Adesso è il momento di spendere.

O almeno lo è per i tifosi del Napoli che sognano lo scudetto e chiedono un ulteriore sforzo economico per concludere l’annata da primi della classe.

NON RIPETERE L’ERRORE

Diciamo la verità: è questo l’errore che i tifosi partenopei sono certi sia stato commesso un paio di anni fa. Ricorderete senz’altro la falsa partenza della Juventus, accompagnata dalle moltitudini di squadre che si alternavano in vetta.

Prima fu il turno della sorpresissima Chievo, poi toccò all’Inter, di seguito la Fiorentina e poi alla Roma.

Un mese per uno diverse compagini si affacciavano al sogno: a natale davanti a tutte c’era il Napoli dei miracoli.
Sulla panchina dei partenopei sedeva Maurizio Sarri, un provinciale alla scoperta dei grandi palcoscenici.

Gli unici acquisti degni di nota furono il giovane Grassi, valido centrocampista che si stava mettendo in mostra in quel di Bergamo, e Vasco Regini, terzino esperto della Samp.

Senza infamia, ma senza lode, fu una campagna acquisti che di fatto non rinforzò i campani.
Da lì a poco Grassi sarà costretto ai box per tutta la sua avventura azzurra, mentre il laterale basso non giocò mai.

HA RAGIONE DE LAURENTIIS?

Dopo la vittoria in Coppa Italia agli ottavi di finale, il presidente si lasciò scappare qualche valutazione sul mercato:

“Il calciomercato? Abbiamo calciatori a iosa e forse siamo addirittura in abbondanza. Per ora non posso dire nulla”.

In realtà successivamente il suo punto di vista cambierà drasticamente, fino a parlare di mercato importantissimo, sul quale dover puntare senza fare errori per regalare a Sarri l’occasione di agguantare il sogno di un intero popolo.
In realtà la prima affermazione di Aurelio De Laurentiis non può senz’altro esser giudicata come errata: il Napoli in questo momento ha un numero sufficiente di pedine, soprattutto in difesa e in mezzo al campo, da poter far tirare un sospiro di sollievo al tifo caldo di Napoli per i prossimi 5 anni.

SERVE COMPRARE?

Allo stesso modo è anche vero che un terzino che tamponi momentaneamente l’infortunio di Ghoulam e un vice-Callejon farebbe più che comodo.

Il problema si pone sulle scelte del mister: negli ultimi anni il calciomercato invernale partenopeo, ad eccezione dell’annata con lo scudetto sfumato, è sempre stato corposo e degno di nota: lo scorso gennaio furono spesi quasi venti milioni per Pavoletti.

Qualche problema di adattamento lo ebbe, specialmente quei fastidi procurati da infortuni, ma va detto allo stesso modo che mister Sarri non gli diede mai un numero di chance sufficienti da farlo lavorare con tranquillità.
E lo stesso si ritrova nell’utilizzo delle seconde linee in questa stagione: giocatori come Giaccherini, Ounas, Mario Rui, Maggio e Rog hanno visto il terreno di gioco col contagocce, per non parlare dei difensori centrali.

Se la Juventus fra Benatia, Rugani, Chiellini e Barzagli opera una staffetta continua e la Roma di Di Francesco ha incentrato la titolarità su tre giocatori che si alternano, quali Manolas, Fazio e Juan Jesus, il Napoli ha affrontato ogni gara con titolari sempre Koulibaly e Albiol.

Il giocatore ad aver visto più il triangolo verde fra i difensori di panchina è Chiriches con appena cinque gettoni. Tonelli e Maksimovic – circa trenta milioni di euro in due – è già tanto se a fine settimana trovano il proprio nome fra i convocati.
E allora vale la pena spendere?

SORCI VERDI

Senza dubbio alcuno un giocatore che potrebbe far comodo al mister toscano è l’ala offensiva del Bologna.

Affacciatosi a grandi livelli subito dopo gli inizi, venne prepotentemente bloccato da giocatore del Milan. Poca fiducia e ancor meno minutaggio rischiarono di bruciare un limpido talento del calcio nostrano.

Iniziò quindi la sua avventura in Italia, alla ricerca della maturità.

Prima il Torino, poi la Juve Stabia, di seguito l’Empoli, una breve esperienza in Spagna con la casacca dell’Eibar e quindi qualche gettone col Carpi, per poi consacrarsi al Bologna.

Sei reti e cinque assist in questa annata, nella quale il Bologna si attacca prepotentemente al laterale offensivo lombardo.

Se i rossoblù, dopo la precedente annata, erano anche disposti a lasciar partire Verdi in attesa della definitiva esplosione del baby Di Francesco, adesso, visto il picco poco rassicurante del figlio d’arte, dare l’addio all’ex Milan costa molto di più.

DA NAPOLI?

Probabilmente è già da Napoli, ma l’interrogativo lo poniamo quando ci si chiede se il Napoli stesso sarà disposto a concedergli lo spazio che merita.

“Napoli? Deciderà lui, ma non ha paura. Con Sarri può essere protagonista”

Così si esprime suo padre, speranzoso nel definitivo salto di qualità.

È però importante dire che anche se Maurizio Sarri lo abbiamo imparato a conoscere come un coach estremamente portato nel lanciare giovani, va anche detto che molti sono rimasti esclusi e hanno subito una pesante battuta d’arresto per la sua continua voglia di puntare sui medesimi.

