Dio li fa poi li accoppia. Maran e il Cagliari si sono trovati, affini nel momento, accomunati dall’anno zero. Anno zero sinonimo di nuovo inizio e passato cancellato. Per l’uno – reduce dalla peggior stagione in veneto culminata con l’esonero – e per l’altro – da una retrocessione sfiorata. Maran e il Cagliari incrociano i loro destini paradossalmente nel miglior momento possibile. E per i prossimi due anni. Entrambi reduci da un flop con la spinta necessaria per un grande nuovo inizio. Tutto nel migliore dei peggiori momenti.

L’ALLENATORE

L’ultimo anno in netta contrapposizione con il Maran neanche tanto lontano di Verona e più in là di Catania. Nel 2012 diventa allenatore del Catania e nelle prime 12 casalinghe fa 8 vittorie. La miglior stagione della squadra siciliana, che con 50 punti finì ottava, davanti all’Inter segnando il record di punti in Serie A. Bergessio, Gomez e Lodi tra i protagonisti di quella stagione. Un capitolo a parte merita poi il “Pata” Castro, fedelissimo di Maran tanto da seguirlo anche in Veneto. Ingranaggio fondamentale nel centrocampo triadico di Maran. Quantità e qualità al servizio del proprio comandante, a Catania, così come a Verona. E a Cagliari chissà.

Certo è che il divorzio tra il Chievo e l’allenatore – dopo l’esonero – era la soluzione più adatta ad entrambi a seguito di una stagione che definire difficile sarebbe riduttivo. Un ciclo inevitabilmente chiuso visti anche i dati anagrafici dell’intera rosa. 28,07 anni di media, primato come squadra più vecchia della Serie A con il picco di 32,5 anni di media dell’11 iniziale ottenuto da uno degli 11 schierati da D’Anna nelle ultime giornate. Veste della necessità di affidarsi ai più esperti nel momento di maggior crisi per risalire dalla zona retrocessione.
Un ciclo arrivato alla conclusione dopo anni di felice e prospera convivenza visto il 9° posto del 2015/16 ottenuto con il 33,33% di vittorie in campionato (A Catania aveva toccato il 38%; nell’ultima stagione veneta il tasso si era abbassato al 21,62%). Un 9° posto che aveva attirato su Maran le lusinghe della Fiorentina rispedite al mittente per volontà di proseguire l’opera di crescita clivense, spiegata dal DS cagliaritano Carli nella conferenza di presentazione

Un po’ di colpa è anche della stampa se Maran non ha la considerazione che merita. Pochi anni fa era in lizza per la Fiorentina, ma era legato al Chievo ed è voluto rimanere lì a salvare la squadra ancora per anni. Rispetto a tanti giovani emergenti lui ci dà grandi garanzie.

Il Cagliari riparte dunque da una rivelazione certa. L’esperienza a Maran in Serie A certo non manca date le 200 panchine collezionate. Una partnership che si salda nel momento perfetto per uno e per l’altro.

Con l’allenatore non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci e iniziare la gestione tecnica. Sono convinto che rimarrà a lungo e qui a Cagliari farà grandissime cose. (Carli, ndr)

La scelta del Cagliari è stata dunque ponderata sulle caratteristiche dell’allenatore perfetto anche per come sistema di gioco, quel 4-3-1-2 base solida da cui possono ripartire i sardi per organico e che l’allenatore conosce alla perfezione, dogma adottato a Verona.

Può far giocare la squadra come vogliamo noi se gliela costruiamo bene e sa affrontare anche i momenti difficili. Maran è il nuovo, poi che abbia nel suo DNA il 4-3-1-2 è vero e combacia con la nostra rosa.

Il Cagliari dovrà – da parte sua – appoggiar l’allenatore nelle sue scelte. La crisi passata e la necessità di ripartire unisce club e allenatore in un solo destino possibile. Anche l’ambiente sarà diverso e Maran l’ha capito.

