Come ben si sa, nella notte tra domenica e lunedì, ora italiana s’intende, sono stati assegnanti i prestigiosi Academy Awards, i premi Oscar. Prendendo spunto dalla famosissima rassegna cinematografica, colgo l’occasione per assegnare i miei personalissimi premi Oscar adattati al gioco più bello del mondo: il calcio. Questo giochino offre lo spunto perfetto per riflettere sull’anno appena trascorso del nostro calcio, andando a vedere chi sono stati gli assoluti protagonisti. Andiamo dunque a vedere i vari premi, che ovviamente ricalcano gli originali, andando a contestualizzarsi però ovviamente alla Serie A.

MIGLIOR FILM – JUVENTUS

Col premio al miglior film omaggiamo la migliore squadra, che non può che essere la Juventus. Uno scudetto vinto, il trionfo in Coppa Italia, una finale di Champions League e la corsa col Napoli al settimo scudetto consecutivo. Al di là di come finirà questo campionato, il 2017 dei bianconeri è stato strepitoso. Allegri è riuscito a tenere per l’ennesima volta la squadra sul pezzo e ci sta riuscendo tutt’ora, quando il rischio di avere la pancia piena si fa sempre più possibile. I frequenti cambiamenti tattici, la mobilità tra titolari e riserve, la continua fame di vittorie: tutti elementi che fanno della Juventus una squadra praticamente perfetta. Anche quest’anno la Vecchia Signora ha saputo reinventarsi, virando su un 4-3-3 che ha valorizzato la qualità del centrocampo. Ha saputo rimediare alle tantissime assenze che hanno contrassegnato l’annata, ha saputo riprendersi dalla batosta di Cardiff che avrebbe affossato qualsiasi altra squadra. La Juventus si è dimostrata più forte di tutti, per l’ennesima volta, e vuole dimostrarlo anche in questo 2018 battendo la squadra più forte che ha incontrato in questi ultimi anni: il Napoli.

MIGLIORE REGIA – GIAN PIERO GASPERINI

Il regista di una squadra di calcio è sicuramente l’allenatore, e come migliore allenatore mi sento di premiare il Gasp. La concorrenza in questo campo era molta, con Allegri e Sarri sconfitti di lusso. Ma il lavoro di Gasperini all’Atalanta non ha eguali. Ha creato in un solo anno una realtà bellissima, fatta di giovani talenti e di giocatori rilanciati. Ha praticamente creato dal nulla una nuova big del nostro campionato, facendo sfracelli in Italia e impressionando anche in Europa. Il quarto posto in campionato, i sedicesimi di Europa League, giocati a testa altissima contro una delle squadre più forti, e una semifinale di Coppa Italia. Risultati sicuramente insperati da qualsiasi tifoso atalantino prima dell’avvento del Gasp. Raramente come in questo caso la squadra è il riflesso del lavoro dell’allenatore. Una squadra che ha saputo sopperire alla partenza di pezzi da novanta come Kessie, Gagliardini e Conti. Una squadra che gioca a calcio su qualunque campo, contro qualsiasi squadra. Una squadra che rappresenta una bellissima favola e testimonia l’eccezionale lavoro del suo allenatore.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA – CIRO IMMOBILE

Probabilmente è stata la scelta più ardua. Ho deciso di assegnare la statuetta al bomber della Lazio non solo per il numero impressionante di gol realizzati ma, soprattutto, per il modo in cui si è caricato sulle spalle la squadra. Ciro, più di altri giocatori come ad esempio Mertens e Higuain, è stato in quest’anno solare il vero e proprio metronomo tecnico-tattico dei biancocelesti. Dalle prestazioni di Immobile spesso sono dipese le fortune dei capitolini e come nessun altro giocatore di Serie A si è dimostrato decisivo per la sua squadra. Inzaghi ha creato una grande squadra, certamente, ma l’esplosione del bomber napoletano ha reso tutto molto più facile, sia a livello realizzativo che a livello tattico. Poi bhe, 39 gol nel 2017 in tutte le competizioni. Nessuno come lui in Italia. Numero stratosferici per un attaccante fortissimo.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA – ALLAN

In questa categoria premio il giocatore non protagonista, ossia quello che col suo lavoro oscuro si rivela fondamentale per la propria squadra. A tal proposito non si può non premiare Allan. Nel Napoli dei tre folletti e di capitan Hamsik sicuramente non ruba la scena, ma il brasiliano è un giocatore fortissimo e preziosissimo. Vero e proprio padrone del centrocampo partenopeo, riesce a imporsi in ogni partita, lavorando ardentemente in fase di non possesso e conferendo quel delicato equlibrio tattico in fase di costruzione. Corre, lotta, non molla un centimetro. Ogni tanto si concede anche il lusso del gol. Sicuramente non ruberà la scena, ma il Napoli non può assolutamente fare a meno di lui.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO – ROMA

In questa categoria si omaggia la migliore storia breve di questo 2017. Do questo premio quindi alla Roma per l’eccezionale, e decisamente inaspettato, percorso in Champions League. L’avventura europea giallorossa è stata probabilmente la più grossa sorpresa di questo 2017. Partita per sconfitta ai nastri di partenza in un girone della morte con Atletico Madrid e Chelsea, gli uomini di Di Francesco non solo sono riusciti a qualificarsi, ma hanno addirittura vinto il girone. Il 3-0 casalingo con il Chelsea rimarrà sicuramente una perla nel curriculum europeo dei giallorossi, così come la strepitosa rimonta a Stanford Bridge, parzialmente vanificata solo dallo sciagurato svarione difensivo di Jesus su Hazard. Nonostante il resto della stagione non si stia rivelando positivo, il percorso nel girone di Champions League rimarrà una grande impresa dei giallorossi.

