Pioli ha dovuto accogliere un nuovo allenatore – il suddetto – e numerosi giocatori provenienti da campionati ben differenti da quello nostrano: Ligue 1, Brasileirao, Liga ecc.

Il risultato di questo processo?

Un mix di risultati positivi e negativi che, per ora, ha condotto la formazione al 7° posto in classifica a 5 punti di distanza dalla Sampdoria, momentaneamente 6°, che ha trovato la quadra attraverso grandi prestazioni e crescita dei singoli tenori.

SISTEMARE I PEZZI DELLA SCACCHIERA

Nonostante tutte le discriminanti del caso, la Fiorentina è chiamata a fare di più: ritagliarsi uno spazio in Europa a scapito di Milan, Atalanta, Torino o Sampdoria non è affatto un’impresa semplice, tuttavia, la Viola ha il dovere di lottare sino alle ultime giornate per il raggiungimento del proprio obiettivo; il raggiungimento di esso, ovviamente, dipenderà da numerosi fattori, ma a meno che i rossoneri di Gattuso non brillino nel girone di ritorno, è proprio la formazione di Pioli la candidata principale al 6° posto valevole per l’UEL.

Il bilancio delle ultime settimane, comunque, si sta delineando sempre più positivamente. Nelle ultime due gare è arrivato un pareggio in extremis contro la feroce Lazio di Simone Inzaghi ed una bella vittoria per 3-0 contro il sempre ostico Sassuolo. Tali risultati hanno indicato la strada al tecnico della Viola che, attualmente, ha individuato alcuni tasselli cardine del proprio 11 titolare. Una delle sorprese più piacevoli del calciomercato fiorentino è stato, infatti, Jordan Veretout; il ragazzo ha disputato tutte le gare di campionato, mettendo a segno tre reti ed un prezioso assist. Schierato sia nel centrocampo a due che a tre, il ragazzo propone alla squadra il solito lavoro fatto di quantità e qualità in entrambe le fasi, risultando imprescindibile per i suoi. Nonostante i dubbi del tecnico riguardo il modulo da schierare, 4-2-3-1 o 4-3-3, il ragazzo ha sempre risposto presente, dimostrando di valere pienamente i 7 milioni spesi per il suo cartellino. Nelle ultime gare, nonostante l’incidente con il Crotone, è stato il modulo presentante il centrocampo a tre a vincere, portando il tecnico a schierare il croato Badelj nel proprio ruolo di metodista e l’italiano Benassi a fare quello che meglio gli compete, la mezzala in un reparto a tre uomini.

Il nodo di tale modulo, sulla carta, è sempre parso il reparto offensivo: con Simeone a ricoprire il ruolo di punta centrale e Chiesa come ala destra, il punto di domanda è stato spesso riguardo l’out di sinistra. Eysseric non ha ancora contribuito al bilancio offensivo della squadra nonostante le 11 presenze, Gil Dias preferirebbe giocare a destra e, comunque, è ritenuto ancora troppo inesperto, mentre Saponara ha dimostrato di dare il meglio di sé da trequartista in un 4-2-3-1 o 4-3-1-2; Babacar, per ovvie caratteristiche fisiche, non viene preso in considerazione mentre, incredibilmente, Thereau – che non ha assolutamente nelle proprie corde il ruolo di ala sinistra – sta stupendo per continuità di rendimento: sono già 7 le marcature messe a segno, condite da 4 assist e grandi prestazioni.

Acquistato per appena 1.5 milioni il francese, a 34 anni, sta vivendo una seconda giovinezza, divenendo una pedina di grande importanza per il collettivo dai colori viola; non è un caso che le sconfitte maturate contro Crotone e Roma non abbiano visto il ragazzo in campo. Adattato ad un ruolo non suo, come accaduto a Mario Mandzukic, l’ex-Udinese abbina corsa e qualità, la stessa con cui ha servito Veretout e Chiesa durante l’ultimo appuntamento di campionato contro i neroverdi.

Ora che il ragazzo è celebrato e che Pioli sembra aver individuato l’undici titolare tipo da schierare in campo, può iniziare il vero campionato della squadra fiorentina che ha cercato il proprio equilibrio per troppo tempo, smarrendo punti preziosi lungo il proprio cammino. Sognare è lecito, d’altronde questa squadra non ha nulla da invidiare alle altre pretendenti all’Europa League, eccezion fatta per il Milan. La stabilità del campionato vede i rossoneri come una mina impazzita che può decidere il percorso delle altre in un senso o nell’altro. Per questo, sarà fondamentale iniziare a pedalare già da subito; rimanere indietro potrebbe risultare fatale.