Ieri è cominciata la stagione del Toro di Mazzarri. Assente giustificato il numero 10 granata Adem Ljajic, dato che è stato impegnato con la Serbia ai Mondiali. Dopo l’eliminazione della sua nazionale, prima di dedicarsi alla vacanze, Ljajic ha dichiarato: “Riguardo al futuro deciderò quello che è meglio per me dopo le ferie.” Ma, a meno di clamorose offerte, il giocatore resterà a Torino, anche perché Mazzarri conta su di lui.
Con l’arrivo del tecnico ex Watford sulla panchina granata, l’attaccante sembrava tagliato fuori dal progetto tecnico. Alla fine però il giocatore, dopo le tante panchine e dopo aver compreso e assimilato le richieste del mister, è tornato a giocare con impegno, dimostrando di essere un prezioso elemento di cui il Toro non può fare a meno.

QUELLA “TESTA CALDA” DA METTERE A POSTO

Adem Ljajic ha sempre dimostrato di avere un carattere molto particolare e di essere una “testa calda”.
L’episodio più eclatante fu quello in cui, ai tempi della Fiorentina, dopo una sostituzione il serbo ebbe un acceso battibecco con il tecnico viola Delio Rossi, in cui volarono insulti e pugni.
Questo episodio costò prima l’esonero all’ allenatore e poi comportò la cessione di Adem alla Roma.


Nel 2014 il suo ex ds Pantaleo Corvino dichiarò in un’intervista ai microfoni di Radio Radio: “Ci sono giocatori che non possono diventare campioni per il loro comportamento fuori e dentro al campo e Ljajic è uno di questi.”
Un altro episodio è quello in cui, nella scorsa stagione, Mihajlovic mandò il serbo in tribuna in occasione della partita Lazio-Toro per motivi comportamentali avuti dal giocatore durante la settimana prima.
Mazzarri, dal suo arrivo in granata, ha sempre sostenuto che il giocatore si è comportato in ogni frangente nel migliore dei modi. Quindi pare che il giocatore abbia finalmente messo la testa a posto.
E la conferma arriva dal giocatore stesso. Ljajic, nella sua ultima intervista stagionale, ha dichiarato: “Con Mazzarri ho rimesso la testa a posto”. Adesso tocca a lui dimostrare in campo che quelle non erano solo parole.

CARATTERISTICHE E QUALITA’ DEL TALENTO SERBO

Ljajic è un giocatore di indiscusse qualità e nel Torino sembra aver finalmente trovato l’ ambiente ideale dove crescere e diventare grande. Nell’estate del 2016 il Toro insistette molto con la Roma e con il giocatore stesso per portarlo all’ombra della Mole. Il giocatore era fortemente voluto da Mihajlovic che sapeva come gestirlo e come farlo rendere al meglio.
Adem è un trequartista che può agire sia centrale che sulle fasce, con delle grandi qualità.
Infatti è il calciatore con più qualità della squadra di Walter Mazzarri.
Il serbo è molto bravo in fase offensiva, è molto abile nelle punizioni grazie al suo destro micidiale, particolarmente elegante.


Molti si ricorderanno i due stupendi goal segnati da punizione dal granata: una nel derby del 6 maggio 2017 all’ Allianz Stadium e l’altra nel luglio del 2016 in occasione dell’ amichevole Benfica-Torino.
Le altre due sue grandi doti sono il dribbling in spazi stretti, il buon tiro dalla media distanza e gli assist.
Nello scorso campionato l’attaccante granata, dopo l’arrivo di Mazzarri, ha segnato 3 goal e confezionato 5 assist, con prestazioni importanti e determinanti. Per esempio contro l’Inter allo Stadio Grande Torino-Olimpico, dove il Toro vinse per 1 a 0 grazie al goal segnato appunto da Ljajic.
L’ impressione è che, dato che Mazzarri quest’anno come modulo adotterà il 3-5-2 è che le qualità di Ljajic verranno un po’ sacrificate, questo vale anche per il compagno Iago Falque.

OBIETTIVO: AIUTARE MAZZARRI A PORTARE IL TORO IN EUROPA

Adesso l’obiettivo che si porrà il numero Diez granata, dopo essere tornato dalle vacanze ed aver ripreso ad allenarsi con i compagni, è quello di raggiungere l’Europa.
Traguardo che il Toro sta inseguendo ormai da troppi anni e che sta diventando un’ ossessione più che un sogno.
Ljajic che l’Europa la conosce già dato che con le maglie del Partizan Belgrado, della Fiorentina e della Roma ha giocato l’Europa League totalizzando 9 presenze e segnando 3 goal. Con la maglia della Roma ha anche giocato la Champions League con 4 presenze e 0 goal.
Adesso il giocatore vuole centrare l’obiettivo europeo con i granata da protagonista e dimostrando tutte le sue qualità che sicuramente con Mazzarri, che è considerato uno dei maggiori esperti di tecnica e tattica, potranno essere affinate e crescere ulteriormente.

Il numero  10 sulle spalle pesa ma Adem ha già dimostrato di essere in grado di portarlo. Quel 10 che in granata hanno vestito tanti campioni rimasti nel cuore dei tifosi del Toro come Mazzola, Ferrante e, più recentemente, da Immobile. Ljajic può portare il 10 sulle spalle perché è un fenomeno e perché è diventato un simbolo per il Toro come lo è per la sua Nazionale.
Adesso Adem da vero numero 10 vuole vivere un stagione e portare con il Gallo and co. il Toro il più in alto possibile.