David Wagner è un allenatore profondamente ispirato. Un tecnico metà americano e metà tedesco che ha tutti i connotati per essere un personaggio amato dal pubblico. E in effetti lo è per diversi motivi: dalla competenza calcistica al metodo di allenamento passando per l’amicizia con Klopp (potente alleato per la visibilità mediatica).Incomparabile con l’altro Wagner (quello della Cavalcata delle Valchirie), l’allenatore dell’Huddersfield ha prima promosso e poi traghettato i Terries verso una salvezza che, a meno di capitomboli finali, nonostante le complicazioni recenti è attualmente raggiunta.

Pare anche che lui e Klopp abbiano lo stesso paia di occhiali

Wagner, come molti colleghi tedeschi, è uno della generazione cosiddetta laptop manager, perchè complessivamente dediti all’impostazione tattica e al lavoro sul campo perennemente accompagnati dall’utilizzo del computer. Una modalità resa famosa da Jurgen Klopp (forse il più vincente insieme al ct della Germania Loew) fin da quando era al Borussia Dortmund. Sono allenatori, in pratica, che viaggiano fra l’innovativo e il caduco, tra una forma progressista e interdisciplinare e la palese inesperienza in merito al lavoro tradizionale e, più specificatamente, europeo. Perchè nonostante questa speciale categoria di tecnici sia un’esclusiva tutta deutch, lo stile e il metodo sono comunque di profonda ispirazione americana. E Wagner, non a caso, è un po’ l’uno e un po’ l’altro.

Una foto d’archivio che testimonia la profonda amicizia che lega Klopp e Wagner. Qui, i due ai tempi del Mainz

CAMPO

Al di là dei discorsi su management, computer e big data, David Wagner i successi li ha tutti ottenuti col lavoro sul campo e con la convinzione che il proprio sistema funzionasse. E così, dopo, aver acquistato ben tredici giocatori in una sola campagna acquisti, sull’onda di quanto fatto da Klopp con i suoi giocatori ai tempi del Magonza, Wagner ha trascinato l’intero organico dell’Huddersfield in Svezia per fare quello che da sempre hanno fatto boy scout e gruppi di amici: vivere nei boschi, contatto con la natura, socializzazione, camp out.

Un metodo che secondo Wagner avrebbe aiutato i nuovi ad inserirsi e a rendere il gruppo più solido, cimentando le varie conoscenze e provando a costruire una base di relazioni meta calcistiche. Un metodo che ha creato, alla fine, un gruppo profondamente solido e anche vincente, che è riuscito nell’impresa di tornare nella massima divisione del campionato inglese dopo 45 anni. Infatti, l’ultima volta che l’Huddersfiled comparve nella First Division inglese era il 1972, e il fatto che Wagner abbia riportato una squadra così antica (109 anni di storia) e talmente dimenticata nel massimo panorama calcistico europeo ha aiutato a definire la figura del tecnico di Gensheim en Rein a essere un’icona nel West Yorkshire.

A Wagner piacciono le partenze: in agosto è stato subito premiato come “Manager of the Month”

Wagner è arrivato in Inghilterra dopo ben quattro anni passati a Dortmund ad allenare il Borussia Dortmund II, comunemente nota come “squadra delle riserve”. E’ proprio lì che l’allenatore tedesco-americano ha appreso i metodi gestionali e tecnici del più fortunato collega ora al Liverpool. L’anno scorso, dopo una sola stagione di Championship alle spalle, Wagner arrivò quinto nella seconda divisione inglese, costretto dunque ad affrontare i beceri ed estenuanti play-off di categoria. Eppure, l’Huddersfield aveva fatto bene per tutta la stagione, avendo certamente i suoi alti e bassi ma partendo fin da subito in sordina, con un inizio di campionato che a fine settembre (si inizia i primi di agosto) non aveva saputo il significato della parola sconfitta. Per tanto, la finale dei play-off vinta contro il Reading di Jaap Stam ha regalato al popolo di Huddersfield la tanto ambita promozione.

CAMPIONATO

I progressi compiuti da Wagner nel corso dello scorso campionato si sono confermati quest’anno, con la squadra che sotto l’egida del suo allenatore è attualmente fuori dalla zona retrocessione e si è tolta non poche soddisfazioni. Su tutte, quella di battere il Manchester United (facendo un gran favore all’amico Klopp).

Dopo un periodo più che nero a novembre in cui erano arrivati solo tre punti in sei gare, l’Huddersfield si è ripreso e ha ricominciato a fare punti. Di conseguenza, visto una nuova fase di arresa delle prestazioni a gennaio (14 gol presi in 5 partite e 0 punti fatti) è stato evidente che la squadra ha affrontato vari up and down nel corso della stagione, dato che anche dopo la sessione cupa di inizio 2018 sono arrivati risultati convincenti e una sortita in classifica niente male. Definizione: altalenante. Oggi, l’Huddersfield Town – dove gioca anche Tom Ince, figlio di Paul – viene da un periodo non troppo lucido e la salvezza, per quanto non manchi molto alla fine del campionato, non è proprio dietro l’angolo. A quota trentadue punti, Wagner ha cambiato modulo nelle ultime tre partite, passando dall’usuale 4-2-3-1 a un più solido 4-4-2, schema con cui i Terries, tuttavia, non hanno avuto una gran facilità nel trovare la via del gol. Eppure Wagner rimane in Inghilterra un apprezzatissimo tecnico con delle idee particolarmente prospettiche, che magari, con una rosa di miglior qualità, potrebbe anche brevettare come vincenti in contesti più privilegiati.