Alla ricerca di Diez in rampa di lancio, tappa in Inghilterra. Terra di grandi 10 quella inglese: Harry Kane, Eden Hazard, Sergio Agüero, solo per citare alcuni dell’epoca più recente della Premer League.

Premier League che era l’obiettivo, sfumato contro il Fulham, dell’Aston Villa. Il club di Birmingham manca dalla massima serie da due stagioni ed è andata ad un passo dal tornarci quest’anno. Parte del merito va attribuito al numero 10 claret & blue: Jack Grealish.

Il numero che porta alle spalle è la sua etichetta identificatrice: grande qualità, intelligenza calcistica, leader tecnico dei Villans. Il talento, indiscutibile, in passato l’ha battuto via a causa di una gestione fuori dal campo non certamente ottimale. Si potrebbero chiamare peccati di gioventù, perché ora, a 23 anni ancora da compiere, sembra aver compiuto lo step successivo.

PERIODO DIFFICILE

Jack Grealish è nato nel 1995, a Birmingham. Non poteva dunque che essere destinato a giocare con la maglia dei villans. Ha fatto tutta la trafila delle giovanili e nel 2014, dopo un breve prestito al Notts County, ha esordito in Premier League. Nella stagione successiva si è affermato in pianta stabile. La sua carriera sembrava ben lanciata, ma il giovane Jack ha deciso di rovinarsela con i comportamenti fuori dal rettangolo verde. Nel 2015, durante una vacanza a Tenerife, è stato trovato ubriaco.

Un’istantanea di quella serata

Non è stato l’unico episodio di questo tipo in quel periodo. Il club era infuriato anche perché le prestazioni in campo, inevitabilmente condizionate, non rispecchiavano il suo reale potenziale. Il caso però andava affrontato perché Grealish rappresentava, come ora, un patrimonio del club.

L’arrivo di Steve Bruce sulla panchina dei villans la scorsa estate è stato decisivo. Il tecnico irlandese è stato un secondo padre per Grealish, con cui ha usato bastone e carota. Come dichiarato dallo stesso giocatore, l’allenatore l’ha aiutato a svoltare.
Un’altra figura fondamentale per il Diez inglese è stata sua maestà John Terry.

La leggenda del Chelsea l’anno scorso ha firmato con l’Aston Villa. Grealish ha avuto la fortuna di ritrovarsi l’icona inglese nello spogliatoio e ha approfittato dell’opportunità. Il difensore è diventato una sorta di fratello maggiore per lui. Il 22enne in una recente intervista ha detto che passano molto tempo insieme e lui ne segue i consigli dopo averne ammirato per anni, da giovane tifoso, la professionalità. Il fatto di essersi ritrovato un modello da seguire in casa ha contribuito alla crescita del Diez.

Grealish in quest’inizio di carriera ha dovuto affrontare altri momenti difficili. Nel bel mezzo del suo periodo non proprio esaltante si è ritrovato a scegliere tra la nazionale irlandese e quella inglese. La decisione è ricaduta sulla squadra dei Tre Leoni con la cui Under 21 ha collezionato 2 reti in 7 partite.

Ha dovuto combattere anche complicazioni fisiche assai gravi. Nell’agosto scorso, in occasione di un’amichevole contro il Watford, ha rimediato dei problemi ai reni. Si è dovuto operare con il chirurgo che, precedentemente, lo aveva messo a conoscenza della possibilità di morte. Ha vinto la battaglia e a ottobre è tornato in campo.

Tutti questi eventi lo hanno segnato sul piano morale indirizzandolo verso la maturità. I riscontri in campo sono stati positivi rispetto al passato.

CARATTERISTICHE TECNICHE

La sua storia, lunga seppur abbia solo 22 anni, non lo rendono forse classificabile come un vero Diez. Il 10 è un numero prezioso che viene portato solo da chi mostra un livello superiore agli altri sul piano della qualità. Le avventure adolescenziali di Grealish non rendono l’idea dell’importante tecnica che possiede.

Innanzitutto è utile dare un’occhiata alle caratteristiche fisiche. Non è molto alto, 1,75 metri la sua statura, aspetto che non lo aiuta sui duelli aerei.

Difficile dargli una collocazione tattica definita. È un trequartista, all’occorrenza esterno, ma di lui è meglio parlare come regista offensivo. È un autentico direttore d’orchestra: con i suoi piedi comanda lo spartito dei villans. Spesso si abbassa verso la linea del centrocampo per prender palla e costruire gioco.

Ha un’eccellente capacità di progressione palla al piede, che gli permette di ribaltare l’azione in campo aperto, ma soprattutto, e ciò lo rende un vero uomo-squadra, non eccede in individualismi. Le sue giocate sono sempre fatte in funzione del gioco della squadra. Quando questo richiede una sua azione personale non si tira indietro e, risultando efficace, sa catturare l’attenzione su di sé.

Riesce in ciò grazie anche ad un’evidente abilità negli uno contro uno, maturata durante il periodo in cui veniva impiegato come esterno offensivo. Anche dalla media-lunga distanza sa centrare il bersaglio grosso.

Insomma, un giocatore completo.

LA PREMIER LO ASPETTA

Qualità così importanti non possono rimanere limitate al palcoscenico del Championship. Non è un caso che le sue performance abbiano attirato le lusinghe di diversi club della Premier League, pronte a farlo tornare nella massima serie. Leicester e West Ham si sono subite interessate a lui, ma a loro si sono aggiunte Manchester United e Tottenham.

Gli Spurs sono quelli che hanno mosso passi più concreti. Un allenatore come Pochettino, che negli anni a Londra ha saputo valorizzare numerosi talenti, potrebbe plasmarlo alla perfezione.

La Premier League quindi chiama Jack Grealish. Il Diez dell’Aston Villa sembra pronto a lasciare la sua casa: ormai, è diventato grande.