Male, male, male.

Non viene altro da dire guardando il Milan 2017-18, che a inizio dicembre si trova settima in classifica, dopo 15 giornate di un girone d’andata a dir poco travagliato.

GETTATE LE BASI

Dopo le precedenti stagioni, è bastato un sesto posto rossonero per ridar fiducia ad una tifoseria che ormai stava perdendo qualunque tipo di speranza.

Il sesto posto, per quanto alla portata, venne visto come un mezzo miracolo del “piccolissimo” Milan di Vincenzo Montella, che con una squadra ricca di giovani ed incognite era riuscito a regalare ai diavoli un Europa (sebbene non fosse la Champions) che mancava da davvero troppo tempo.

Con un centrocampo titolare costituito da Locatelli, Bonaventura e Kucka – sostituiti poi da altri elementi, adattati, nel momento in cui i tre sono risultati indisponibili per infortunio – il tecnico napoletano era riuscito a trovare un equilibrio di squadra, tanto quasi da far sperare i propri supporters, alla fine del girone d’andata, in un finale tra le prime della classe.

CAMPAGNA ABBONAMENTI

Una volta ci pensava Galliani, lo Zio Fester italiano, a regalare gioie ai tifosi durante le finestre di mercato.

Con un tifosissimo come Berlusconi il Milan alzò sette Champions League; negli ultimi anni, però, troppi “siamo competitivi” in barba a tifosi rossoneri rischiavano di spaccare la piazza.

L’addio di Galliani e l’arrivo del duo Fassone-Mirabelli avrebbe dovuto dar una scossa alle strutture pericolanti di Milanello, portando una ventata di aria fresca importantissima.

SPENDI E SPANDI

Effettivamente questo è quanto è successo in fase di mercato: la nuova presidenza cinese – su cui oggi, 5 dicembre, ancora non si ha un’idea chiara – ha messo a disposizione del direttore sportivo rossonero la bellezza di 250 milioni di euro per rendere ultracompetitivo il gruppo.

Fassone e Mirabelli, protagonisti dei movimenti estivi rossoneri durante il calciomercato estivo

La squadra è stata quindi rifondata totalmente, con l’arrivo di due difensori centrali di qualità (Musacchio e, soprattutto, Bonucci), un riferimento in cabina di regia (Biglia), un giovane di forza e qualità (Kessié), un terzino per parte che potesse garantire la giusta spinta (Rodriguez e Conti), un trequartista di prospettiva (Çalhanoglu) e infine due punte molto richieste (Kalinic e André Silva)

Una campagna acquisti che ha fatto scattare immediatamente la voglia di rivalsa ai tifosi milanisti, da troppo tempo a secco.

QUATTRO-DUE-TRE-UNO

Analizzando, però, il calciomercato rossonero passo per passo, potremo notare come la squadra vincitrice dell’ultima supercoppa di lega ha sbagliato qualcosa in fase di valutazione: il gruppo è stato probabilmente costruito sull’idea di portare in campo un 4-2-3-1.

Gli acquisti dei vari Rodriguez e Conti, terzini di spinta, d’accordo, ma anche ampiamente esperti in fase arretrata, assieme all’arrivo di Kessié e Biglia, due mediani che conoscono alla perfezione il campionato italiano e capaci di giocare assieme sulla linea centrale del campo, portavano a pensare quindi al modulo sopracitato.

Se non fosse abbastanza, la decisione di trattenere con le unghie e con i denti Suso, che coincide con l’importante spesa fatta per Calhanoglu (23 milioni di euro) costringevano ad impegnare la trequarti con un modulo di matrice offensiva.

UN TOP PLAYER PER ROVINARE I COLPI

Si potrebbe parlare di ossimoro ma l’acquisto più importante della campagna acquisti milanista, Leonardo Bonucci, trasferitosi in rossonero per 40 milioni di euro, ha rovinato quanto di buono fatto in precedenza.

Non si parla tanto di morale a terra dei compagni per aver ricevuto la fascia di capitano da neoacquisto (sebbene la decisione avrà fatto storcere qualche naso) ma si fa riferimento soprattutto al modo di giocare che Montella ha scelto per il Milan: con l’arrivo dell’ex centrale juventino in squadra, si è decisi di cambiare schema, a favore della difesa a tre.

Cercando di aiutare Bonucci ad integrarsi, ne è risultata danneggiata l’intera squadra.

Con lo scacchiere arretrato con tre uomini, un giocatore fra Calhanoglu, Bonaventura e Suso (tre giocatori che sarebbero dovuti esser fondamentali) si è sempre trovato alle corde, costretto a guardare la partita dalla panchina oppure obbligato a giocare fuori ruolo.

NON C’ENTRA LA GRINTA

Gennaro Gattuso, nuovo tecnico del Milan, non fa miracoli e lo si è capito domenica quando l’unica grazia divina è stata quella che ha colpito il portiere beneventano (scuola Juve, fra l’altro) che ha regalato il primo punto ai campani segnando di testa.

Lo si poteva intuire comunque, probabilmente, che la storia non sarebbe cambiata in un paio di giorni: svariate testate giornalistiche si sono appellate alla grinta del mister Gattuso per scuotere il gruppo.

Gattuso, nuovo tecnico del Milan, dopo il disastroso pareggio campano contro l’ultima della classe.

Andando a scavare più in fondo, però, è facilmente comprensibile come in realtà non è la voglia che manca ai rossoneri, quanto delle importanti nozioni tattiche.

Si fa riferimento, più precisamente, alla programmazione di gioco: il vantaggio rossonero, osservando il calciomercato, veniva maggiormente dall’aver acquistato tre giocatori che potessero giocare insieme e che avessero potuto impostare da qualunque posizione del campo essi si trovassero.

Ricardo Rodriguez, terzino dai piedi buoni, Biglia, ottimo regista, e infine Bonucci, famoso con la maglia bianconera così come quella azzurra dell’Italia per le sue spiccate capacità nel far partire l’azione da dietro.

Durante questi cinque mesi i diavoli non hanno mai approfittato di questo vero vantaggio, non dialogando mai su chi dovesse impostare e secondo quali azioni durante la partita.

E così molto spesso o Biglia e Rodriguez andavano a pestarsi i piedi o, ancor peggio, una volta bloccato il mediano argentino, le ripartenze rossonere andavano tutte ampiamente sprecate.

Adesso, però, a Gattuso non basterà la vecchia scusa della grinta: adesso al tecnico calabrese servono risultati e tanta tattica. Ha una grande occasione lunga sei mesi e non dovrà fallire.

La storia deve farla ora: si riparte come fosse successo nulla? si riparte sognando di riprendere le grandi?

Il destino è sempre nelle proprie mani.

Il Milan adesso è costretto a non lasciare ai tifosi quella brillantezza che ad agosto tanto faceva impettire la curva.

Adesso i ragazzi dovranno dimostrare sul campo che valgono quel che è stato speso per loro.

Non c’è più tempo per adattarsi.