A testa alta, per conquistare una salvezza che pochi mesi fa appariva come una formalità, e che invece nelle ultime settimane si era tramutata in un’impresa ardua, quasi impossibile da compiere.

A testa alta, per dimostrare di saper lottare e districarsi in una manovra di gioco mai fluida, mai convincente, troppo spesso improvvisata.

A testa alta, per colpire il pallone in volo come nessuno in Europa, e insaccare in rete i pochi cross che arrivano durante le partite.

Si potrebbe sintetizzare così la stagione di Leonardo Pavoletti, che con il gol di domenica contro la Fiorentina ha trascinato i suoi ad un’impresa fondamentale per la lotta salvezza, mai così avvincente negli ultimi anni.

DECISIVO

È difficile trovare altre parole che possano definire meglio l’impatto che Leonardo Pavoletti ha avuto al Cagliari in questa stagione. L’attaccante livornese, arrivato in Sardegna con un po’ di ruggine dovuta alle numerose panchine con il Napoli (ne parlavamo qui), è riuscito in fretta a trovare il ritmo partita, e a timbrare il cartellino con una certa frequenza.

Decisivo in quanto a presenze: Rastelli prima e Lopez poi lo hanno sempre utilizzato. Con 2650’ giocati è il quarto giocatore più presente del Cagliari in questa stagione (nelle prime due giornate di campionato era ancora a Napoli) e, se si escludono le partite contro Lazio, Sassuolo e Inter è partito sempre titolare.

Decisivo anche a livello tattico. Sia con il 4-3-1-2, sia con il 3-5-2, la manovra dei rossoblù è sempre stata funzionale ai suoi movimenti. In realtà le partite in cui il Pavo può dire di essersi divertito in questa stagione sono veramente poche. Costretto al lavoro sporco a causa di un atteggiamento spesso attendista della sua squadra, non ha mai smesso di lottare ed infastidire i difensori avversari: “sudarsi la maglia” è un’espressione perfetta per l’attaccante ex Genoa.

Decisivo, soprattutto, in termini di gol. Arrivato per sostituire Marco Borriello (l’anno scorso a Cagliari 16 gol in campionato), non ha fatto di certo rimpiangere l’attaccante napoletano. Perché se è vero che il Pavo quest’anno ha fatto 11 gol, quindi per ora 5 in meno del suo predecessore, è anche vero che il Cagliari l’anno scorso era andato a rete per ben 55 volte, contro le 32 di questa stagione. In sostanza, un terzo delle reti del Cagliari porta la sua firma.

CON LA TESTA

È sempre una questione di testa quando si parla di Pavoletti. Professionista esemplare, difficilmente all’attaccante livornese si può contestare qualcosa a livello di concentrazione. Anche quando la partita è difficile, anche quando i palloni non arrivano, il Pavo è sempre lì davanti a disputare la sua partita, fatta di contrasti aerei (che vince quasi sempre), sponde, inserimenti, protezione della palla.

È una questione di testa non solo per la concentrazione e l’impegno che mette in ogni gara, ma anche per quanto riguarda la modalità con la quale va in gol. In questa stagione nessuno ha segnato quanto lui di testa nei cinque principali campionati europei: ben 9 reti realizzate in questo modo. Questo gesto tecnico è probabilmente la sua migliore qualità, ma non è che poi di piede sbagli molto. Il problema del Cagliari in questa stagione è che, con i piedi, il suo attaccante ha avuto davvero poche occasioni. Si fa fatica a ricordare una situazione in cui il Pavo si sia ritrovato da solo di fronte al portiere. La squadra sarda non ha mai avuto un’identità di gioco, una costruzione della manovra coerente che potesse sviluppare numerose occasioni da gol. Le reti sono arrivate principalmente da calcio piazzato o da cross dalla trequarti (spesso di Faragò) e, come sempre, Pavoletti si è fatto trovare pronto.

Spesso e volentieri è stato l’attaccante livornese a togliere i suoi da un evidente imbarazzo nella costruzione del gioco.

SIMBIOSI

Infine, ma non per importanza, c’è la simbiosi creatasi tra il Pavo e i tifosi sardi. Lui, che è un uomo di mare, si è subito ambientato alla perfezione a Cagliari, onorando i 12 milioni spesi in estate dal club rossoblù (acquisto più costoso della storia per la società sarda). Con i suoi gol, il suo impegno e la sua determinazione ha trascinato i suoi compagni in molte partite, e ha saputo creare un rapporto speciale con i suoi supporters. Ha firmato un contratto fino al 2022, ha fatto dichiarazioni d’amore per i rossoblù, si è perfino iscritto a corsi di lingua sarda.

Dopo l’impresa contro la Fiorentina al Cagliari serve un’ultima grande partita contro l’Atalanta per evitare la disgrazia della retrocessione. Probabilmente la guida tecnica nella prossima stagione cambierà, e anche la rosa dovrà essere rinnovata.
Uno dei pochi punti fermi sarà proprio Leonardo Pavoletti che, superata questa stagione difficile, potrà togliersi molte soddisfazioni con questa maglia. Il Pavo sarà sicuramente al centro del progetto che il neo Ds Carli cercherà di impostare.

Con il suo impegno, la sua determinazione e la sua costanza. Sempre a testa alta.