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE – FEDERICO CHIESA

I film d’animazione sono tipicamente destinati ad un pubblico di bassa età e dunque ho deciso, per analogia, di dare questo premio al miglior giovane del 2017. Nonostante un’agguerrita concorrenza premio il giovane viola perché è davvero stato un fulmine a ciel sereno. Paulo Sousa lo ha lanciato dal nulla e lui, piano piano, si è conquistato un posto da titolare sulla fascia. Quest’anno con Pioli è avanzato e ha trovato anche un buon feeling col gol. Nonostante le molte difficoltà dei viola, Chiesa riesce sempre a mettersi in risalto, a spiccare sugli altri. Tra le molte stelle nascenti del nostro campionato, lui è sicuramente una delle più luminose.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI – NAPOLI

Questo premio non poteva non essere della squadra che mette in mostra il miglior calcio d’Italia. La squadra di Sarri è un meccanismo perfetto, in cui ogni pedina svolge al meglio il proprio lavoro. Il risultato è un’armonia d’insieme che si traduce in un gioco meraviglioso. Squadra compatta, scambi stretti, triangoli veloci. Tutti giocano il pallone, ogni giocatore si muove continuamente per far trovare ai compagni linee di passaggio. Un gioco fresco, vivace e ipnotico. Un vero e proprio mal di testa per gli avversari, una goduria per gli spettatori. Gli effetti speciali del Napoli sono semplicemente straordinari.

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA – LUIS ALBERTO

Con questo premio si valorizza il giocatore che nel 2017 è riuscito a compiere una straordinaria metamorfosi che lo ha reso un calciatore completamente diverso dagli anni passati. È certamente il caso di Luis Alberto, bollato precocemente come flop e che ha saputo prendersi la propria rivincita. Complimenti a Tare che ci ha creduto, complimenti a Inzaghi che ha saputo valorizzarsi. Compimenti soprattutto a lui che non si è lasciato intimorire dalle critiche e ha saputo aspettare il proprio momento. Il Luis Alberto del 2017, più che altro della seconda metà, è un giocatore straordinario, perfetto interprete di quel ruolo di trequartista che ormai sta scomparendo. Una poesia per gli occhi le sue giocate di fino, una magia vederlo palla al piede. Luis Alberto in questo 2017 è riuscito ad acconciarsi da vero e proprio top player.

MIGLIOR SCENOGRAFIA – IGLI TARE

Qui premiamo gli uomini capaci di allestire il miglior contesto di squadra possibile, dunque i direttori sportivi. Vince il DS della Lazio per diversi motivi. Innanzitutto per la capacità di piazzare cessioni incredibile, come quella di Hoedt a 18 milioni e di Biglia a 20 in scadenza. Grande plauso anche per essere riuscito a trarre profitto dagli addii dell’argentino e di Keita, nonostante potessero andare in scadenza e salutare a zero. Mercato in entrata positivo, con gli innesti di Marusic e Lucas Leiva soprattutto. Pezzi da novanta trattenuti, su tutti sicuramente Milinkovic-Savic. Igli Tare ha dimostrato a tutti come deve saper lavorare un buon DS.

MIGLIOR FOTOGRAFIA – FRANCESCO TOTTI

La fotografia più bella sicuramente l’ha regalata Francesco Totti, nel giorno del suo addio. Il suo saluto in lacrime alla sua gente resterà una cartolina indelebile nella storia del calcio. L’ultimo atto di una bellissima storia d’amore, culminata in un trionfo di lacrime e commozione. Al di là dei colori, vedere un campione come Totti non riuscire a staccarsi dall’ultimo pallone da lanciare verso la curva, non riuscire ad abbandonare quel prato verde su cui è cresciuto e non riuscire a congedarsi da quel popolo che l’ha amato sempre e incondizionatamente deve aver fatto stringere il cuore a molti. Premiamo dunque questa foto, perché rappresenta il calcio che ci piace, quello che esprime emozioni vere.

PREMIO OSCAR ALLA CARRIERA – GIANLUIGI BUFFON

In quello che forse è stato uno degli anni più complicati della sua splendida carriera, scelgo comunque di premiare un campione eccezionale come Gianluigi Buffon. Nel 2017 ha dovuto digerire un’altra finale di Champions League persa e una clamorosa eliminazione che gli ha tolto la possibilità di giocarsi l’ultimo mondiale. Gigi però ci ha sempre messo la faccia, da vero uomo qual è. Forse il 2017 non sarà stato un anno da incorniciare, ma ha dato l’ennesima testimonianza dell’eccezionale valore morale di un campione dentro e fuori dal campo.

MIGLIOR FILM STRANIERO – MONACO

Chiudiamo questa rassegna con un premio fuori dai confini nazionali. Premiao come migliore squadra straniera il Monaco, artefice di un 2017 davvero straordinario. Una clamorosa semifinale di Champions League, ma soprattutto un inatteso trionfo in campionato, che ha spezzato il dominio del PSG. I monegaschi hanno regalato al mondo una straordinaria favola, che ha dimostrato come le idee e la programmazione possano battere anche i miliardi spesi dalle grandissime squadre. Il tutto con una rosa giovanissima, guidata da un allenatore straordinario.