La bellezza del calcio risiede più di ogni altra cosa nell’imprevedibilità. E’ la giocata che nessuno si aspetta che più incanta, la partita più strana che rimane impressa in mente. Se milioni di appassionati non rinunciano a guardare una palla rotolare su un prato verde molto lo si vede all’alta percentuale di incertezza che essa possiede. Una tesi che ribalta quella secondo cui il calcio è una scienza.

L’imprevedibilità ha una forza talmente grande capace di creare infinite discussioni. Dalle parti di Bologna fino a qualche tempo fa ne era aperta una che faceva abbastanza clamore. Protagonista un Mattia Destro che il pubblico del Dall’Ara aveva dichiarato scomparso. L’attaccante ascolano, infatti, non solo non lo si vedeva più esultare, ma non giocava proprio. Qualche acciacco fisico lo ha frenato, anche se nella scelta di Donadoni di relegarlo in panchina si nascondevano anche motivi tecnici.

Nel capoluogo romagnolo non ci hanno visto giusto nelle decisioni dell’ex ct della Nazionale italiana ed è cominciata a circolare la voce di una possibile cessione a gennaio.

Il diez rossoblù non gioca per scelta tecnica e nella sessione invernale di calciomercato verrà ceduto, fine della storia. Tutto così semplice, ogni pezzo del puzzle sembra andare al proprio posto. Tutti o quasi. C’è di mezzo l’imprevedibilità a scombussolare un piano già scritto. L’attaccante ex Roma inizia pian piano ad essere impiegato per un minutaggio maggiore. I 90′ con la Lazio sembrano rappresentare la svolta, poi però arrivano soli 5′ con la Roma e 17′ contro il Crotone.

Intanto la squadra va in crisi, contro i calabresi arriva il quarto k.o consecutivo. Come se non bastasse, Di Francesco si ferma per due mesi a causa di una lesione del collaterale. Serve ripartire, peraltro si libera un posto in attacco. E’ la grande occasione, forse l’ultima, per Destro per tornare a fare la voce grossa. Il bomber la sfrutta appieno e a Verona, contro l’Hellas, torna a bucare la rete.

Il detto secondo cui il gol è l’unica medicina per un attaccante è veritiero. L’italiano è come se avesse abbattuto un muro ed è evidente come si senta più libero senza il peso sulle spalle.

Nella gara successiva, contro la Sampdoria di Giampaolo, propizia il gol dell’uno a zero firmato da Verdi. Sette giorni dopo risponde ancora presente esultando per la prima volta stagionale in casa risultando decisivo nel pareggio con il Cagliari. L’attesa è finita: Mattia Destro è tornato.

I SEGNI DELLA RINASCITA

L’attaccante di Ascoli Piceno non è nuovo a inizi di stagione a rilento. Nel suo primo anno a Bologna, infatti, si sbloccò solo a novembre, nonostante avesse giocato sempre. Questa volta la questione, però, è apparsa più complicata a causa di una concorrenza agguerrita.

Rodrigo Palacio, arrivato nello scorso luglio, ci ha messo poco a conquistare la fiducia del tecnico. L’argentino, facendo valere l’esperienza abbinata alla qualità tecnica, è un valore aggiunto a cui non si può fare a meno. Anche Petkovic, quando chiamato in causa, ha fatto delle buone prestazioni che gli hanno permesso di superare Destro nelle gerarchie. Questa volta, dunque, l’ex Milan ha dovuto scalare l’Everest per riprendersi la maglia da titolare, sfruttando anche l’assenza di Di Francesco.

Oltre a essere tornato ad appore la sua firma nel tabellino, il classe ’91 ha mostrato dei chiari segni di rinascita. Chiama palla, si muove bene cercando di liberarsi della marcatura avversaria e cerca anche di dare ai compagni la possibilità di passaggio scappando in profondità.

Il gol con il quale ha ritrovato il sorriso, il momentaneo 1-1 contro il Verona, è di bravura. Va in pressing sul portatore di palla avversario che sbaglia il lancio lungo favorendo il recupero Donsah. Quest’ultimo serve Verdi che di prima trova Palacio. Destro è largo, libero e chiama la palla che il Treccia immediatamente gli passa. Poi di potenza batte Nicolas.

Libero del pensiero del digiuno, nella medesima partita si fa notare per un movimento interessante. Pulgar porta palla, l’ascolano in area non è statico e con un movimento suggerisce il passaggio in profondità. Peccato che poi il cileno tenti il tiro dalla distanza.

Una giocata molto bella arriva nel match successivo del Bologna contro la Sampdoria. Gli uomini di Donadoni compiono una grande azione che il 10 cerca di sfruttare. Torosidis porta palla sulla fascia, alza la testa e serve Poli appostato al limite dell’area. Il centrocampista elude molto bene Silvestre con una finta favorendo la ricezione palla della punta cresciuta nel Siena. Esso, in area, salta Ferrari e con un tiro di potenza e precisione prova ad andare in gol. Viviano respinge, poi comunque Verdi trova il vantaggio. Rimane anche la giocata del centravanti.

È contro il Cagliari che il 26enne dimostra di essere bomber d’area di rigore. Sembra una marcatura banale, ma c’è tanta furbizia. Torosidis compie un buonissimo cross, l’attaccante, come un assatanato va sulla palla, dalla quale sembra sia attratto. Salta più in alto di tutti e con la testa compie un perfetto impatto con il pallone. La rete, voluta, è di pura intelligenza e precisione.

PROSPETTIVE FUTURE

Destro dunque è tornato per la felicità di Donadoni che ha saputo gestirlo al meglio. Ora che futuro attende l’ascolano? L’ipotesi di cessione a gennaio ad oggi sembra sempre più lontana, almeno fino a giugno dovrebbe restare in Emilia. Ma con quante possibilità di giocare nel nuovo anno, quando rientrerà Di Francesco? Difficile panchinare Verdi e Palacio, giocatori fondamentali per il Bologna. Pertanto Destro è destinato a giocarsi le sue carte con il figlio del tecnico della Roma. Non è da escludere però l’ipotesi di un cambio di modulo: Donadoni già l’anno scorso ha provato il 4-2-3-1.

Tutto dipende dalle prestazioni del Diez nei prossimi appuntamenti. Già a partire dalle importanti sfide contro Milan e Juventus in cui dovrà dimostrare di essere tornato a grandi livelli.

Intanto l’attesa è finita: Destro ha ripreso a segnare.