Parlare di Mario Balotelli è diventato qualcosa di estremamente complicato, prolisso, ripetitivo e noioso: i tanti racconti sulla sua vita privata, sul giocatore che avrebbe potuto essere e non è stato (forse) e sulle numerose esclusioni dalla nazionale ne hanno di fatto offuscato un processo di maturazione, sia interiore che tattico, che seppur tardivo è arrivato in Balotelli come in tantissimi altri calciatori che, superati i 25 anni con i 30 in fase di approccio (Mario ne ha ora 27), si accorgono di non essere super uomini iniziando così a focalizzarsi sugli allenamenti e sullo stile di vita. Ciò che ne risentono, in maniera positiva, sono sicuramente le prestazioni in campo, dal punto di vista fisico ma anche psicologico: non è un caso che l’attaccante italiano abbia sfruttato le sue doti pregresse ed innate di palleggio, di sponda e di tenuta palla per rendersi più utile alla manovra nizzarda e diventare così una pedina fondamentale di Lucien Favre; quest’anno molto più che lo scorso nonostante le 24 presenze complessive ed i quasi 2000 minuti giocati con un totale di 16 gol, quelli che Balotelli ha messo a segno fino ad ora dopo la straripante doppietta nel derby monegasco del Louis II, dove forse abbiamo ammirato, per atteggiamento e qualità non fine a sé stessa, il miglior Balotelli del biennio Nizza. Ecco perché, partendo dalle sue statistiche annuali, abbiamo deciso di analizzare Super Mario in quattro punti fondamentali durante la partita contro il Monaco, proprio per metterne in luce il temperamento e la saggezza tattica che ha saputo inglobare nel bagaglio tecnico e fisico e per la quale risulta ancora come uno dei migliori attaccanti europei.

SITUAZIONE 1: SENSO DEL GOL

Che Balotelli sia dotato di un incredibile senso del gol risulta palese e scontato, anche se in quest’azione è da ammirare la bravura ed il fisico con la quale riesce a destreggiarsi nei confronti di Kamil Glik, uno dei migliori difensori di Ligue 1 nonché un vero e proprio mastino in area di rigore (7.1 spazzate a partita):

Balotelli parte da dietro.

Aiutandosi, con mestiere, riesce ad anticipare Glik per il pareggio del Nizza al 47′.

Di gol così, in campionato, Balotelli ne ha siglati davvero tanti: guardando solo ed esclusivamente i numeri, in Ligue 1, dove Mario è stato maggiormente utilizzato, ha siglato 27 gol in 33 presenze (media gol 1,22), con una valutazione media del 7,13 (6,98 lo scorso anno/7,28 quest’anno). Il dato che colpisce di più, vista la caratura del giocatore e l’attenzione difensiva degli avversari, sono i tiri a partita che Balotelli riesce a concludere verso la porta, con una media che si assestava intorno ai 3 lo scorso anno (3.3) e sfiora i 4 quest’anno (3.8). Tantissimo per un giocatore capace di tirare da qualsiasi posizione.

Così come per il gol del pareggio, anche la realizzazione del provvisorio vantaggio nizzardo è frutto di una grande lettura da parte di Balotelli, che parte in profondità conoscendo a memoria le caratteristiche di un centrocampista come Seri, abile nel servire assist tra le linee:

Il passaggio di Seri a Balotelli che permette al Nizza di marcare il secondo gol.

SITUAZIONE 2: POSIZIONAMENTO

Ciò che invece suona molto più nuovo riguarda la posizione in campo di Balotelli, che spesso durante la partita con il Monaco si è piazzato, da ala, sulla sinistra del tridente d’attacco, in modo da poter essere più incisivo nella rifinitura del gioco o nelle ripartenze veloci di Plea e Saint-Maximin, due giocatori di gran lunga più rapidi dell’italiano.

Balotelli, smarcato, riceve palla sul versante sinistro da Dante.

Provando così a lanciare Plea che di poco fallirà l’aggancio con la palla.

Anche dal punto di vista difensivo, la posizione di Balotelli è rimasta per lunghi tratti quella di ala sinistra, in modo da poter scalare e difendere sul contrattacco avversario cercando di recuperare palla personalmente o di ricevere quelle recuperate dai compagni, per ripartire più velocemente o per guadagnare metri importanti in caso di vantaggio (come negli ultimi minuti di partita).

Come si posizionava Balotelli in fase di copertura.

Per l’appunto, anche negli ultimi minuti, l’apporto difensivo è stato sempre lo stesso, con Dante che, una volta recuperata la palla, scaricava su Balotelli per permettere ai suoi di rifiatare e di guadagnare terreno, come qui sotto:

Durante l’ultimo quarto d’ora di partita.

Dante recupera e scarica su Balotelli.

Qui entrano in gioco le qualità di giocoliere di Balotelli, che è abile nel portarsi la palla sull’esterno, nel perdere tempo, permettendo al Nizza di usufruire di una rimessa laterale per alzare il baricentro.

 SITUAZIONE 3: ATTITUDINE ALLA COPERTURA E SENSO DELLA POSIZIONE

 È nell’attitudine che notiamo il vero cambiamento di Balotelli, che non si è risparmiato per rientrare e difendere sui portatori di palla: spesso, proprio per questa pigrizia tattica, in Italia è sempre stato etichettato come un giocatore svogliato, che in tantissimi momenti della partita preferiva restare isolato nella metà campo avversaria piuttosto che tornare per aiutare i suoi. È qui che forse la prima versione di Balotelli lascia spazio alla seconda, con un giocatore capace di rientrare, di svolgere funzioni di regia o semplicemente di copertura delle linee di passaggio avversarie.

Corsa di 40 metri per andare a recuperare l’avversario dopo un fraseggio errato.

Negli ultimi minuti di partita, copertura preventiva nella quale il Nizza recupererà palla proprio grazie al suo numero 9.

 O, come in questo caso, raddoppio sulla fascia: 

 

 MATURAZIONE TATTICA

Il lavoro che Lucien Favre ha fatto sul ragazzo prima e sul giocatore poi è stato uno degli aspetti più sottovalutati dalla critica, sopratutto per la tendenza ad osservare Balotelli come un icona pop e non come un giocatore che a 27 anni aveva bisogno di un periodo di tranquillità e progresso calcistico che dovrà proiettarlo in quello che sarà l’ultimo grande periodo della sua carriera, che in un calciatore è solitamente il quinquennio tra i 26/27 ed i 32/33 anni: qui un atleta come Cristiano Ronaldo ha raccolto i frutti di tutta la sua carriera ed è per questo che per un giocatore come Balotelli non è ancora detta l’ultima parola. Lo scorso anno ha ripagato la fiducia di tutto il Nizza a suon di gol, ma in alcuni momenti poteva sembrare una presenza ingombrante per i suoi compagni piuttosto che un aiuto: era dal 2010 che Balotelli non giocava due stagioni consecutive nello stesso club ed è questo che lo ha aiutato ad avere maggior serenità e ad integrarsi ancor di più nel progetto Nizza. Ad oggi è un giocatore che si è rilanciato, è una guida per i giovani compagni di squadra ed è la luce primaria del team, anche come attitudine al sacrificio. Possiamo definirlo un giocatore completo? Presto per dirlo, ma sta sicuramente lavorando e migliorando quelli che erano i suoi aspetti peggiori che gli hanno fatto perdere del tempo importante. Ha saputo rifondarsi dall’interno, un po’ come dovrebbe fare la nostra nazionale. Magari ripartendo insieme?