Verdi verrebbe come ripiego dei titolarissimi Insigne e Callejon, che ad oggi sono intoccabili in questo Napoli. Ma siamo sicuri che convenga andare a far panchina piuttosto che scegliere, magari una destinazione come Fiorentina, Roma o Lazio dove un esterno con le sue qualità avrebbe il posto assicurato?

DEU-DEU-LOFEU-LOFEU

Parole di Crudeli, tifosissimo milanista che noi di Numero Diez intervistammo più di un anno fa.

ESCLUSIVA CM24/7 – Tiziano Crudeli: “Complimenti a Montella. Al Milan servono un terzino e un regista. Ricordo a Bergamo quando alcuni tifosi dell’Atalanta…”

Deulofeu è un altro degli uomini di cui si è spesso parlato in questa ultima sessione di mercato.

Tornato al Barcellona con un bagaglio carico di speranze dopo la partenza di Neymar, è stato superato prima da Ousmane Dembele e ora dal nuovo arrivo Coutinho.

Nove gettoni collezionati in tutto il girone d’andata, ma solo 400 minuti circa giocati, quindi meno di cinque partite agglomerate.

Ma giocherebbe? il discorso non cambia. Deulofeu è sulla bocca di moltissimi club europei: vale la pena andare a fare panchina?

QUESTIONE DI ADATTAMENTO

In Serie A una delle qualità migliori che un giocatore possa avere è il fisico: se domandassimo ad un ragazzo non italiano cosa differenzia il calcio nostrano da campionati come quello inglese o tedesco, egli risponderà che la Serie A è un torneo molto tattico e fisico, prevalentemente difensivo.

In realtà non starà assolutamente dicendo un’inesattezza: in Italia per essere un difensore non sono importanti eleganza o rapidità, quanto la forza fisica; non è un caso se giocatori come Manolas, Chiellini, Skriniar o ancora Koulibaly siano presto divenuti perni centrali di ogni pacchetto difensivo di una big.

Proprio per questa ragione per un esterno, aldilà della rapidità, la forza fisica può aiutare l’equilibrio e quindi evitare di venir spostati in qualche frazione di secondo.

Ovviamente sono presenti eccezioni che confermano questa regola e rispondo al nome dei vari Insigne, Papu Gomez e Chiesa.

Verdi fa parte di questa cerchia: alto poco più di 1.70 cm pesa circa 62 chilogrammi; fa, quindi, della velocità la su arma migliore, sfruttando anche la precisione che madre natura gli ha donato.

Al contrario Deulofeu sarebbe un giocatore molto più fisico per quanto concerne il gioco partenopeo, ma soprattutto sarebbe una valida alternativa ai folletti che il Napoli schiera lì davanti: l’ex Everton è alto 1.77 e pesa oltre 10 chili in più rispetto al bolognese.

In questo caso sarebbe probabilmente lo spagnolo ad offrire un maggiore cambio.

QUALITA’

Difficile, invece, tirare una linea nel calcolo delle prestazioni stagionali di Deulofeu.

In maglia blaugrana ha visto il terreno di gioco col contagocce, segnando appena una rete in casa contro il Malaga a qualche secondo dalla fine. Fra le altre cose si parla di un pallone spinto dentro da pochi centimetri.

Per avere un dato più preciso, quindi, andremo a prendere le statistiche dell’annata rossonera, quella della sua rinascita.

Probabilmente, in questo caso, sarebbe corretto dare a Verdi il titolo di giocatore più completo fra i due: le reti di Deulo in Italia arrivarono tutte intorno ai 10-12 metri di distanza; appena dentro l’area o appena fuori, a calciare sul palo lontano rigorosamente col piede destro.

Avendo in squadra un giocatore come Insigne, che molto spesso calcia facendo i medesimi movimenti, probabilmente sarebbe più utile alla causa Verdi: quest’ultimo ha dalla propria la capacità di farsi trovare sempre pronto in qualunque posizione del campo e con qualunque parte del corpo.

Delle sei marcature messe a segno quest’anno, tre volte ha calciato col piede destro e altre tre con quello sinistro. Per tre volte ha trovato il gol dalla distanza, due volte è andato in rete dall’interno dell’area e infine ha messo a segno un tap-in da posizione ravvicinata.

Infine tre volte ha calciato alla sinistra del portiere, due volte dalla parte opposta e una in alto al centro. 

SUPERIORITA’ NUMERICA

Molto equilibrata, invece, la statistica su quale dei due giocatori conceda la superiorità numerica o, comunque, chi dei due sia maggiormente essenziale: Verdi ha vinto la bellezza del 67% dei tackle disputati, contro il solo 55% di Deulofeu. Il primo è preziosissimo anche nei duelli aerei: ne è uscito vincitore nel 31% dei casi. Lo spagnolo ha trionfato solamente nel 13% dei duelli.

Le statistiche farebbero, quindi, dire Verdi.

Da precisare, però, che l’esterno italiano la sua chance in un grande club la ebbe da giovanissimo senza mai usufruirne fino in fondo. Al contrario il laterale blaugrana al Milan si è dimostrato pronto e decisivo, quasi come se conoscesse il torneo nostrano da sempre.

La domanda sorge spontanea ora: chi sarebbe più utile per il gioco di Sarri? e soprattutto: serve davvero qualcuno?