Nella carriera di Leandro Castan c’è un preciso momento che funge da netto spartiacque. Il 13 settembre 2014 è la data in questione. La Roma è impegnata sul campo dell’Empoli e nell’intervallo tra il primo e secondo tempo il brasiliano viene sostituito. Da quel momento Castan, sino ad allora baluardo difensivo dei giallorossi, diventa un oggetto misterioso. Le sue condizioni sono avvolte dal mistero, sino al 20 di novembre, quando la Roma con una nota ufficiale rivela che al calciatore è stato diagnosticato un cavernoma da rimuovere immediatamente tramite un delicato intervento neurochirurgico. C’è un pre e un post infortunio nella carriera di Castan. Dall’operazione alla testa il difensore non si è più ripreso, facendo fatica a tornare quello di un tempo. Dopo il fallimento a Torino, Castan ha ora un’altra grande occasione offertagli dal Cagliari.

CREDERCI

Nell’immaginario culturale brasiliano un posto di rilievo è occupato dalla religione. In quest’ottica, è difficile non vedere in ciò che è avvenuto a Castan un beffardo disegno divino. Il cielo, il destino, Dio o chiunque vogliate credere ha tolto tutto al ragazzo nel suo momento migliore. Dopo un anno passato da protagonista, in cui con Medhi Benatia ha formato una delle coppie centrali più forti in circolazione, nel momento dell’affermazione, in seguito alla cessione del marocchino, tutto è svanito. Nel modo più assurdo e perfido possibile, per un infortunio che col calcio c’entra poco e da cui è davvero difficile riprendersi.

Ma la religione presuppone fede e in questo momento l’unica cosa che può fare Castan è crederci. Credere di poter tornare ad essere un calciatore di livello, di riprendersi e di infliggere un duro colpo al destino. Essere più forte della sorte avversa, del Dio che con un complicato disegno ha inflitto una ferita così grande. I brasiliani hanno nel loro dna la fiducia cieca nel destino, nel naturale corso degli eventi. Castan deve canalizzare questa fiducia e crederci, sempre fino in fondo. Perché è un’occasione importante, meritata e forse, purtroppo, anche l’ultima.

POSSIBILI SCENARI

L’avventura a Cagliari però non sarà semplice a prima vista. Diego Lopez sembra aver trovato una sua quadratura a livello difensivo e al momento fanno fatica a trovare posto anche un positivo Pisacane e un esperto Andreolli. Romagna è la certezza, per gli altri due posti Ceppitelli, Pisacane e Andreolli ruotano spesso. Leo dovrà riuscire dunque a scalzare parecchie posizioni per trovare spazio. Al momento parte come quinta scelta e dovrà sudarsi un posto nello scacchiere titolare.

Anche il piano tattico di Lopez gioca a suo svantaggio. Con la Roma Castan ha dato il meglio in una linea a 4, ma il vero problema della difesa a 3 sarda è l’eventualità di trovarsi parecchio spazio da gestire. Anche ai tempi migliori il brasiliano non ha brillato nel lungo, venendo coperto spesso da Benatia in quell’annata magica. Tutt’altro discorso nello stretto, dove la sua fisicità è risultata per larghi tratti insuperabile. Ora, col problema alla testa che in questi anni ne ha limitato enormemente i movimenti, dover incentrare il proprio gioco sulla copertura di ampi spazi potrebbe essere un’impresa davvero ostica. Il movimento è infatti stato il vero tallone d’achille per Castan dopo l’infortunio. A meno che non venga piazzato al centro della linea a 3, cosa difficile visto che il suo mancino lo rende ideale a ricoprire la mattonella di centro-sinistra, rischia di soffrire davvero troppo questa posizione.

D’altra parte però un difensore del livello di Castan al Cagliari manca. Dovesse riuscire a guadagnare una condizione fisica accettabile, il brasiliano sarebbe senza dubbio il profilo difensivo di maggior spicco nella retroguardia rossoblu. Potrebbe configurarsi come un valore aggiunto, soprattutto in una squadra che sembra avviata verso una salvezza tranquilla e che potrebbe arrivare senza patemi d’animo a fine anno. Con un’ipotetica tranquillità Castan potrebbe sicuramente lavorare al meglio, prendersi i suoi tempi e non affannarsi eccessivamente sulla strada della rinascita.

TESTA, CUORE E FISICO

A Cagliari Castan dovrà lavorare sotto tre punti di vista, differenti ma collegati. A livello mentale dovrà convincersi di avere ancora molto da dare, di poter essere di nuovo importante, magari con l’obiettivo di tornare un giorno da protagonista a Roma, una piazza che nonostante tutto non lo ha mai abbandonato. Col cuore dovrà crederci sempre, anche se le cose non dovessero mettersi bene all’inizio. Chi ha tolto può anche dare, in ogni momento e questo Castan non deve dimenticarlo mai. A livello fisico infine deve fare di tutto per rimettersi in forma, per dimostrare di essere ancora sul pezzo e di poter tornare quello che era.

Testa, cuore e fisico, per rispondere presente ad un’occasione che Leandro Castan merita fino in fondo. Cagliari sarà un nuovo spartiacque nella carriera del brasiliano, in positivo o in negativo darà una sterzata definitiva e decisa a tutto ciò che verrà.