MILAN

Vince, esalta e fa ben sperare per mercoledì. È questa la sintesi di quanto fatto dal Milan nel pomeriggio di ieri nel quale la squadra di Gattuso ha sconfitto per 4-1 un Hellas Verona decisamente e ufficialmente di un’altra categoria. Come da pronostico, i rossoneri hanno portato a casa tre punti che confermano uno stato di forma convincente del team. Note positive in vista della finale di Coppa Italia in programma mercoledì contro la Juventus, anche lei vincente nell’anticipo a Torino contro il Bologna.

ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

La vittoria ottenuta dagli uomini capitanati da Leonardo Bonucci è arrivata senza grosse difficoltà. Poche le palle gol concesse agli avversari, i quali non hanno praticamente mai avuto in mano il pallino del gioco. Milan voglioso e ben organizzato, capace di ottenere il massimo senza nemmeno troppi dispendi energetici, fondamentali proprio in questo periodo. L’armata rossonera ha creato buone occasioni, appagando i propri tifosi con schizzi di bel (e semplice) calcio. Le giocate di Çalhanoğlu, l’energia di Kessie, la voglia di Cutrone: il mix vincente e sufficiente per annientare un nemico tecnicamente inferiore.

A questi tre nomi va affiancato anche quello di Bonaventura, decisamente uno dei migliori ieri. Con due assist e tanta propositività, il centrocampista italiano ha condotto questo Milan ad una vittoria caratterizzata da buone idee di fraseggio, verticalizzazioni e anche pizzichi di genialità.

Difficile trovare qualche neo a un Milan che ha fatto in poche parole la prestazione richiesta per vincere questa gara: forse solo Suso, apparso ancora un po’ lontano dalla miglior condizione, e Bonucci, perfetto nelle chiusure ma troppo impreciso nei lanci per gli esterni, sono da caricare ancor di più proprio in queste 72 ore che precedono il vero big match stagionale.

C’è un trofeo in palio mercoledì, e il Milan vuole giocarselo senza paura: la Juventus sta mostrando una condizione fisica e tattica decisamente poco da top club, e questo può solo che essere un punto a favore per i 7 volte campioni d’Europa.

Pronti quindi per provare a dire la propria in una sfida che esalta certi club come il Milan. Le prove generali di ieri sono andate a buon fine, e non era così scontato come sembra. I nostri stessi seguaci la pensavano in maniera simile…

La stagione è ormai in fase di chiusura, e la squadra di Milano pare del tutto concentrata nel chiudere al meglio un’annata del tutto non convincente se si vanno a vedere i risultati totali. Vincere mercoledì potrebbe comunque rivoluzionare un po’ questa stagione, vissuta col sogno Champions ma trasformatasi in completa remuntada dopo gli errori nella prima fase di campionato, seguiti da qualche macchia ben evidente in questo anno solare (vedasi le gare con Benevento).

HELLAS VERONA

L’aritmetica ha ormai abbattuto il cuore gialloblù, l’Hellas ha finito con largo anticipo il campionato e senza troppe convinzioni, questo finale è figlio di un risultato legittimo: la retrocessione ed è giusto che una squadra come quella veronese ritorni in Serie B, essenzialmente per lo scarso valore tecnico della squadra.

Gli uomini di Pecchia son stati letteralmente schiacciati da un Milan che è sii in crescita ma che ancora mostra tantissime lacune, la squadra di Gattuso non è ancora al pari degli altri top club italiani ma il grande dominio rossonero ha fatto presagire un flop totale fin dai primi minuti.

Il centrocampo dell’Hellas si è rifatto su un ottimo Romulo, cardine di questa squadra per quasi tutta la stagione, e qualche arrembaggio di Cerci, finito poi con scarsi risultati. Calvano non merita assolutamente la categoria, il giocatore non si è mai fatto vedere, non ha mai mostrato coraggio e si è limitato al compitino in mezzo al campo. Danzi soffre ancora del suo fisico gracidino e non è riuscito a resistere alle tante, se non tantissime, cavalcate di Kessiè. Lo stesso centrocampista del 99′ ha perso più di 3 duelli su 4, insomma un lascia passare.

La difesa è difficile valutarla in maniera sufficiente dopo i 4 goal subiti, l’unico da salvare è Caracciolo, senza troppe colpe sui goal subiti.

ROMULO A RAGGI X

In questo disastro generale è forse più opportuno analizzare la prova di un singolo come Romulo, sia a livello statistico che visivo, perchè il brasiliano non sarà da Juventus, certamente, ma merita la massima serie.

I numeri del numero due parlano chiari: 52 passaggi andati a buon fine su 66, 4 lanci su 6, 4 dribbling su 4 compiuti, 5 palloni intercettati. In più il giocatore concluderà la stagione con una media di 86 minuti giocati a match, in poche parole insostituibile e imprescindibile per Pecchia.

Ieri si è distinto per i tanti passaggi in fase d’impostazione e i tanti lanci:

In questo frangente vediamo un lancio di Romulo nella direzione del pessimo Fares al sedicesimo minuto. Il brasiliano prova a far cambiare ritmo ai suoi con un lancio millimetrico. I troppi passaggi a centrocampo fra Calvano e Danzi non hanno assolutamente reso al fine del possibile gol.

In quest’occasione la sfortuna ha giocato un brutto scherzo al brasiliano, la traversa è l’ennesima dimostrazione delle sue qualità e della sua voglia di non mollare e saper sempre creare un’occasione da gol.

 Verrebbe più logico pensare di poter sorprendere Donnarumma sul primo palo, invece il brasiliano riesce, con un effetto sorpresa, a mettere in difficoltà il numero 99 rossonero proprio sul suo palo, e conoscendo l’immensità fisica di Donnarumma, non è proprio un calcio di punizione da non tener conto, anzi, evidenzia ancor di più le qualità dell’ex bianconero.

La disperazione di Romulo e il mancato intervento di Gianluigi Donnarumma.

Passaggio di Suso verso Bonaventura che parte da una posizione di vantaggio, nei confronti di Romulo, ma che poi viene recuperato e il pallone sfilza dai suoi piedi in favore del centrocampista gialloblu. Da notare l’immensa copertura di Romulo per tutto il match, che corre da una parte all’altra senza sosta, trovandosi prima in difesa ad impostare (da vedere la foto del lancio) e in trequarti durante un contropiede.

Sfida al 79esimo fra Borini (appena entrato) e Romulo, l’ex Liverpool ha anche fra le sue armi la velocità ma è incredibile il proseguimento dell’azione.

Alla fine il brasiliano riesce a stoppare Borini e a costringerlo ad una giocata con il sinistro, piede debole del numero 11 rossonero. Il risultato finale è un mancato controllo del pallone.