Nella giornata di ieri abbiamo potuto fare qualche domanda a Favio Bilardo sulla cocente eliminazione dal mondiale della sua nazionale, l’Argentina, ma anche su alcune trattative di mercato che vedono protagoniste squadre del nostro campionato, per poi arrivare a parlare della difficile situazione societaria del Milan.

Favio Bilardo, attualmente, lavora nel mondo del calcio come operatore di mercato e procuratore di diversi giocatori, tra cui una ex conoscenza della Serie A: El Principito Josè Sosa, che ha vestito le maglie di Napoli e Milan.

In Argentina il calcio è considerato una religione. Come è stata digerita in patria la deludente e precoce eliminazione dalla Coppa del Mondo?

“Devo dire che qui è stata presa molto male, anche se ce lo aspettavamo già da tempo. La federazione in questi ultimi quattro anni non è stata in grado di svolgere i suoi doveri in maniera adeguata, non garantendo né stabilità né tantomeno creando un progetto per ripartire in maniera positiva ed organizzata dopo l’ultima finale persa nella Coppa del Mondo in Brasile. Né è un esempio lampante il fatto di aver cambiato quattro allenatori in altrettanti anni, tutti con uno stile ed un’identità di gioco diversi dagli altri. Tutto è iniziato con la morte del mitico presidente dell’Afa, (la federcalcio argentina) Julio Grondona, dopo trentacinque anni di indiscusso dominio e dopo aver dato tanto stabilità all’Albiceleste e a tutto il movimento calcistico argentino. Ad oggi, invece, vi è pura confusione e la diretta conseguenza non poteva che essere un’eliminazione prematura dalla Coppa del Mondo, a cui noi siamo arrivati con un po’ di fortuna e per il rotto della cuffia, vincendo con l’Ecuador alla fine. Inoltre, la mancanza di una figura autorevole sulla panchina, poichè di fatto il mister che vi era è stato esautorato dai giocatori e non può che aver peggiorato la situazione.”

Questi ultimi mondiali hanno forse messo in mostra più di tutti gli altri che Leo Messi con la maglia dell’Albiceleste è un altro giocatore, sempre più oscurato dalla figura ormai ingombrante per lui di Diego Armando Maradona? O forse è più giusto dire che La Pulga, in questa edizione, è stata molto sfavorita dalla gestione scellerata di Sampaoli e da un rendimento inferiore di quello che ci si aspettava da giocatori come Di Maria e Aguero?

“Maradona era unico sia dentro, ma soprattutto fuori dal campo, ci metteva sempre la faccia anche dopo le sconfitte. Per Messi la situazione è diversa: lui è un grande calciatore, però a mio parere non è un leader, di fatto non si è nemmeno presentato davanti ai microfoni dopo l’ultima partita persa con la Francia, ed è il capitano. Personalmente lo assoccio a Burruchaga, un giocatore con talento e molta tecnica ma con poco carattere. In generale ritengo che dopo la finale del 2014 fosse necessario un rinnovamento, lo stesso Di Maria non avrebbe dovuto neanche prender parte a questa spedizione, visto che giocatori come Lamela o Correa meitavano di più la chiamata, visto che per quanto mi riguarda la sua avventura in nazionale è già tramontata da un po’. In più, avrebbero potuto dare una mano anche Icardi e Paredes, soprattutto quest’ultimo, viste le prestazioni non eccelse di Biglia e Banega anche durante il corso della stagione. Però, nella lista degli imputati non metto Higuain, penalizzato da un gioco per certi versi troppo simile a quello del Barcellona, che con noi non è mai stato redditizio. Infine, mi piacerebbe, nei prossimi mondiali, vedere un ricambio di giocatori, magari con la 10 sulle spalle di Dybala. Tutto ciò sarebbe comunque vano senza un buon allenatore, pedina imprescindibile in tutte le squadre.”

In questo mondiale molti giovani si stanno facendo apprezzare per le loro qualità,aumentando  di fatto il valore dei propri cartellini sul mercato come Kylian Mbappé, ma non solo. Infatti anche altri giocatori, come Bentancur, Golovin, Brandt, Lozano cominciano ad avere i riflettori puntati addosso. Tra questi profili quale crede che possa essere il futuro oggetto di un’asta di calciomercato fra vari club importanti?

“Molti di questi giocatori già giocano in club di una certa caratura e penso che Mbappé stia facendo vedere cose piuttosto importanti. D’altro canto, in una chiacchierata fatta un anno fa con alcuni dirigenti del Milan, quando mi trovavo in Italia con Josè Sosa, già mi dissero che quello fosse un calciatore su cui puntare, nonostante la giovane età. Lui ha una caratteristica che nel calcio moderno  ti permette di fare grandi cose: la velocità; l’azione che ha portato al rigore contro l’Argentina credo sia un riepilogo perfetto di ciò. Oltre a lui, per il futuro vedo molto bene Dybala, che già nella Juve sta mostrando tutto il suo potenziale. Bentancur, infine, mi ha sorpreso, dopo averlo visto più volte qui con il Boca non pensavo che potesse crescere in questa maniera e acquisire quella sicurezza che fa di lui, ad oggi, un ottimo calciatore.”

In queste prime settimane di mercato non si può non constatare che le squadre più attive in Italia siano la Roma e l’Inter che fino ad ora hanno già piazzato rispettivamente nove e cinque acquisti. D’altro canto la Juventus, dopo Emre Can, cerca di concludere altri colpi importanti per l’ottavo scudetto consecutivo e per raggiungere finalmente la vittoria della Champions. Quale squadra crede che si stia muovendo meglio fino ad ora?

