Claudio Marchisio. Bastano queste 16 lettere registrate all’anagrafe dopo il 19 gennaio 1986, per far suscitare sensazioni speciali a tutti i tifosi bianconeri. Si parla di valori, di fedeltà e passione, di orgoglio e gloria, di immagine e bandiera. Claudio Marchisio va e deve esser definito a tutti gli effetti una bandiera, anche se non ha avuto lo stesso successo di chi rappresenta al meglio questo ideale ormai in estinzione. Ma lui lo è e con tutta probabilità lo sarà ancora, trasferimento o no lontano da Torino.

Tuttavia il principino sta vivendo un inviluppo non piacevole, e decisamente imprevedibile fino a qualche anno fa. Quel giovane talento che si mise subito in mostra fin dalle prime chiamate della Vecchia Signora, oggi pare aver lasciato spazio ad altri, assumendosi un ruolo da secondario. Per questo bisogna parlare di una favola in cui il male, alla fine, non è stato del tutto sconfitto, ma ha permanentemente lasciato un segno che genera dispiacere tra la folla campione d’Italia.

SENZA VALORE

Una carriera esemplare, cominciata fin dall’età infantile. I primi calci ad un pallone macchiato degli stessi colori che avrebbero poi accompagnato il giovane biondino lungo il suo percorso. Dante e Virgilio, Marchisio e il bianconero. Una trama che tutti ben conoscono, e che tutti sanno come va a finire. L’idolo per eccellenza dei tifosi bianconeri ha attraversato tutti quei passaggi chiave in cui si raccolgono punti esperienza necessari per entrare nella storia di un club: dai primi gol, come quello esaltante contro la Fiorentina, alla rovesciata contro l’Udinese, per non dimenticare i gol pesanti con Milan e Inter e le gioie personali (e non solo) contro gli eterni rivali del Torino. 

Step dopo step, gol dopo gol: prima il posto in bianconero, conquistato anche grazie al ruolo chiave avuto nell’epoca più buia della società piemontese, e poi la casacca della nazionale, dove fino a poco fa rappresentava un perno inamovibile. Gli inizi con gente come Nedved e Camoranesi, il percorso con Felipe Melo e Aquilani, fino al top raggiunto con Pirlo, Pogba e Vidal. Lui c’era e c’è tutt’oggi, anche se con responsabilità quasi del tutto differenti rispetto agli inizi appunto.

Del resto Marchisio è quel giocatore che ogni tifoso vorrebbe sempre veder giocare, come se ci fosse una regola non scritta che prevede un rapporto intenso tra minutaggio e fedeltà. Eppure non è così, e oggi qualcosa è cambiato per il numero 8 di Torino…

MUTAZIONE JUVENTUS

Centra molto il cambiamento vissuto dalla società Juventus in questi anni. Dal fondo dopo calciopoli, alla mansarda europea. Mansarda che per varie ragioni non si è mutata in un tetto stellato di gloria. Gli anni passano e con loro passa anche l’immagine di un club che ad oggi rappresenta una vera e propria forza internazionale. Per un giocatore come Marchisio, tutto ciò è stato sicuramente entusiasmante e tutt’altro che monotono, anche perché alla fine gioca sempre alla Juventus, primo club in assoluto nel nostro Paese.

Eppure, da fuori, il centrocampista bianconero pare aver vissuto sia in positivo che in negativo questo cambio totale in casa Juventus: la mentalità, come lo stile, è rimasta sempre la stessa, e ad oggi Marchisio può anche esser definito come una sorgente d’apprendimento di essi. Tuttavia ciascun altro cambiamento, come le diverse rose stagionali, hanno piano piano inciso sul Marchisio giocatore. Non dimentichiamoci poi del brutto infortunio accusato qualche anno fa, il quale lo ha limitato molto e lo ha quasi prosciugato in parte di alcune sue qualità del tutto eccezionali.

Tutto ebbe inizio con quel centrocampo pazzesco giunto fino a Berlino, dove pur di far giocare Marchisio, Allegri si inventò una nuova posizione per il classe ’86. Eppure la stagione successiva, dove il ragazzo cambiò ruolo (passando a regista) e subì anche il terribile infortunio, modificò del tutto la sua figura terrena alla Juventus. Il nuovo ruolo fu comunque ben interpretato, anche se il Marchisio mezzala era decisamente qualcosa di molto più spettacolare. Gli ultimi innesti invece (da Pjanic a Matuidi, passando per Bentancur) hanno tolto molto spazio alla bandiera juventina, la quale oggi sembra addirittura cedibile.

Insomma, quella seconda stagione firmata Allegri ha palesemente modificato la carriera di un giocatore che fino ad allora sembrava stesse vivendo e stesse facendo vivere una favola a 360 gradi…

FUTURO PRESENTE

E oggi? Oggi Claudio Marchisio non sembra più una certezza. Una macchina bellissima che però col passare del tempo si è vista scalzata del proprio posto da nuovi modelli. Il primo amore rimane però, e per questo i tifosi sognano che il centrocampista bianconero decida di restare ancora a Torino, luogo in cui ha saputo vincere ben 7 scudetti e 4 coppe Italia. Sicuramente sarà difficile riammirarlo in nazionale, anche se forse Mancini potrebbe chiamarlo per le prossime gare (difficile).

In molti dicono che non c’è motivo per cui questo talento debba far panchina alla Juventus, quando a quell’età potrebbe vivere nuove esperienze del tutto uniche (Principato di Monaco in pole position). Insomma, l’utilità del numero 8 la conosciamo tutti, il suo futuro un po’ meno. Chissà come andrà a finire questa favola.