Ormai è diventato un dato di fatto, un qualcosa di evidente, chiaro a tutti. Il Sassuolo ha un nuovo talento in vetrina, ormai già da qualche mese sotto la lente d’ingrandimento dei top club italiani – ma anche qualche squadra all’estero sta osservando con attenzione – e per l’ennesima volta la società neroverde potrebbe regalarsi una plusvalenza mastodontica. Matteo Politano continua a convincere, a crescere e a dar sfogo alle sue immense qualità atletiche ma soprattutto tecniche. Anche oggi contro il Benevento ha salvato la faccia della sua squadra, che è riuscita soltanto a portare a casa un punto e a dividere la posta in palio con una squadra che aveva ancora il numero zero nella casella dei punti ottenuti in trasferta. Una doppietta, che lo porta a raggiungere quota 7 gol stagionali, già due in più rispetto allo scorso anno nonostante abbia giocato meno partite.

IL FARO

Politano sta tenendo su la baracca di Mister Iachini, che non è riuscito a dare una scossa così vigorosa come ci si poteva aspettare, rimanendo sempre in bilico tra la zona franca e quella da bollino rosso, a ridosso della zona retrocessione; se la difesa continua ad essere retta da Acerbi ed il centrocampo non ha trovato un degno erede di quel Pellegrini che tanto lavorava tra fase di recupero palla e di impostazione, anche davanti non è che il Sassuolo se la passi bene: Matri e Babacar segnano poco, Berardi sta continuando a rimandare il suo appuntamento con l’esplosione che lo porterebbe a diventare quel giocatore che tutti aspettavano, dunque uno dei pochi che può dare quel qualcosa in più al Sassuolo è proprio Politano.

Il classe 1993 nato calcisticamente nel settore giovanile della Roma – nettamente il più prolifico negli ultimi anni – è per distacco il giocatore più forte ed influente della rosa neroverde, sia perché è decisivo in fase realizzativa, sia perchè riesce a comparire molto spesso anche nella categoria assist-man; esterno d’attacco puro, capace di partire dalla fascia sinistra per scatenare la forza e la precisione del suo piede destro: sia per l’aspetto fisico che per quello calcistico ricorda molto Lorenzo Insigne (un caso che proprio il Napoli si sia sempre interessato tantissimo al suo acquisto?), anche se, rispetto al talento partenopeo, è meno tecnico ma più frizzante per quanto riguarda lo scatto nei primi 10 metri. Calcia bene con entrambi i piedi, sia con potenza che con precisione.

La stessa qualità che gli ha permesso di segnare un bellissimo gol contro il Milan soltanto una settimana fa, cogliendo di sorpresa un portiere di notevole caratura quale Gigio Donnarumma, e con il quale è riuscito a regalare un punto insperato al suo Sassuolo sul campo di San Siro.

FUTURO DA PROTAGONISTA

La crescita di Politano è oggi un dato oggettivo: se – come detto in precedenza – il piccolo romano nasce come esterno d’attacco, oggi sta pian piano imparando ad agire anche come seconda punta nel 3-5-2 di Iachini, sia affiancando un attaccante più fisico come Babacar, ma anche accanto a Berardi, dunque formando una coppia meno fisica ma ricca di talento. Duttilità e voglia di emergere potrebbero essere le due armi in più in questo finale di stagione per Politano, che vorrà sfruttare ogni minima occasione per mettersi in mostra, in attesa della prossima finestra di mercato che potrebbe vederlo realmente come uno dei protagonisti principali.

Se già il Napoli aveva sondato il terreno a gennaio subito dopo il gran rifiuto di Simone Verdi, pare che anche la Juventus avesse messo gli occhi addosso a Politano: qualcuno parlò di semplice interesse mediatico, o un semplice modo per far lievitare il prezzo del cartellino, ma un nome del genere potrebbe far comodo anche ad una corazzata come quella bianconera. E perchè no, potrebbe anche interessare alle due romane: la Roma potrebbe riaccoglierlo come già ha fatto con Pellegrini, magari dandogli quella fascia in alternanza con Diego Perotti. O magari alla Lazio in caso di partenza di Felipe Anderson. Non starebbe male neanche in una delle due milanesi, specialmente in cui dovessero partire due come Suso e Perisic.

E se quello di Politano è un nome buono per qualsiasi squadra di medio-alto livello, allo stesso modo può diventarlo per la nazionale italiana: se è realtà quanto si dice riguardo l’utilizzo del 4-3-3 da parte del prossimo CT, Politano potrebbe essere un interprete eccezionale per questo genere di modulo. Con tutto il rispetto parlando, ma se trova spazio un giocatore di ottima qualità come Candreva, che però arriverebbe al prossimo mondiale all’età di 35 anni, perché non dovrebbe trovarne uno come Politano? In una nazionale che potrebbe avere Insigne come punto di riferimento tecnico, il nome di Politano potrebbe essere perfetto anche solo come vice Lorenzo il Magnifico. Magari sia a Napoli che in nazionale.

Oggi Politano ha il compito di salvare il suo Sassuolo, lasciarlo da eroe e costruirsi un nuovo capitolo che gli permetterebbe di far crescere in maniera esponenziale la sua carriera. Perché il vero gioiello neroverde oggi è lui, ha spodestato temporaneamente Berardi e ne ha preso il ruolo di gemma più preziosa.