Ennesima vittoria per il Milan. 3 punti preziosi, 3 punti fondamentali. Sesto posto agguantato e Sampdoria sconfitta grazie ad una prestazione davvero imponente, non solo sul piano fisico. I rossoneri trionfano meritatamente in una serata che, dopo il rigore sbagliato da Rodríguez e il gol annullato a Bonucci, sembrava poter prendere una brutta piega, e invece i ragazzi di Gattuso sono andati quasi oltre quelle leggi del calcio non scritte. L’Europa adesso è lì, come lo sarà anche giovedì nella gara di ritorno contro il Ludogorets. E dopo la prestazione vista ieri, impossibile negare che questo Milan ha le carte in regola per provare addirittura una rimonta ancora più emozionante: l’Inter e il quarto posto distano solo 7 punti.

IL NEO-MILAN

Bastano solo pochi minuti per capire che i padroni di casa son sempre più affamati e motivati a vincere. Di fatti vincere aiuta sempre a vincere appunto, e questa striscia positiva rossonera, iniziata diverse settimane fa, sembra non aver fine. Bonucci e compagni corrono. Corrono parecchio. Rivitalizzati da un tecnico che sta lavorando nel modo giusto per tirar fuori da questa squadra il meglio possibile. E se sotto il punto di vista fisico il Milan sta bene, non si può non dire con certezza lo stesso anche a livello mentale. Una grinta e una determinazione impressionante. Gli errori e gli ostacoli vengono ora superati sempre più facilmente, alla ricerca di un qualcosa che richiede l’assenza di timore e paura, vedasi il rigore sbagliato o il gol annullato (episodi che possono essere frustranti per un giocatore). Dal gol di Bonaventura, leader indiscusso e uomo immagine di questo Milan, alle parate di Donnarumma,  sempre più tranquillo specialmente dopo il confronto avuto con i tifosi giovedì scorso. Il Milan c’è e questo fa notizia dopo il brutto avvio di stagione.

La squadra di Milano si sta dimostrando sempre più compatta, sempre più valorosa. Quei valori sostenuti dai tifosi stessi, consapevoli che adesso la vera remuntada (quella con capolinea Champions) appare realmente possibile. I cori di fine gara rivolti ai cugini nerazzurri ne sono la prova. L’entusiasmo ritrovato sta portando buoni risultati e molti ne danno merito a quel signore seduto lì in panchina: Gennaro Gattuso. Lui che sta dando molto più a livello emotivo perché ben esperto di questo ambiente, lui che sta facendo infiltrazioni di proprio calcio in un Milan che appariva in stato di shock.

Suso macina km come sempre, ma adesso anche nella propria metà campo, dove si rende disponibile per aiutare i compagni. E che talento quando ha il pallone tra i piedi. Çalhanoğlu stesso si entusiasma, si diverte come un ragazzino e si destreggia in maniera spettacolare quando entra negli ultimi 30 metri. Anche Montolivo appare un altro giocatore, più determinato e più propenso a giocate fondamentali per il fraseggio e per le verticalizzazioni del pallone. Insomma, tanti punti positivi per un Milan che fino a qualche tempo fa pareva avere quasi solo aspetti negativi. Il lavoro sta pagando, e i risultati lo dimostrano.

 

INNOCUI

Strano ma vero, la Samp non graffia mai durante la partita. La squadra di Giampaolo è piuttosto bloccata dall’aggressività del Milan, infatti l’unica occasione degna di nota è avvenuta quasi a tempo scaduto. Certamente se fosse stato dato il presunto rigore sul mani di Calabria, che comunque resta un dubbio, si sarebbe parlato di un’altra partita e probabilmente di un’altra Sampdoria; purtroppo però con i se e con i ma non si fa la storia. I genovesi soffrono eccessivamente i cambi di gioco rossoneri, che in tutto saranno stati una decina, lasciando così tanto spazio ai rossoneri per manovrare. I terzini non girano e spesso hanno bisogno del raddoppio per fermare uno tra Calhanoglu, Suso, Calabria o Bonaventura. È proprio sulle fasce, con un rigore procurato, una rete e tante altre occasioni, che la partita si è decisa. Molto male Murru che procura un rigore ingenuamente e si perde Calabria sul gol vittoria rossonero.

L’inoffensività Doriana è data soprattutto da una linea offensiva troppo alta. Ramirez si è posizionato sulla stessa linea di Quagliarella e Zapata, lasciando il compito di manovrare ad uno tra Torreira, Barreto o Linetty. È mancata proprio quella densità a centrocampo che poteva creare confusione per i rossoneri, invece la soluzione più frequente è stata imbeccare una della due punte con un lancio lungo per far partire da lì l’azione.