L’idea di venire qui risale a poco dopo la fine del campionato. Essere in un ambiente più caotico rispetto a Chievo mi emoziona e mi fa sentire responsabilità e voglia di lavorare.

Per discorsi tecnici sarà anche il mercato a dare una mano al Cagliari per ripartire dopo il 16esimo posto dell’ultima stagione ottenuto da Diego Lopez.
All’addio di Rastelli  – e al miglior piazzamento degli ultimi 9 anni rossoblù – non ha fatto seguito il processo di crescita con Lopez, crollato al 16esimo posto. Allora era necessario cambiare. E Maran spera che il cambio non prescinda da Barella – nonostante le voci di mercato non siano intimorite dall’elevata richiesta per il classe ’97.

Sogno un Cagliari costruito intorno a lui, ha grandi prospettive.

Parola di Maran che rafforza così la posizione del Cagliari non intenzionato a cedere il suo gioiellino. Barella perno del centrocampo a tre, certezza sarda della prossima stagione con buona pace delle pretendenti. Forse.
A fianco a Barella potrebbero ritrovarsi per la 6ª stagione consecutiva Maran e il “Pata” Castro. Un rapporto che dura da Catania e che a Verona ha trovato piena consacrazione nella presenza fondamentale dell’argentino nel centrocampo clivense. La sua assenza per quasi tre mesi – da novembre a febbraio – ha di certo influito sulla stagione gialloblù. 3 punti in 10 partite.
In un’intevrista il Pata parlava così di Catania e del suo presente al Chievo.

 Mi adatto: a Catania facevo l’esterno alto nel 433. Stagione migliore? Quella dei 6 gol a Catania e l’anno scorso al Chievo.

Il denominatore comune di quelle due stagioni? Maran in panchina.
La resurrezione sarda passa dunque dal possibile futuro del giocatore con il Cagliari, che secondo Di Marzio pare aver già trovato accordo con l’agente.

Castro? Parlare di giocatori non miei non mi piace, fatta salva la stima che ho per lui. Ora penso ai giocatori del Cagliari, mi intriga l’idea di costruire una squadra su giocatori come Pavoletti.

Più che del Cagliari che sarà, a Maran sembra importare di più del Cagliari che c’è e che dovrà essere rinvigorito. Pavoletti sarà il giocatore su cui Maran dovrà lavorare soprattutto sul piano della continuità. Buona base sono gli 11 gol di questa stagione.
Il modulo come detto sarà il 4-3-1-2. La solitudine non sarà dunque sofferenza del “Pavo”, ispirato dal rientrante Joao Pedro che da settembre sarà di nuovo schierabile. 

Joao Pedro può essere un nostro punto di forza, l’anno scorso l’ho sgridato perché sono convinto che può dare ancora di più.

Il potenziale del brasiliano non è dunque cieco agli occhi del DS Carli. Romagna e Faragò nomi importanti da cui ripartire là dietro e in mezzo. Giocatori sottotono in questa stagione che spunti per il futuro li hanno fatti vedere.

Tanto altro dovrà essere detto dal mercato. Il primo nome – oltre a Castro – è quello di Srna. Il terzino ex Shaktar Donetsk sembra vicino all’Italia e ha già avuto contatti con i sardi. Un terzino d’esperienza e figura leader nello spogliatoio, dopo Bruno Alves e dopo soprattutto l’esperienza fallimentare di Van Der Wiel.

Non possiamo negare la trattativa con Srna, ci siamo parlati perché è un ragazzo di personalità che ci potrebbe dare tanto anche nello spogliatoio. Indovinare un paio di giocatori di carisma ma ancora in grado di fare bene è una cosa importante, parliamo di uno abituato a giocare in Champions. Cagliari gli è piaciuta moltissimo, ora dovrà pensarci su.

Maran e il Cagliari ripartono insieme nel momento personale peggiore ma paradossalmente il miglior momento per l’unione.