Quando si crede di essere arrivati al traguardo stagionale capita spesso di sentirsi sazi, appagati e dunque ci si ritiene meritevoli di riposo. Può sembrare giusto, ma se questa pausa avviene troppo presto c’è poi il rischio di veder svanire quel traguardo. È il caso, tra i tanti, del Chievo, risucchiato nella corsa alla salvezza a seguito di un periodaccio che ha compromesso tutto ciò che di buono è stato fatto ad inizio stagione. Ovviamente i fattori dell’improvvisa caduta sono molteplici: tra questi spicca ovviamente l’attitudine mentale dopo l’undicesimo posto, con dietro un gran gruppo a combattere per restare.

L’EFFETTO COLLATERALE DELLA VACANZA

Partendo proprio da quell’undicesimo posto alla 14ma giornata scaturito dalla vittoria contro la Spal, il Chievo è entrato in una sorta di spirale autodistruttiva. Dopo quella vittoria c’è stata la debacle di San Siro contro l’Inter e poi l’impresa del pareggio contro la Roma in casa. Di lì in poi il relax del Chievo ha compromesso tutto: 15 partite disputate, solo 2 vittorie e 2 pareggi. Il resto sono 11 sconfitte che pesano tantissimo poiché il vantaggio di 10 punti rispetto alla zona retrocessione alla 14ma giornata si è ridotto a soli 2 punti. Il Chievo ora è al 15mo posto all’interno di un gruppone. Il calendario non è affatto facile, con lo scontro diretto con la Spal e la doppia sfida ravvicinata con Inter e Roma. Poi Crotone, Bologna e infine Benevento, con cui giocarsi tutto.

EVITARE STRAVOLGIMENTI

Il rischio di un esonero è rientrato, e non ci può essere una migliore notizia per il Chievo. Cambiare attualmente Maran potrebbe essere una soluzione avventata. Non c’è abbastanza tempo per poter cambiare le cose in corso d’opera. Un allenatore che conosce così bene l’ambiente e le sue necessità non può essere allontanato così. Poteva essere fatto molte giornate fa, senza usare come motivazione la sconfitta all’ultimo con il Napoli dopo la vittoria contro la Sampdoria. Sarebbe stato quel tipo di ingenuità che poteva costare molto caro alla società clivense. Inoltre va fatto tesoro dell’esperienza del Crotone dell’anno passato, che ha trattenuto Nicola fino alla fine conquistando un’insperata salvezza. Ovviamente la situazione non è alla pari dei calabresi dell’anno scorso, ma il messaggio da far trapelare è soprattutto quello. Alla fine dei conti, se il Chievo aveva conquistato così tanto ad inizio stagione, i meriti vanno dati certamente a Maran.

ETÀ

Nonostante il gioco del Chievo sia piuttosto conservativo, un calo fisico e mentale è molto plausibile vista l’età della rosa a disposizione di Maran. Il Chievo è la squadra con l’età media più alta in campo, alzata ovviamente dallo zoccolo duro di Over 30. Dunque un calo può sembrare fisiologico alla lunga, soprattutto quando si crede di aver raggiunto il proprio traguardo stagionale. Gobbi, Cesar, Gamberini e Dainelli superano tutti i 35 anni. In difesa, tra i più “giovani”, ci sono Tomovic e Cacciatore, rispettivamente di 30 e 31 anni. Una difesa dunque anziana che tiene ancora botta grazie soprattutto all’esperienza ma che deve alcune volte sottomettersi al proprio fisico. Il calo fisico lo si può esplicare tranquillamente dando un occhio ai numeri. Nelle 17 giornate partite dalla cinquina dell’Inter, la difesa clivense ha subito ben 30 gol, dunque una media di 1,7 gol subiti a partita, una leggera flessione rispetto alle 12 partite precedenti, dove c’è una media di 1,5. Cambia tutto in attacco, dove nelle prime 12 partite si registra una media di 1,2 gol realizzati a partita, mentre dall’Inter in poi la media è di 0,7.

Dunque gli innesti di Depaoli e Bani sono nuova linfa che deve essere valorizzata. Una piccola rivoluzione nel Chievo dovrebbe esserci, cambiare la propria matrice di squadra vecchia sarebbe una scelta più che giusta. Oltre ai 2 giovani già citati, qualche buona pista c’è, come Bastien oppure il futuro sostituto di Inglese: Mariusz Stepinski. Proprio il polacco potrebbe essere l’arma in più per questo finale di stagione turbolento che probabilmente il Chievo supererà come ogni anno. Dopotutto se è dal 2008-09 che, nonostante qualche relax di troppo e qualche rischio, non retrocedono, un motivo ci sarà.