“Sei pronto?”
“Sono nato pronto”

È così, con uno scambio di battute fra Neres e Marco Aurelio Cunha, che inizia l’avventura del brasiliano nel calcio che conta.

PREDESTINATO

Quante volte vi è capitato di sentire questa parola?

A quanti giocatori è stata accostata l’espressione del caso?
In Italia è ormai un cult parlare del predestinato riguardante il nuovo-Buffon: prima toccò a Leali, poi fu la volta di Cragno, dunque Scuffet, Meret e Donnarumma.


A differenza dei sopracitati, tutte ipotesi plausibili, lui è semplicemente David Neres.

Non è il nuovo nessuno e per caratteristiche non mira ad esserlo.

SALIRE

È sulla bocca di tutti: di nuovo.

David Neres dopo esser diventato l’acquisto olandese più oneroso da campionato straniero, ora fa gola a tutte le migliori compagini d’Europa.

Suo padre è un grande tifoso del San Paolo: amante del calcio, ogni domenica mattina era pronto a girare il paese con il borsone per le partitelle del figlio prediletto.

Ma tutto questo dura poco: a dieci anni è proprio il San Paolo a bussare alla porta della famiglia Neres.

Il papà accetta senza pensarci due volte, con il figlio che, invece, si limita a distruggere ogni gerarchia precedente al suo arrivo.

Il ragazzo è troppo forte: nel 2015 ha appena 18 anni ed è qui che avviene la sua definitiva esplosione: la coppa brasiliana di categoria vedrà, infatti, la nascita un talento cristallino.

CADERE

Alzerà il trofeo, portando a casa anche le due statuette migliori, quella di capocannoniere e di miglior giocatore del torneo.

La scalata al successo di Neres è a dir poco spaventosa: poco dopo il “pigliatutto” di coppa nazionale, porta a casa anche la Libertadores under 20 da protagonista.

In società non possono più privarsi di questo giocatore: è indiscutibilmente pronto al grande salto, il balzo fra i grandi.

Ma il destino è avverso: la spalla fa crack; addio sogni di gloria.
Sarà lui il primo ad ammettere quanto poco ormai ci credesse:

“Ero spaventato. Avevo paura che non sarei più riuscito a giocare come prima. Ero al top della forma prima dell’infortunio”.

ARRENDERSI MAI

Il pensiero più profondo di Neres, però, mira in un’altra direzione.

Esplodere per poi farsi fermare da un destino beffardo non rientra nei piani: al San Paolo i suoi compagni lo aiutano a riprendersi ed il talento verdeoro riesce a tornare se stesso in condizioni a lui favorevoli.

È il 17 di ottobre e Neres debutta contro la Fluminense: fa relativamente poco nel rettangolo di gioco, ma quella è una data che resta scolpita nel suo futuro.

Appena cinque giorni dopo, la seconda partita in maglia San Paolo fra i grandi coincide con la prima rete: la squadra trionfa 2-0 sul Porta Prieta col giocatore che resterà senza parole:

“Non sapevo come esultare dopo il gol”

In Olanda, intanto, prendono nota e non si tirano indietro dall’investire ben 12 milioni di euro per acquistare il cartellino di un ragazzo che, tra i grandi, aveva segnato pochissime reti; aspettare anche un solo anno avrebbe potuto rivelarsi fatale, il calciatore andava acquistato in erba, prima che esplodesse.

PRONTO

Nel 4-3-3 l’addio di El Ghazi lo promuove a titolare immediato: il brasiliano mette da subito le cose in chiaro, confermando le attese e, anzi, prendendosi in tempo zero la fiducia dei propri tifosi.

Appena 21 anni sulla carta d’identità: un brasiliano classe 97 che dopo nemmeno un anno all’Ajax è già pronto per il grande salto.

Il giovane è un esterno destro rapido; bravissimo col gioco di gambe, molto spesso fa del dribbling una delle sue armi migliori.

Nell’uno contro uno è il più delle volte devastante, anche se deve migliorare nel cross dalla corsia laterale, atto a finalizzare un’azione che spesso spreca.

Nonostante ciò, si è subito affermato per l’incredibile precisione che lo contraddistingue: pensare che la sua statistica maggiore riguarda la costanza nei passaggi per i compagni.

MISTER PRECISIONE

Nonostante sia bravissimo nel tocco vicino, che consente all’intero pacchetto mediano di rifiatare, è un mago nel servire i compagni sulla corsa, arricchendo, quindi, il suo dato sugli assist.
Dati alla mano nel 82,1% dei casi, quando il pallone parte dai suoi piedi, giunge a destinazione.

Ad oggi in otto mesi in maglia bianca, con l’Ajax, ha già segnato 11 reti e ha servito la bellezza di 12 assist.
Altro dato spaventoso, che riporta alla sua precisione, è quello dei gol: mediamente calcia in porta solamente due volte a gara, segnando circa una volta ogni cinque tiri nello specchio.
Fra le maggiori testate giornalistiche europee, la sua media-voto danza fra il 7,5 e l’8.


Un’altra qualità importante del ragazzo è la duttilità: è un ala destra, ma non disdegna in un impiego in ambedue le fasce eventualmente.

E non finisce qua: con la maglia dei lancieri si è spesso sacrificato a giocare come esterno di centrocampo, presentandosi ripetutamente in fase difensiva, per aiutare il comparto arretrato.

Il momento è ora: Neres è pronto al grande salto; lui pronto, a suo dire, in realtà, lo è sempre stato.