Un nuovo film da fare, cambiando regista.

La pellicola in questione è quella di Emanuele Giaccherini, che si appresta a lasciare Napoli dopo un anno e mezzo. Diciotto mesi di tanta panchina e tribuna e pochissimo campo agli ordini di Sarri. E’ proprio questo il motivo del probabile addio al club di De Laurentiis in questa sessione di calciomercato.

Giaccherini si appresta a salutare Napoli

L’eclettico centrocampista toscano, molto apprezzato in Serie A e galvanizzato da un grande Europeo in Francia nel 2016, si è sentito perso. Nonostante l’impegno, che non ha mai fatto mancare, in allenamento l’allenatore partenopeo lo ha poco considerato a causa delle gerarchie ben delineate. Ora Giak, 33 primavere a maggio, ha estremamente bisogno di rilancio. Cercasi un regista per un nuovo e più entusiasmante film.

IL LEGAME CON ANTONIO CONTE

L’uomo, forse, più importante per la carriera di Emanuele Giaccherini ha un nome e cognome: Antonio Conte. E’ stato, infatti, l’allenatore leccese che lo ha lanciato a grandi livelli recuperandolo poi qualche anno più tardi.

Un abbraccio tra Conte e il suo pupillo Giaccherini

La svolta per l’allora giocatore 26enne arriva il 25 agosto 2011, giorno in cui diventa ufficiale il suo passaggio in comproprietà alla Juventus. Il giocatore proveniva da due grandi stagioni al Cesena, la prima in cui aveva contribuito alla promozione in Serie A del club con otto reti. Nel primo anno nella massima serie non è stato da meno con sette reti e quattro assist in trentasei partite.

Le sue qualità hanno convinto la Vecchia Signora, nell’estate della rivoluzione, a portarlo a Torino. Nella città piemontese ci ha messo poco a entrare nei cuori dei tifosi bianconeri e soprattutto a conquistare la fiducia di Conte. E’ proprio in quella esperienza che è nato il grandissimo legame tra il calciatore e l’allenatore. Giaccherinho ci ha messo tanto del suo mostrando l’atteggiamento che all’attuale coach del Chelsea piace.

Tanto impegno, pur non essendo un titolare fisso, grande disponibilità a coprire tutti i ruoli dalla cintola in su e preziosa utilità per la squadra. Così il giocatore di Talla si è preso la Juve, inserendo il suo nome nell’elenco dei grandi protagonisti della vittoria dei primi due scudetti bianconeri. In particolar modo del secondo. 10 marzo 2013, Juventus-Catania: il risultato è bloccato sullo zero a zero, fino al novantunesimo…

 

Il segno tangibile che avesse conquistato il popolo bianconero e il mister si vide alla notizia della sua cessione al Sunderland. Tifosi furiosi sui social, non spiegandosi il trasferimento, e allenatore che reagii così:

Non me ne sarei mai privato. La sua partenza dimostra purtroppo le difficoltà del calcio italiano

La società di Agnelli, infatti, doveva recuperare i soldi spesi per Tevez, Llorente e Ogbonna. Così ha approfittato della buona offerta del club inglese per monetizzare.

L’esperienza dell’italiano in Premier League dura due stagioni. Dopo una prima stagione inglese promettente –4 gol e altrettanti assist– ne è arrivata un’altra in cui è stato travagliato dagli infortuni. Si rifanno le valigie, ritorno in Italia, in prestito al Bologna. Con la maglia rossoblù il toscano ritrova il sorriso guidando il club felsineo alla salvezza con sette reti e un assist.

Con il gol di Giaccherini il 6 gennaio 2016 il Bologna sbancò San Siro contro il Milan

Poi in estate arriva l’Europeo per il quale viene convocato da colui che da due anni era ct della Nazionale Italiana: Antonio Conte. In Francia, sotto la guida del suo padre calcistico, compie così il rilancio completo. Gioca tutte e quattro le sfide dell’Italia da titolare risultando fondamentale sia in fase di ripiegamento che in quella offensiva con i suoi continui inserimenti. Con uno di questi aprì la kermesse degli azzurri.

