Il collettivo tecnico dell’Iran è sicuramente uno di quelli più bersagliati dalla critica nonchè accolto dalle maggiori sfiducie degli addetti ai lavori. Questo perchè gli asiatici di Teheran hanno poca Europa tra i propri convocati, ad eccezione – ovviamente – dei limitati picchi di classe che la squadra di Queiroz può annoverare. Per tanto, fra i talenti Jahanbakhsh e Azmoun spunta il numero Diez della Nazionale Karim Ansarifard, speciale elemento tecnico del collettivo iraniano. Convocato ai Mondiali da Queiroz, l’attuale centravanti dell’Olympiacos è alla seconda Coppa del Mondo della sua carriera da giocatore, che in totale, fra amichevoli e tornei, ha raggiunto con la propria Nazionale ben 68 presenze.

Un giocatore di talento e dal passato promettente, scorso sui taccuini di molti osservatori senza che poi nessuno, a parte pochi, avesse insistito veramente nel rimanere sulle sue orme. Ansarifard è come detto fra i pochi gioielli calcistici di un Paese amante del calcio ma poco amato dai calciatori e calciofili, figlio di una situazione politica deflagrante e un contesto sportivo a dir poco esistente. Per questo, lui come altri sono emigrati a giocare in Europa, dove seppur trovando spazio in formazioni di secondo livello hanno comunque sperimentato il grande calcio del Vecchio Continente. Nell’organico iraniano sono ben dieci i giocatori convocati da squadre europee, e Ansarifard è uno dei più rappresentativi.

CLUB

La carriera di Ansarifad è collocata essenzialmente in tre Paesi, con 193 apparizioni divise fra Grecia, Spagna e Iran. Dopo un triennio diviso in patria con le maglie di Saipa, Tractor Sazi e Persepolis (top club iraniano), lo sbarco in Europa è avvenuto grazie agli scout dell’Osasuna, che ai tempi militava in Segunda Division spagnola.

Ansarifard il giorno della presentazione all’Osasuna.

L’avventura ispanica dura però solo una stagione, in cui in 16 presenze, da centravanti, non mette a segno nemmeno una rete. Così il calcio lo porta in Grecia, al Panionios, dove sembra trovare il personale locus amoenus in cui stabilire un rapporto fisso e produttivo col calcio. Allo stadio di Nea Smyrni i gol, spalmati in due stagioni di buon livello, finalmente arrivano: 9 il primo anno e 5 il secondo, quando a gennaio la sua avventura col Panioinos si interrompe per rispondere affermativamente alla chiamata dell’Olympiacos. Coi biancorossi di Atene le soddisfazioni tolte in un anno e mezzo sono molte, a partire dall’esordio in una competizione europea, il 16 febbraio 2017 contro l’Osmanilspor in Europa League.

Insieme a Azmoun, Ansarifard è uno dei pochi volti noti del calcio iraniano a fare breccia in un club europeo di buon livello, visto che pure il suo connazionale gioca in Russia al Rubin Kazan. In questo lasso di tempo che Ansarifard gioca al Pireo, le chiamate della sua Nazionale sono un appuntamento fisso che dura dal 2009, quando vi esordì il 10 novembre contro l’Islanda (un’altra che va al Mondiale). Per tanto, dopo le 51 presenze a Nea Smyrni, il giocatore iraniano compie un bel balzo di notorietà avendo archiviato le attuali 46 apparizioni con l’Olympiacos, di cui 4 in Europa League. I gol sono stati 22.

TECNICA

Con la Nazionale dell’Iran Ansarifard gioca prevalentemente come centrocampista, diviso fra i ruoli specifici di mezzala, esterno e trequartista; al contrario, nelle stagioni di club i vari allenatori lo hanno sempre schierato come centravanti, buona opzione visto il fisico di 1,83 m. Ambidestro, il giocatore iraniano è di ottima ispirazione tecnica e con un buon fiuto del gol, in più si sa muovere molto bene in area di rigore, cercato spesso dai compagni appunto per la sua stazza abbastanza iconica e una destrezza notevole nel gioco aereo. I campionati non proprio di prima fascia in cui ha giocato sono contesti molti fisici e battaglieri, in cui le marcature sono molto aggressive e le tacchettate non mancano. Per questo, Ansarifard si è dovuto adattare al calcio europeo di quel livello con un po’ di tempo, capendo il sistema di giocare e la qualità degli avversari.

Il fatto di poter giocare nella miglior squadra greca – e di farlo anche in una competizione europea – lo ha esaltato dal punto di vista psicologico, permettendogli di trovare una stabilità a 28 anni dopo tanto girovagare. La rappresentanza del suo Paese ai Mondiali è un’opportunità unica per dimostrare il proprio valore, e nonostante per Ansarifard questa occasione non sia la prima volta, l’emozione di portare il peso di una Nazione lo si sente sempre. Per questo Queiroz punta molto sulla sua adattabilità a centrocampo e sulle sue qualità fisiche, elementi che aiutano il selezionatore portoghese a poter dare spazio in avanti agli altri giocatori fondamentali dell’Iran e ottimizzare al meglio le esigue risorse dell’organico. Ansarifard gioca per il suo popolo e la sua carriera, quella che con questo Mondiale, con un po’ di fortuna, può continuare a migliorare.