Lazio-Inter valeva come un preliminare di Champions. Vincere (o anche pareggiare come nel caso della Lazio) avrebbe significato ottenere un posto di diritto nelle prime 32 squadre europee. Per i biancocelesti sarebbe stato il coronamento di un indubbio percorso di crescita: tecnico, tattico e mentale. Un percorso che avrebbe meritato maggior merito anche in Europa League dove la Lazio poteva veramente ambire ad arrivare in fondo, magari anche alla finale di Lione. L’Inter invece si giocava tutto o quasi. Il progetto costruito da Suning e riproposto nelle figure di Sabatini prima, e di Spalletti poi aveva un unico chiaro ed indelebile obiettivo: tornare a giocare la Champions League. La partecipazione alla prossima competizione europea avrebbe infatti significato, oltre che ai meri ma indubbiamente importantissimi rilievi economici, ridonare appeal ai nerazzurri sperando di mantenere le proprie pedine più pregiate e invogliare altri giocatori di qualità a sposare il progetto interista.

In sostanza Lazio-Inter non valeva solamente una stagione intera, ma un percorso di crescita pluriennale.

BOTTA E RISPOSTA

Inzaghi e Spalletti hanno scelto di non toccare le proprie formazioni, riproponendo i soliti schemi e protagonisti. La Lazio con il solito camaleontico 3-5-1-1 che può anche diventare 3-4-2-1 in base alla posizione di Milinkovic-Savic. L’Inter invece si è schierata con l’ormai collaudato 4-2-3-1 con Brozovic e Vecino davanti alla difesa e i soliti tre trequartisti alle spalle di Mauro Icardi.

La Lazio è partita subito, come è abituata a fare, con l’idea di pressare alta respingendo il possesso palla dell’Inter e gli scambi ravvicinati tra i centrali nerazzurri e i due centrocampisti centrali. In questo caso però la formazione di Spalletti riesce ad uscire alla perfezione da una situazione difficile, riproponendosi in fase offensiva con pochi passaggi.

Da quel momento in poi però l’Inter ha perso la bussola della partita, non riuscendo ad organizzare azioni offensive pericolose ed ha sofferto l’intensità laziale. Al 6′ infatti è Luiz Felipe a sbagliare un gol praticamente fatto dopo un’azione di Lulic sulla sinistra. Passano pochi minuti e i biancocelesti si portano meritatamente in vantaggio dopo un’azione condita da un doppio inserimento di Milinkovic-Savic.

Sul cross di Lulic è Milinkovic ad inserirsi in area di rigore con Handanovic che smanaccia il colpo di testa del serbo. Sul proseguo dell’azione è ancora il numero 21 biancoceleste a ricevere palla in area di rigore e a servire Marusic a rimorchio, il quale con un tiro fortuito deviato da Perisic porta in vantaggio la squadra di Inzaghi.

L’Inter ha l’occasione per pareggiare i conti con Icardi, che dopo una palla persa in uscita da Radu, si trova in area di rigore da buona posizione ma il suo destro è troppo schiacciato e si perde a lato di Strakosha. Dopodiché il palo di Milinkovic su punizione strozza l’urlo in gola dei tifosi biancocelesti che avevano già pregustato il raddoppio. La partita si spacca e ciò va a vantaggio della Lazio che può ripartire con continuità grazie alla velocità di Immobile e Felipe Anderson. L’unica situazione del primo tempo, nella quale la Lazio fatica a prendere le misure all’Inter sono le uscite sui due centrali di centrocampo: Vecino-Brozovic e Rafinha giocano spesso uno vicino all’altro e il solo Anderson fatica ad uscire in tempo su tutti e tre.

In questo caso Brozovic riceve palla centralmente e Vecino si alza notevolmente per ricevere palla tra le linee. La palla del croato è perfetta e l’uruguaiano può arrivare al tiro dal limite dell’area.

Nonostante questa piccola situazione tattica sulla quale la Lazio fatica, i biancocelesti riescono a gestire il campo con ordine e tranquillità, anche se nel momento più inaspettato D’Ambrosio trova il gol del pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo. A quel punto la partita sembra poter svoltare, con l’Inter che riesce a prendere campo e a liberare Cancelo sulla destra per giocarsi l’uno contro uno con Lulic. Proprio da un cross dell’esterno portoghese nasce il contropiede del gol di Felipe Anderson.

Il brasiliano tocca il pallone al limite della propria area e riparte per ricevere il passaggio filtrante di Lulic. D’Ambrosio e Miranda non prendono abbastanza campo alle loro spalle, pur conoscendo la velocità di Felipe Anderson, e il numero 10 brasiliano si trova da solo davanti ad Handanovic e riporta in vantaggio la Lazio dopo un primo tempo giocato con più lucidità rispetto ai nerazzurri.

5 MINUTI DI FOLLIA

La formazione di Spalletti, giocoforza il dovere di ribaltare il risultato, si riversa nella metà campo laziale alla ricerca del gol pareggio. Nonostante una predominanza territoriale, Strakosha e compagni non corrono troppi rischi con la Lazio che difende in maniera ordinata nella propria metà campo. L’unica situazione pericolosa creata prima dei cinque minuti finali di follia è una palla illuminante di Brozovic per Perisic, che viene però fermata dall’ottima uscita del portiere laziale.

Con palla scoperta Marusic ritarda il movimento difensivo e Brozovic imbecca perfettamente Perisic il quale, con il dubbio del tiro o del cross, non riesce a concretizzare l’azione.

Il secondo tempo prosegue privo di intensità: l’Inter cerca di creare situazioni pericolose, mentre la Lazio non riesce a ripartire anche a causa delle deficitarie condizioni fisiche di Immobile. A quel punto si scatena la girandola dei cambi: Eder per Candreva nell’Inter e Lukaku per Immobile nella Lazio.

Il nuovo 3-4-3 dell’Inter con Eder in panca

Spalletti trasforma l’Inter schierandola con un 3-4-3 con Perisic e Cancelo a tutta fascia e con Rafinha (e poi Karamoh) Icardi e Eder in attacco. La Lazio invece dopo l’uscita di Immobile avanza Milikovic con Lulic che si sposta a centrocampo al posto del serbo.

La svolta della gara arriva al minuto 76. Una carambola dopo il rilancio di Strakosha porta Eder nella situazione di poter servire in area Icardi che, una volta stoppato il pallone, si vede franare addosso De Vrij.

De Vrij perde il controllo sotto ai piedi e crolla su Icardi. Come se esistesse un disegno predefinito, è proprio l’uomo che vestirà la casacca nerazzurra a provocare il rigore del pareggio.

I cinque minuti di follia si chiudono con l’incredibile vantaggio di Vecino su un calcio d’angolo di Brozovic. Il gol dell’uruguaiano significa Champions League. L’uno-due nerazzurro e la precedente espulsione di Lulic tagliano completamente le gambe alla Lazio che non riesce più a creare occasioni da gol.

Lazio-Inter è stata una delle partite più intense ed emozionanti di tutto il campionato. Solamente cinque minuti di follia hanno deciso le sorti di una stagione e non solo.