LA CHIAMATA DEL NAPOLI

Il campionato europeo aveva innalzato il valore di Giaccherini scatenando l’asta sul mercato. Molti club di Serie A si sono interessati a lui, ma solo Fiorentina e Torino hanno fatto passi concreti. Le due squadre se lo sono conteso per molto tempo, poi, quando i granata sembravano aver vinto la concorrenza, è arrivata la chiamata del Napoli. Una chiamata importante di una società di alta classifica che offriva pure il fascino della Champions League. Troppo forte la tentazione tanto che pur di accettare ha disdetto l’accordo trovato con il Torino.

Il destino a volte è beffardo. Probabilmente se avesse mantenuto la parola data al Toro al momento si parlerebbe di un’altra situazione. Sicuramente migliore dell’attuale.

Una delle rare volte di Giaccherini in azione con la maglia partenopea

Alla prima stagione con la maglia partenopea ha collezionato diciannove presenze di cui solo due da titolare. Coincidenza del caso, in entrambe le partite in cui ha giocato dall’inizio ha segnato. Andando più a fondo guardando il minutaggio si capisce quanto poco abbia giocato: in totale solo 386 minuti. Per questo motivo già l’estate scorsa era sorta l’ipotesi cessione. Poi, tuttavia, dopo essere stato beffato dal Torino per Berenguer, il Napoli lo ha dichiarato incedibile.

La situazione non è migliorata, anzi è peggiorata. Ad oggi l’ex Juventus è sceso in campo cinque volte in totale di cui una dal primo minuto, in Coppa Italia contro l’Udinese. Le altre presenze sono arrivate tutte attraverso spezzoni finali. Giaccherini così facendo ha perso considerazione, motivo per cui la partenza è diventato un passaggio inevitabile.

IN CERCA DI SQUADRA

Lasceremo sicuramente il Napoli. La Fiorentina l’ha cercato in estate, adesso non li ho sentiti. L’Atalanta non so, se danno via qualcuno può essere. Noi al Chievo andremmo volentieri, la squadra e la città ci piacciono, e siamo qui ad aspettare (agente Furio Valcareggi)

L’agente del giocatore ha dato per sicuro la partenza in questa sessione di mercato. In più ha parlato anche di possibili squadre future, Atalanta e Chievo. In vantaggio pare ci siano proprio i veneti che con il Napoli hanno buoni rapporti come testimonia l’affare Inglese.

Quella gialloblu è la squadra giusta per Giaccherini? L’ambiente per la serenità che si vive andrebbe indubbiamente bene al giocatore. Esistono però dei dubbi tattici. Maran non rinuncia mai al 4-3-1-2 con Birsa dietro le punte. Giak, essendo duttile, è in grado di fare la mezzala oppure l’esterno offensivo. E’ chiaro come nello schema tattico veronese andrebbe a ricoprire il ruolo di interno. Quando rientrerà Castro dall’infortunio -fine febbraio- il Chievo con i due in campo andrebbe a perdere equilibrio essendo entrambi votati più all’offensiva.

Sarà Gasp il prossimo allenatore di Giak?

Più semplice risulterebbe l’adattamento nell’Atalanta. Gasperini lo schiererebbe verosimilmente sulla trequarti insieme a uno tra il Papu Gomez e Ilicic. Giaccherini avrebbe anche più possibilità di giocare dato che i bergamaschi sono ancora dentro a tutte e tre le competizioni.

Non sono da escludere altre ipotesi come il ritorno al Bologna. La squadra di Donadoni, in effetti, in caso di cessione di Verdi allo stesso Napoli, andrebbe alla ricerca di un esterno offensivo.

Atalanta, Chievo o altro. Le prove del nuovo film sono già cominciate. Giak, (ri)prova.