Nel giorno de Los Reyes Magos, i “Re Magi” alla quale, in Spagna, i bambini chiedono doni con una letterina, la città di Siviglia si ritrova a duplicare le proprie feste: oltre a quella per i più piccini, la sorte della Liga ha voluto che Siviglia e Betis si incontrassero a Nervion per il Gran Derbi del girone d’andata. Così, tra un morso di Roscon e l’altro (dolce propriziatorio di queste feste nella quale è possibile trovare una fava, segno di buon auspicio), le due squadre si ritrovano a preparare una delle partite più cruciali del girone d’andata con lo stesso spirito secondo alcuni aspetti ma con situazioni diametralmente opposte. Il Siviglia si trova in quinta posizione a quota 29 punti, due dal Real Madrid quarto, e non può permettersi di perdere ulteriore terreno dalla zona Champions mentre il Real Betis, 14esimo a 21 punti, cerca di riprendersi la prima parte di classifica per la lotta europea (il Villareal è distante solo 6 punti). Le due squadre hanno otto punti di differenza tra di loro.

Resta da vedere chi farà il miglior lavoro per potersi permettere una serena vista dalla Giralda e la gloria cittadina per almeno altri quattro mesi prima del secondo confronto di metà maggio, quando si tireranno sicuramente altri tipi di somme sulla stagione di ambo i team. Gli ultimi otto confronti parlano chiaro: sette vittorie del Siviglia ed un solo pareggio (0-0 nel Dicembre 2015) dopo la stratosferica vittoria verdiblanca valevole per gli ottavi di finale dell’Europa League 2014 (i sivigliani rimonteranno al ritorno nel Villamarin ed andranno poi a vincere la coppa). La ferita da allora sembra esser rimasta tale, con un Betis che ha dovuto soffrire poi la discesa negli inferi della serie cadetta senza mai tornare ai fasti di un tempo. Ad Heliopolis la supremazia sevillista non è mai andata giù, con una calda ed esigente tifoseria che da sempre pretende solo il meglio dai propri calciatori.

Il gol di Leo Baptistao in Siviglia-Betis, Europa League 2014.

Il Siviglia gode da anni di un certo vantaggio se si parla di Derbi: parliamo di una squadra divenuta un vero e proprio status symbol del calcio europeo che da anni, dopo le razzie in Europa League, sembra aver preso le misure anche della Liga e della Champions League. Ciò non toglie che la squadra, soprattutto nell’ultimo periodo, abbia vissuto una certa flessione dal punto di vista del gioco che ha fatto suonare un campanello d’allarme tra i vertici sevillisti che sono ricorsi al riparo chiamando quello che di fatto è il primo allenatore italiano della storia, Vincenzo Montella. Esordire con un Derbi di questa portata sarà compito quantomai arduo per l’aereoplanino.

STATI D’ANIMO  

 

La mancanza di un gioco spumeggiante ha portato Eduardo Berizzo ad essere allontanato nonostante una certa assiduità di risultati del Siviglia: l’argentino avrebbe sicuramente meritato di giocare un derbi da protagonista, come affermava Estadio Deportivo qualche mese fa, ma si voleva dare una svolta che permettesse ai vari Banega, Nolito e Jesus Navas di esprimersi ai loro livelli, essendo stati al momento tre assenti ingiustificati della stagione. Con un Pizarro che stenta a prendere in mano la squadra in mezzo al campo, l’arrivo di Montella, che ha già dato più fluidità e verticalità al gioco sevillista nella partita con il Cadice, ha permesso di ritrovare in prima linea un giocatore di vitale importanza come Steven N’zonzi, molto più che un regista. Col francese pronto a dare equilibrio le ultime indiscrezioni parlano di un Banega arretrato, da playmaker, con un’eventuale entrata nei ranghi di Franco Vazquez, altro oggetto misterioso mediamente sofferente da circa sei mesi. Il Siviglia non vince da tre turni, nella quale oltre a pareggiare con il Levante per 0-0 ha alternato brutte figure contro Real Madrid (5-0) e Real Sociedad (3-1).

Montella dovrebbe schierare questa formazione:

 Parlando invece di Real Betis, i primi entusiasmi dovuti al gioco spumeggiante di Quique Setien, con una gran manovra che portava le fasce ad essere sempre impegnate ed a creare azioni pericolose per la corrente Sanabria, il vero nueve ritrovato dai verdiblancos, sembrano essere svaniti da un mese a questa parte. Oltre alla vittoria malaguena nel derby del 18 Dicembre, il Betis non vince in partite ufficiali esattamente dal 24 Ottobre, data della vittoria a Cadice in Copa del Rey che a nulla è servita vista la sconfitta susseguente al Villamarin. Il gioco ne ha risentito, Sanabria si è infortunato gravemente al ginocchio ed il centrocampo non ha più dato le stesse garanzie. La manovra risulta adesso molto più statica, meno rapida e molto più prevedibile: Boudebouz a corrente alternata, con i vari Fabian, Camarasa e Javi Garcia che sono apparsi appannati prima delle vacanze. Toccherà a Guardado lì in mezzo dare garra e rapidità, sfruttando le corse dell’etetno Joaquin (ha rinnovato fino al 2020) e di Cristian Tello. Lì davanti dovrebbe partire titolare il neo 29enne Sergio Leon, con il maggior marcatore della storia betica, Ruben Castro (147 gol), che è appena ritornato dal prestito al Guizhou Zhicheng (in Cina) e promette di continuare a combattere per la causa.

Ecco i probabili 11 di Setien:

 

Vada come vada, in una città che se paraliza per il derby come afferma il difensore Mercado, vincere o perdere questo confronto vorrebbe dire molto per entrambe: dire addio alla Champions per il Siviglia o all’europa per il Real Betis oppure iniziare male un’avventura (per Montella) o terminarla in malo modo (per Quique Setien).