“Come dico sempre, è molto difficile parlare delle trattative di una squadra e dei suoi obiettivi senza conoscere bene la situazione dall’interno. Comunque, la Juventus è una squadra fatta, che non ha necessità di fare il mercato del Milan della scorsa stagione visto che ormai lavora bene da sette anni e i risultati parlano per lei; è una società che, al massimo, può fare tre o quattro colpi molto importanti in una singola sessione di mercato, perché non gli serve rivoluzionare la rosa ma solo affinarla con i giocatori giusti. Credo che questo sia un modello da seguire. La Roma e l’Inter al momento ne avevano più bisogno e si stanno comportando di conseguenza, anticipando il ritiro per far amalgamare bene la squadra. L’importante è saper rimpiazzare bene i partenti seguendo un progetto organizzato, al contrario di quello che ha fatto il Milan che, anche per un discorso d’immagine, ha optato per  un mercato “politico” cercando di cambiare un po’ l’identità del club, quando invece la precedente gestione, con duecento milioni in meno, aveva ottenuto lo stesso risultato.”

Cosa ne pensa della trattativa, di cui si sta parlando molto nelle ultime ore, tra le Juventus e il Real Madrid per Cristiano Ronaldo?

“Credo che sarebbe una cosa molto importante non solo per la Juve ma per tutto il calcio italiano. E poi vedere il miglior calciatore al mondo, che ha vinto di tutto nella sua carriera, giocare finalmente in Italia con la squadra in cui gioca il futuro numero 10 della nazionale argentina è una cosa che oltre a far sognare tutti i tifosi bianconeri, farebbe stropicciare gli occhi a un qualsiasi appassionato di pallone. Senza tralasciare che l’asso portoghese è un valore aggiunto anche in termini economici sia per la Juventus che per la Federazione italiana.”

 

Ormai da tempo il Napoli ha ufficializzato l’arrivo di Carlo Ancelotti sulla sua panchina. Crede sia la persona giusta per puntare alla vittoria del terzo tricolore?

“Sì, penso proprio di sì, anche perché il Napoli dispone di un direttore sportivo straordinario come Cristiano Giuntoli che è in grado di capire il calcio come pochi. Ha una conoscenza infinita dei giocatori, tant’è che a volte quando mi chiama mi parla di giovani calciatori argentini che neanche io conosco, quindi dal punto di vista gestionale ed amministrativo sono messi bene e non posso far altro che tirare giù il cappello davanti al loro lavoro.”

Nonostante ciò, il mercato partenopeo, eccezion fatta per Verdi, sembra in fase di stallo. Quali colpi pensa che De Laurentis debba compiere per rendere la sua squadra più competitiva?

“Mah la squadra penso sia già ben assortita e non senta della necessità di grandi aggiustamenti. Il Napoli gioca un gran calcio e l’anno scorso lo scudetto non è arrivato per la forza della Juve, ma anche per piccoli dettagli come lo stadio di proprietà o la maggiore sponsorizzazione di cui dispone la Juventus che alla lunga fanno la differenza.

Benzema? Penso che potrebbe far molto bene a Napoli, il quale al momento può permetterselo perché nel calcio, soprattutto nel mercato, se hai i soldi puoi fare di tutto. Inoltre credo che si possa ambientare meglio in Campania che ipoteticamente in altre piazze come Torino.”

Molto più complicata attualmente la situazione in casa Milan, che non sembra in grado di uscire da questo vortice societario che la sta risucchiando. Nonostante l’aria che si respira a Milanello non sia delle più piacevoli, Fassone ha voluto tranquillizzare tutti dicendo che sicuramente arriveranno almeno tre nuovi calciatori, anche se al momento sono molto più vicine le cessioni di big come Bonucci, Donnarumma e Suso. Come si spiega questa debacle della società rossonera? Quali potrebbero essere le conseguenze per il Milan delle vendite di alcuni dei suoi pezzi più pregiati?

“Al Milan è successo lo stesso che è accaduto all’Albiceleste; mentre tutti i tifosi festeggiavano, ogni persona che lavora in questo campo sapeva perfettamente che la situazione sarebbe stata questa a fine stagione. L’unica soluzione per loro era arrivare in Champions e ciò non è accaduto. Quando fai così tanti investimenti senza un progetto e delle garanzie alle spalle rischi di andare in difficoltà a livello finanziario. Queste cessioni al momento avrebbero un gran peso per il Milan, visto che perderebbe la base della squadra, però forse verranno fatte per questioni economiche; è come una persona che ha necessità di mangiare e per farlo è costretta  a vendere un bell’orologio; ad oggi il Milan deve mangiare.”

Negli ultimi giorni si parla di un grande interessamento da parte del club milanese per Simone Zaza e Leandro Paredes, attuali giocatori di proprietà del Valencia e dello Zenit di San Pietroburgo. Crede che possano andare in porto queste due trattative per il Milan nonostante le elevate richieste dei due club stranieri? Possono compensare questi giocatori alle lacune che la squadra ha palesato nella scorsa stagione?

“Il Milan è una squadra con così tanta storia che nessun giocatore può dirgli di no, anzi forse è l’unica al mondo insieme al Real Madrid che nessuno può rifiutare, nonostante la situazione attuale sia piuttosto complicata. Ovviamente questi acquisti si possono fare, però prima bisognerà risolvere alcuni problemi importanti per poi ripartire da gente seria sia sul campo che nella dirigenza, senza frenesia. A me personalmente dispiace molto vedere la squadra e la società in queste condizioni. Ormai sono cinque anni che non partecipa alla Champions League, e questo è molto brutto; come non vedere una nazionale come  l’Italia o l’Argentina alla fase finale di un mondiale.”