Il primo turno ormai comincia a volgere al termine, con molte conferme e qualche bella sorpresa.

Boston Celtics Milwaukee Bucks 3-2

I Celtics si giocano il matchpoint in Gara 6 nel Wisconsin dopo 5 battaglie estremamente intense. Il ritorno in campo di Smart si è fatto sentire soprattutto per l’attacco dei Bucks, con Antetokounmpo tenuto a solo 10 tiri dal campo ed una generale imprecisione nelle conclusioni. Serie caratterizzata da punteggi non altissimi e squadre che alternano fasi di ottima costruzione del gioco ad altre dove regna la confusione. Jaylen Brown è probabilmente il migliore dei suoi sui due lati del campo con un Terry Rozier sempre più in ascesa. Milwaukee deve scardinare il fortino dei Celtics come è riuscita a fare fino ad oggi in casa, Giannis è un’arma illegale, Middleton e Parker in forma. Da segnalare anche Maker che, a fasi alterne, sta prendendo confidenza con il basket giocato in postseason. Comunque, Bucks traditi dalle percentuali dal campo: sono entrati in partita con 54% (miglior valore dei Playoffs interi) eppure alla fine è venuto fuori un misero 32/87 dal campo. Bledsoe e Rozier intanto continuano a fare amicizia, tra un tecnico ed un flagrant.

Miami Heat Philadelphia 76ers 1-4

Chiusa stanotte la serie tra i Sixers e gli Heat. “Rustica” come ci si aspetta in postseason, vede la squadra della Pennsylvania aspettare al prossimo turno la vincitrice tra Celtics e Bucks. I Sixers sembrano essere veramente in palla, con un quintetto ed una second unit equilibrati e funzionali. Ben Simmons dirige l’orchestra, Embiid, tornato nel corso di Gara 3, ha inclinato l’asse dell’equilibrio abbastanza per vincerne 3 in fila. Non è bastato un Dwyane Wade a tratti splendido per trascinare gli Heat alle Semis. Assente ingiustificato Whiteside (che già durante l’anno si era beccato con Embiid), impalpabile per almeno 4 partite. Una promessa da mantenere, una missione da compiere sta spingendo questi Sixers fin dove possibile, con alcune presenze speciali ad accompagnarli. Kevin Hart per esempio, oppure Meek Mill (arrivato in elicottero direttamente dopo essere stato liberato dalla Corte Federale). C’erano anche i freschi vincitori della March Madness, i Villanova Wildcats. Diciamo che, dopo i ‘Cats, dopo gli Eagles, mancano solo loro.

Indiana Pacers Cleveland Cavaliers 2-2

I Cavs stanno faticando più del previsto contro un’Indiana che non ha niente da perdere. Totale equilibrio dopo 4 partite, risultato difficilmente immaginabile prima di Gara 1 ed ancora meno ad inizio anno, quando i Pacers venivano dati come una squadra da Lottery. Invece gli uomini di coach McMillan hanno tirato fuori gli artigli quest’anno e continuano sulla stessa onda. Papabilissimo vincitore del MIP Vic Oladipo, semplicemente ingiocabile in Gara 1 e prima opzione di un attacco estremamente fluido, costruito sui pick’n’roll con Sabonis e Turner. Il raddoppio sistematico ideato da Lue non ha trovato margini per contenerlo costantemente (è bastata una serata stile Fenerbahce per Bogdanovic) ed il resto del roster sta dando ottimi contributi. Dargli in pasto direttamente sua maestà LeBron James potrebbe essere una soluzione? Bojan nel frattempo sta anche difendendo con ottimi risultati (per quanto a lui possibile) su LeBron, chiaramente aiutato da uno contesto che favorisce anche un matchup del genere. McMillan in generale sta incartando per bene Lue (anche Love è un fattore in negativo per i Cavs). Ciò che veramente manca a Cleveland (cosa che si ripete ciclicamente) è la comunicazione difensiva. Switch non comunicati, cambi sbagliati, raddoppi fuori tempo, manca organizzazione.

Toronto Raptors Washington Wizards 2-2

I canadesi sembravano avere la strada spianata ed invece i capitolini hanno rimesso le cose in equilbrio con le due partite a Washington. I Raptors devono ancora dimostrare al mondo la loro consistenza ai Playoffs ed uscire contro Washington non è il modo di farlo. C’è comunque tutto il tempo di sistemare la questione ed il fattore campo ancora intatto. Intanto potrebbe tornare anche Fred VanVleet (e potrebbe essere oltremodo utile contro le sfuriate di John Wall) ma serve più consistenza in attacco. Gara 4 è stata persa praticamente quando l’attacco ha smesso di produrre, a quel punto gestire 14 punti di vantaggio con quasi due quarti ancora da giocare è stato troppo difficile. Neanche il 6 fallo di Beal (con un serafico Gortat che commenta: “I’ve never seen so many soft calls in the playoffs”, per dare un’idea di come l’hanno presa in casa Washington, ecco) ha interrotto Washington, anzi, Wall ha fatto ancor più danni. Comunque deRozan c’è, sebbene la shot selection sia piuttosto ondivaga, c’è da limitare le palle perse e resistere all’urto degli avversari in Canada. La Capital One si conferma una roccaforte per chiunque ci vada a giocare, 8 partite consecutive vinte in casa (ovviamente prendendo anche l’anno scorso in considerazione).