Spesso, a fine partita, si sentono entrambi gli allenatori delle squadre che si sono appena confrontate, affermare che la propria compagine ha (o avrebbe) meritato la vittoria. Chi ha ragione? Per cercare di dare una risposta obiettiva bisogna ricorrere a dati che siano il più possibile oggettivi.

Fra quelli utilizzati si citano spesso il numero di tiri in porta effettuati. Ma questo dato non è sufficiente: infatti, nel computo dei tiri nello specchio effettuati da una squadra nel corso dei novanta minuti di gioco vengono contate anche quelle conclusioni che magari arrivano da molto lontano senza aver realmente impensierito il portiere avversario.

Ecco allora che un dato più oggettivo può essere garantito da un’analisi della pericolosità dei tiri in questione. E qui intervengono gli expected goals (xG), l’ultima e più avanzata frontiera per quanto riguarda la statistica applicata al calcio.

COSA SONO GLI EXPECTED GOALS

Attraverso un’attenta analisi dei cinque maggiori campionati europei, gli analisti che hanno lavorato alla creazione di questo modello hanno classificato i tiri effettuati dai giocatori in base a parametri quali la posizione, la presenza di avversari sulla linea di tiro, la distanza dalla porta, la tipologia di assist ricevuto, etc.

Ad ogni tiro viene quindi a corrispondere un dato relativo alla percentuale di volte in cui da quel tiro è scaturito un gol. Un esempio è quello riportato dal sito Calcio e Finanza, relativo ai calci di rigore: con la percentuale realizzativa di un tiro dal dischetto del 76%, il calcio di rigore vale perciò 0.76 gol, vale a dire 0.76 in termini di xG.

Nelle stats ‘classiche’ il tiro di Tolisso risulta un tiro fuori. Ma qual è il suo valore in termini di expected goals (xG)?

Di modelli di Expected Goals ce ne sono diversi. Uno dei più efficaci è quello di quello Michael Caley. Ci sono anche quelli di Paul Riley, de l’Ultimo Uomo, di @11tegen11 o di understat.com, che conta come occasioni anche i calci di rigore.

Un modello particolare è quello di @StrataBet, che prende in considerazione altri parametri come ad esempio le occasioni gol, indipendentemente dal fatto che abbiano dato luogo ad un tiro in porta.

L’UTILIZZO DEGLI XG 

Gli xG non sono utilizzabili soltanto per valutare in modo più obiettivo l’andamento di una partita, ma anche le prestazioni individuali e di squadra lungo tutta la stagione. In questo senso, per esempio, possiamo guardare alla stagione del Sassuolo. La squadra di Bucchi prima e di Iachini poi ha terminato il campionato segnando appena 29 gol: il peggior attacco della massima serie. Tuttavia, in termini di gol attesi, i neroverdi risultano essere decimi con un dato di 47.15. Comparando il numero di reti effettive con quello degli expected goals si può quindi dedurre che il Sassuolo abbia realizzato 18.15 gol in meno di quelli attesi in base alle occasioni create. Questo significa che la squadra emiliana sia andata in underperforming.

Altro esempio è quello della Lazio. La squadra di Inzaghi è risultata essere la più prolifica del campionato con 89 reti segnate. Il suo dato in termini di xG è però di 66.51, vale a dire che i biancocelesti hanno overperformato per 22.49 gol. È quindi evidente come la qualità dei giocatori offensivi a loro disposizione abbia permesso ai laziali di segnare anche con tiri dal basso coefficiente di realizzazione.

La chart dei tiri di Icardi nella stagione, secondo il modello di understat.com. In verde i tiri che sono risultati gol, in blu quelli parati, in viola i tiri bloccati e in rosso quelli mancati.

Questi dati risultano poi applicabili da un duplice punto di vista. Da un lato ci consentono di inquadrare la capacità offensiva e difensiva (guardando gli expected goals against) di una squadra in una partita, in quel momento della stagione o di valutare le prestazioni offensive di un determinato giocatore della propria o della squadra avversaria. Dall’altro risultano essere uno strumento utile per gli allenatori al fine di intervenire in maniera pratica in allenamento per migliorare l’efficienza della propria compagine nelle due fasi di gioco.