Settimana dopo settimana noi di Numero Diez abbiamo buttato giù una lista di numeri dieci e ve li abbiamo presentati uno per volta.
Si è parlato di Gaudino, pronto a fiorire ma ancora inadatto al grande salto, abbiamo trattato il ritrovato Calhanoglu o il mai perduto Papu Gomez. Nella lunga lista sono entrati anche Diez “da collezione”: quei numeri dieci che, per un motivo o per un altro, sono inseriti di diritto nella storia del calcio.

E così scrivemmo di Hazard, Modric e Totò Di Natale.

Il ragazzino con il dieci sulle spalle di cui andremo a trattare oggi è tutt’altro rispetto a quanto già visto.
Il ragazzino di cui parliamo oggi è Ismael Bennacer, un dieci in silenzio.

IN SILENZIO

Quanto fa strano leggerlo? Spesso la caratteristica maggiore del numero dieci è proprio quella di giocatore “rumoroso“.
Ovviamente è una metafora: rumoroso perché il suo nome rientra sempre in ogni articolo di giornale o classifica speciale.
Come quell’amichetto che passa tutta la festa della ragazzina delle elementari che ti piace a fare battutine. Lei ride e lui si prende la scena, mentre a te resta solo l’ombra del nulla.

Il dieci solitamente è un po’ questo: un bambino spiritoso, re di ogni festa.
E fa strano leggerlo perché Bennacer ha cambiato drasticamente l’idea di Dieci. Non si esalta e non esalta.

Quanto ci siamo affezionati in Italia a Totti? Del Piero? Di Natale? La parola chiave che ci viene in mente è quella di “fantasista“.
Non vogliamo togliere la fantasia fra le varie qualità di Bennacer, ma quando si parla di lui, si fa riferimento ad altro.

IL GIOCATORE

Di natura centrocampista centrale, si adatta a mediano o trequartista senza troppi problemi, sacrificandosi al volere del mister.
Francese di nascita (Arles) ma algerino di cittadinanza, si è fatto strada nella nostra cadetteria con la maglia dell’Empoli.

 

Mancino di razza, è diventato il regista perfetto del nuovo film di mister Andreazzoli: alla scoperta della Serie A.

Dettando i ritmi, è riuscito a dare un’identità precisa alla compagine toscana, che è valsa la promozione diretta in massima serie dopo un solo anno in purgatorio.

SCUOLA WENGER

Vent’anni sulla carta d’identità ma con un’esperienza più che insolita: scoperto dai Gunners, in poco tempo ha attirato su di se gli occhi dei maggiori club europei, che da diverso tempo, ormai, lo monitorano.

Fra le varie selezioni minori dell’Arsenal, ha collezionato la bellezza di 35 presenze, diventando il perno centrale dell’under 23 prima del suo passaggio in Italia.

Va detto, però, che a Londra si era allentata un po’ la presa: un po’ come successo per Gaudino a Monaco di Baviera, le prime uscite di Bennacer in maglia rossa furono ottime, ma via via si andò sempre più a riporlo nel dimenticatoio, fino al prestito al Tours, in seconda serie francese.

Il suo passaggio all’Empoli per 1 milione di euro poteva sembrare un azzardo qualche mese fa. A fine campionato, però, l’Arsenal potrebbe mangiarsi le mani.

AD EMPOLI

Che strano campionato la Serie B: i toscani sono primi (ormai in Serie A), mentre il Palermo è secondo (assieme al Parma).
Nonostante l’ottimo piazzamento entrambe le compagini hanno operato dai cambi in corsa alla guida.
Se da Zamparini si sarebbe potuta prevedere una decisione di questo tipo, lo stesso non si può dire di Corsi, che a metà campionato ha scelto di cestinare Vivarini per dare una ghiottissima chance ad Andreazzoli – che non allenava dal 26 maggio 2013: la finale di Coppa Italia contro la Lazio.

E proprio questo cambio improvviso ha segnato la crescita di Bennacer: con Vivarini andava pian piano ambientandosi all’interno degli schemi del mister, entrando a contatto con un modo di giocare a calcio a lui molto lontano. Con l’arrivo del tecnico romano, il dieci empolese si è sistemato di fianco a Krunic e Castagnetti, diventando titolarissimo e pedina insostituibile della prima della classe.

SOGNA IN GRANDE

Non si ferma qui, però, l’ascesa del ventenne di cui molto presto sentiremo parlare: se in squadre di club si sta preparando a raggiungere alti livelli, in nazionale qualcosa ha già fatto vedere.

La sua prima scelta fu la Francia, con la quale giocò sette partite fra under 18 e under 19, segnando due reti e risultando immediatamente decisivo in ogni gara.

Nel 2016, però, qualcosa cambia: per riconoscenza (probabilmente) decide di naturalizzarsi algerino, la nazionale della madre.

Il 14 gennaio 2017, con la Coppa d’Africa al via, lui fa parte dei convocati per la spedizione in Gabon. Ad onor del vero non scenderà mai in campo ma la sua nazionale non avrà un futuro

roseo: eliminati ai gironi da Senegal e Tunisia, capirà di dover, forse, operare una rivoluzione in vista dei prossimi impegni.

Nonostante Bennacer non scenderà mai in campo, la sua convocazione ad appena diciannove anni dimostrerà come mister Leekens si sia già accorto di lui.

Se tutt’ora non ha ancora superato nella gerarchia giocatori come Bentaleb e Taider, possiamo ugualmente dire che non manca molto al momento in cui questo accadrà.

ORA LA SERIE A?

La promozione in massima serie è ormai ufficiale ma la domanda che molti tifosi azzurri si fanno riguarda la permanenza del centrocampista futuro craque del calcio europeo.

Lui, intanto, da segnali positivi:

“Quando sono arrivato è stata dura perché il calcio qui è diverso rispetto a Inghilterra o Francia. Adesso mi sono abituato, ho imparato a privilegiare la tattica e a migliorarmi nel lavoro fisico. A Londra ho imparato molto, anche da Wenger con cui parlavo sempre in francese. È stato uno dei suoi scout a consigliarmi di venire qui a giocare. Serie A? Devo lavorare ancora di più per essere pronto a giocarci”.

Insomma: tutto fa pensare ad una conferma con la maglia celeste, ma l’Arsenal monitora tutto dall’alto: nel suo contratto c’è una sorta di prelazione. Saranno sempre i Gunners ad avere l’ultima parola su una sua futura cessione.

Per adesso si gode la promozione, il futuro non si può far altro che attenderlo anche se, dando una rapida occhiata, sembrerebbe ad occhio umano più che roseo.