Il Napoli espugna Marassi. Il Maestro resta imbattuto contro l’allievo, quello che è in lista per sostituirlo in caso di saluto al Napoli. La Sampdoria vende cara la pelle reggendo fino al 72′, fino a quando Milik riesce a sbloccare l’incontro con un sinistro magnifico che va a baciare l’incrocio. La chiude Albiol con la sua terza rete in campionato, registrando così la stagione più prolifica, a livello individuale, di tutta la sua carriera. Da registrare anche la sospensione della partita per 3 minuti a causa dei continui cori contro i napoletani, è la prima volta che succede. Complimenti a Gavillucci, almeno per questo, per la decisione.

CONDIZIONAMENTI

La Sampdoria è entrata quasi con il muso lungo sul terreno di gioco, a causa del risultato di Atalanta-Milan, che ha quasi decretato l’esclusione, a prescindere dal risultato, dei doriani dalla prossima Europa League. I blucerchiati avrebbero dovuto vincere la partita contro il Napoli e successivamente battere il Cagliari in piena lotta salvezza. Di contro c’è un Napoli deciso ad onorare le ultime giornate, data l’utopia di una rimonta pazzesca. La partita diventa così piacevole, con le squadre che giocano a viso aperto, senza timore alcuno. Prevale il Napoli nel gioco, trovando anche la rete a pochi minuti dal fischio iniziale con Mertens sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La VAR erroneamente annulla tutto per fuorigioco del belga sulla spizzata in area di Albiol. Dalle immagini si vede però che a toccarla è stato Andersen e non lo spagnolo, una decisione sbagliata dettata probabilmente dalla fretta che date le circostanze è decisamente immotivata. Nel primo tempo la Samp lascia molto spazio tra centrocampo e difesa, favorendo così Mertens che non è ingabbiato e può provare a spaziare.

Gli azzurri spingono soprattutto sulla sinistra, una scelta quasi dogmatica ma che in questa partita appare più che giusta a causa delle condizioni del campo. Infatti a causa di un forte acquazzone, la fascia opposta alla tribuna principale, per intenderci la fascia destra del Napoli nel primo tempo, è al limite della praticabilità. Nel secondo tempo si smorzano i ritmi con i doriani che provano a chiudere tutti gli spazi possibili.

Heatmaps di Whoscored

Entra Milik e in un minuto serve la rete della vittoria con un sinistro in girata di rara fattura. Il polacco esulta probabilmente in maniera provocatoria verso la curva blucerchiata al punto di beccarsi l’ammonizione. La Sampdoria cala e dopo qualche minuto la partita viene sospesa a seguito dei continui richiami dello speaker riguardo ai cori verso i napoletani. Entra Ferrero in maniera repentina a provare a calmare le acque, ci riesce in parte consentendo la ripresa della partita. Albiol mette la parola fine sulla partita con un’inzuccata da calcio d’angolo, questa volta l’ha realmente toccata lui battendo Belec. Il Napoli vince ma a Roma la Juventus festeggia lo scudetto, il sogno azzurro svanisce matematicamente, come quello della Sampdoria che ora non può più raggiungere l’Atalanta.

ANNI INDIETRO

Siamo nel 2018 ma sembra di essere ancora a molti anni fa. Sospendere una partita per dei cori ha dell’impossibile. Il tifo è irrazionale, in positivo ed in negativo, ma quel che è successo ieri è qualcosa di avulso. È sembrata una scena infantile, come la mamma che chiede al bambino di non toccare quel giocatolo. L’infante però continua a giocarci, come se fosse una sfida, poi però arriva la punizione con la sospensione, con il papà, in questo caso il presidente Ferrero, costretto ad andare a strigliare il bambino affinché la punizione non sia ancora più esemplare. Non è mai capitato di dover fermare una partita per cori contro i napoletani, ormai un must delle tifoserie italiane. Una scena di poco gusto che va a penalizzare sempre chi va allo stadio per divertimento ed anche tutto il sistema calcistico italiano, sempre più deriso oltre i confini.

Ecco di sotto il video che riprende tutta la scena, con la dirigenza napoletana sulla sinistra ad applaudire Gavillucci per la decisione presa.

CONFERMA PER IL FUTURO

Il Napoli, a prescindere dalla permanenza di Sarri, ha bisogno di un ricambio di giocatori non indifferente. La squadra ha dato tutto quello che aveva, c’è la sensazione che non si possa fare altro. Qualcuno se ne andrà certamente, il primo fra tutti potrebbe essere Mertens, il quale con una clausola di 30 milioni fa molta gola in Inghilterra. Di contro c’è chi scalpita per un posto, per prendersi una rivalsa personale dopo 2 anni da incubo. Ovviamente si parla di Arkadiusz Milik che ha un conto in sospeso con il proprio destino. Entra dalla panchina e decide, è voglioso di tornare a giocare, vuole dimostrare a tutti che la scelta di prenderlo come sostituto di Higuain era più che valida. Il polacco certamente resterà, e sarà lui il caposaldo della prossima stagione insieme ad Hamsik e Koulibaly, nel caso il senegalese restasse a Napoli. Il tiro nell’incrocio è un missile che guarda oltre, verso il futuro, per riprendersi tutto ciò che gli infortuni gli hanno tolto.

ADDIO EUROPA

Da quella incredibile vittoria contro la Juve, tutti hanno sognato in un ritorno in Europa della Sampdoria. Il bel gioco innestato da Giampaolo stava facendo innamorare la scena italiana. L’Europa League era tranquillamente alla portata dei liguri che però proprio dopo quella vittoria al Marassi hanno iniziato a riposarsi sugli allori. Un finale di stagione piuttosto altalenante ha condizionato la corsa blucerchiata, portandola poi all’esclusione definitiva dal campo europeo. Tocca ora guardare al futuro e sperare di tenere i pezzi pregiati tra le proprie fila con qualche investimento mirato. Il primo da trattenere è ovviamente Giampaolo, seguito dalle piccole gemme Torreira, Linetty, Praet e Zapata. Sarà un mercato impegnativo per la Sampdoria che così sarà artefice del proprio futuro.

FUTURO

Attualmente siamo ad un 80% di possibilità che Sarri vada via da Napoli. In settimana dovrebbe esserci l’incontro tra l’allenatore e De Laurentiis, con quest’ultimo che proverà l’ultima offerta per trattenere il tecnico toscano. In caso di partenza i nomi fatti sono tanti. È da escludere l’ipotesi del ritorno di Benitez, infatti lo scenario sarebbe surreale dopo l’addio tribolato del tecnico spagnolo. Oltre a Giampaolo, c’è anche l’ipotesi Semplici, ed anche quella di Simone Inzaghi. Il tecnico biancoceleste piace molto a Giuntoli, ma è difficile strappare l’allenatore alla Lazio, sarebbe soprattutto impossibile nel caso la Lazio conquisti la Champions League.

Tra le preferenze c’è Fonseca dello Shakhtar, proprio lui che eliminò il Napoli in Champions League. Questa trattativa è legata all’intenzione di istaurare un rapporto con Jorge Mendes, il quale vorrebbe portare Rui Patricio all’ombra del Vesuvio, che lavora con Marco Abreu, agente proprio del tecnico portoghese. L’ultimo è Ancelotti, la trattativa è più che vera, ma dipenderà molto dalla disponibilità di De Laurentiis di pagare uno stipendio così alto ad un allenatore.