Nonostante il secondo tempo fosse iniziato con una verve migliore rispetto al secondo tempo, i cambi, forse anche troppo affrettati, non hanno portato i risultati sperati. Soprattutto Caprari che, entrato al 54′, si è fatto notare solo con quel gol divorato nel recupero; Zapata poteva restare un po’ di più in campo per dare maggior fisicità e sostanza nei frequenti lanci lunghi doriani. Lo stesso si può dire di Kownacki, un vero e proprio fantasma che vagava per il campo cercando invano un pallone da raccogliere, senza però arretrare per dare supporto ad un centrocampo in difficoltà. A proposito di centrocampo proprio Verre non riesce a risolvere i problemi subentrando a Barreto, ma anzi sembra quasi un pesce fuor d’acqua.

La Sampdoria così interrompe la striscia di 5 risultati utili consecutivi conditi da 3 vittorie e viene agganciato dal Milan. L’obiettivo Europa League diventa così a rischio. La sconfitta del Toro nel derby della Mole e il pareggio di Atalanta e Fiorentina poteva essere una buona opportunità da cogliere per allungare. È senza dubbio però che Giampaolo abbia dovuto affrontare uno dei migliori Milan della stagione, molto più pronto fisicamente rispetto agli spenti doriani. La corsa all’Europa League resta non sarà assolutamente una passeggiata con i prossimi 4 incontri immancabilmente decisivi contro Udinese, Atalanta, Crotone e Inter. Giampaolo dovrà ritrovare la forma e una motivazione più forte per scuotere una squadra che in alcuni incontri, anche decisivi, sembra stranamente spenta.

PAGELLE MILAN

Donnarumma: 6,5

Calabria: 6,5

Bonucci: 6,5

Romagnoli: 6

Rodríguez: 5,5

Montolivo: 6,5

Locatelli (Dal minuto 85): sv

Biglia: 6

Bonaventura: 7

Suso: 6,5

Cutrone: 6 

André Silva (Dal minuto 73): 6,5

Calhanoglu: 6,5

Gattuso: 7 Trasmette tutta la sua carica ai propri ragazzi, motivandoli a giocare come se ci fosse anche lui in campo. Ora come ora si sta rivelando il miglior allenatore possibile su questa panchina, alla faccia delle critiche iniziali.

Il migliore: Bonaventura. L’ex Atalanta gioca una partita strepitosa, sia fisicamente che emotivamente. Si tratta di un giocatore che se è in giornata diventa davvero inarrestabile, perché dove non arriva con la tecnica, ci pensa con lo spirito. Può esser lui l’uomo immagine del momento che sta attraversando la squadra rossonera.

Il peggiore: Rodríguez. Difficile definirlo il peggiore, più che altro il meno brillante diciamo. La sua prestazione è figlia del rigore sbagliato a inizio gara. Un rigore che però non pareva calciato così male a dire la verità…

PAGELLE SAMPDORIA

Viviano: 7

Bereszynski: 5,5

Silvestre: 6

Ferrari: 6

Murru: 4,5

Linetty: 5,5

Torreira: 6

Barreto: 5

Verre (dal minuto 55): 5

Ramirez: 5,5

Kownacki (dal minuto 73): 5,5

Quagliarella: 6

Zapata: 5,5

Caprari (dal minuto 54): 5

Giampaolo 5: preso alla sprovvista dall’aggressività del Milan. Riesce a svegliare i suoi durante l’intervallo ma disfa tutto con l’eccessiva frenesia con cui ha gestito i cambi. Da capire la scelta di mettere Caprari per Zapata al 55′ e soprattutto quella di posizionare Ramirez insieme a Zapata e Quagliarella.

Il migliore: ovviamente è Emiliano Viviano. Il portiere fiorentino ha tenuto da subito in gara la Sampdoria con il terzo rigore parato consecutivamente. In una serata grigia per i compagni, Viviano fa il possibile per evitare il tracollo. Un po’ rivedibile sul gol di Bonaventura, ma alla fine va premiato per la parata sugli undici metri.

Il peggiore: l’ex Cagliari Murru avrà preso probabilmente qualcosa per il mal di testa a fine partita. Soffre incredibilmente Calabria e Suso, al punto che lo spagnolo lo salta come se fosse un birillo. Il braccio largo in occasione del rigore è un’errore quasi imperdonabile, può solo ringraziare Viviano per non aver inciso ancora più negativamente con la sua prestazione.

A cura di Matteo Zorloni e Francesco Foria.