Neanche il tempo di giocare Gara 2 che c’è già qualcuno che ha fatto parlare di sè. I Playoffs sono un momento ottimo per tirare fuori la partita dell’anno, soprattutto per il peso specifico che ogni singola prestazione assume nell’arco della serie e contestualmente dell’intera stagione.

Quindi diamo il bentornato a Serge Ibaka, fattore fondamentale della vittoria di Toronto sui Wizards in Gara 1. Abbiamo rivisto il congolese di passaporto spagnolo che spaventava la Western con la canotta di OKC e si diletta anche fuori dall’arco. Casey lo ha coinvolto nella maniera giusta, non utlizzandolo come riferimento nel pitturato ma portandolo spesso fuori dall’arco a dialogare con DeRozan. Un attacco molto fluido, ancor più accentuato nei minuti passati da Valnciunas in panchina, gestito ottimamente dal losangelino e con Ibaka vero protagonista. Ha veramente fatto di tutto: post, mid-range, triple dall’angolo, blocchi. Ha garantito gli spazi che una coppia tra lui e Valanciunas dovrebbe non avere, ha dato un nuovo senso al pick’n’pop di Toronto, blocchi perfetti. Vederlo a suo agio sul lato debole è piuttosto inaspettato ma se dovesse continuare così a Washington c’è da pensare su come contenerlo. Nel caso Marcus Morris sarebbe il profilo più adatto ma la prima uscita è andata male proprio sulle singole letture di gioco. Gortat potrebbe avere la stessa efficacia fuori dal pitturato? Ed i vari Anunoby, Miles, VanVleet, Wright chi li guarda?

Nella partita più bella del primo turno si è accesa ancora una volta la stella di Terry Rozier. Non sono i 23 punti o i liberi che hanno portato i C’s alla vittoria. è vederlo fare cose che non ti aspetti da uno entrato nella Lega come giocatore energico, buon difensore e basta. Il canestro del 47-44 è qualcosa accessibile ai Westbrook, agli Irving per rimanere a Boston, da oggi dobbiamo metterci anche Terry in lista. Non era entrato nella Lega come tiratore, oggi bisogna rispettarlo perchè punisce da fuori, vedi la tripla prima del canestro irreale di Middleton. La preparazione è già eccellente: aspetta il cronometro, crossover che separa Bledsoe, crea separazione, non chiude il palleggio, torna indietro e la mette. Gli ultimi 30 secondi dell’overtime li ha decisi lui, con i liberi e sporattutto con un rimbalzo clamoroso tolto dalle mani di Antetokounmpo. Proprio ora che mancano Irving e Smart serviva lui.

I Cavaliers si fanno sorprendere da Indiana e da Victor Oladipo. Oladipo in questa stagione ha sorpreso un po’ tutti a dire il vero. Arrivato come controparte per Paul George, ne ha praticamente preso il posto anche come prestazioni. Quest’anno è incontenibile in ISO, semplicemente nessuno che gli è stato davanti è riuscito a fermarlo. Dei suoi 32 punti almeno 16 sono arrivati da 1v1 in punta, un chiaro segnale di fiducia per tutto l’ambiente. Anche 4 steal a referto, una su Lebron. I Cavaliers sono sotto con la stessa squadra che l’anno scorso ha preso uno sweep senza troppi problemi. In serata James ha scoperto di aver perso per la prima volta in carriera la prima partita dei Playoffs, interrompendo una streak durata 12 anni. Non è bastata una tripla doppia a svegliare (letteralmente) i suoi compagni, il resto del quintetto ha messo insieme 25 punti. Non ci siamo proprio. Voto 10 a Stephenson che dopo una schiacciata a gas spalancato prende a testate il supporto del tabellone.

Miami perde male con Philadelphia (con Simmons ad un rimbalzo dalla tripla doppia) ma Kelly Olynyk merita una menzione. Partita di gran classe del canadese, top scorer dei suoi con 26 punti ed un 70% dal campo. Il problema si è creato vedendo la grandinata di triple che è venuta fuori dalle mani di Ilyasova, Belinelli, Redick e Saric, 90 punti in 4. I Sixers hanno messo in tutto 18 triple su 28 tentativi, il 64% dentro per la precisione. Embiid in Gara 2 non ci sarà (probabile però per Gara 3) ma da fuori si è goduto un bello spettacolo.

Spettacolare anche Mitchell contro OKC, ma non è bastato. Utah però ha belle carte in tavola da mettere giù, OKC dovrà fare attenzione. Comunque Donovan ricomincia da dove aveva lasciato in Regular Season. Inizio bruciante con steal ed assist a Joe Ingles, poi chiude al ferro ciò che aveva iniziato Rubio. Successivamente triple, mid-range, circus shot (uno bellissimo in 1v1 contro Abrines) ecc… con una naturalezza imbarazzante. Abbiamo una classe di rookie che a primo impatto con la vera NBA non ha battuto ciglio. Primissime scelte offensive che svolgono con efficienza i loro compiti, ma soprattutto senza la benchè minima paura di prendersi responsabilità, anche dopo errori. Una coscienza ed una conoscenza dei propri mezzi e delle dinamiche di una partita per niente banale.

Vedremo che succederà in Gara 2 e che le caffettiere vi tengano compagnia.