Mosso da Ronaldo il mercato impazza. Forse più mediaticamente, per i grandi nomi, che nella realtà dei fatti. Di immobilismo non si parla, proprio per quel CR7 a cui le grandi dovranno sopperire cercando di colmare il gap con la Juve, ampio prima e ancora più grande ora.
La prima a rispondere dovrà essere il Napoli, per ordine di arrivo. L’ha già fatto con la panchina (Ancelotti) e con i primi acquisti – certo – neanche lontanamente accostabili all’ultimo pallone d’oro.
Ruiz, Verdi, Karnezis e Meret. Da fare c’è poco, un terzino. Di possibile altro, tanto. Con suggestioni che potrebbero diventare clamorosamente piste concrete.

NON SOLO UN TERZINO

Stefan Lainer e Coutinho

Il mercato azzurro potrebbe non fermarsi al solo acquisto del terzino. Le operazioni di sola entrata saranno chiuse, anche per questioni numeriche, dopo l’arrivo del sostituto di Maggio, ancora da individuare ma il più possibilmente titolare. Lainer, Sabaly o Arias i nomi già inflazionati.
Poi, in caso, si procederà a pure sostituzioni: a uscite (non esuberi) risponderanno entrate.

Il reparto tradizionalmente più suggestivo per operazioni di mercato è l’attacco. Ed è lì che potrebbe muoversi qualcosa nello scacchiere azzurro.
Ad oggi, quantitativamente e qualitativamente il parco attaccanti è incontestabilmente migliore di quello a disposizione di Sarri. Milik seppur con l’incognita fisica di affidabilità è recuperato anche vista la convocazione ai Mondiali.
In più c’è Verdi che – come segnalato dal nostro collega a Dimaro – sembra già in una forma impressionante. Fisicamente e tecnicamente, per questo ci sembra addirittura più avanti di Callejon nelle gerarchie di Ancelotti.

Altri spunti – importanti “la” in chiave mercato – arrivano sempre da Dimaro sul Napoli in campo. Tre potrebbero essere i moduli della prossima stagione. Il 4-3-3 di base, la variante del 4-2-3-1 e un inaspettato 4-4-2 a cui Ancelotti ha dedicato sprazzi di sedute – ad oggi – solo con le riserve. Importanti sfumature che verrano riprese più avanti nell’analisi del reparto offensivo azzurro che è e di quello che potrebbe essere.

MERCATO D’ATTACCO

Sicuro partente ad oggi sembra essere il solo Ciciretti. Nemmeno il quasi mai utilizzato Ounas sarebbe così sicuro di dover lasciare Napoli.
In questa situazione il parco attaccanti azzurro è composto da 6 nomi. Insigne, Mertens, Callejon, Milik, Verdi, Inglese e Ounas.
In ottica di 4-3-3 nulla di nuovo con il ballottaggio tra Mertens e Milik nel ruolo di punta centrale e Verdi più avanti in griglia rispetto a Callejon. Preferenza teorica e solo dedotta, mossa dalla maggior duttilità dell’italiano capace di ricoprire tutti i ruoli d’attacco.

fonte: calcionapoli1926.it

Stesso ragionamento per il possibile 4-2-3-1. Milik (con l’alternativa di Inglese) avrebbe saldo il posto di unica punta con Mertens alle sue spalle – posizione in cui Ancelotti sembra vederlo molto bene in ottica futura – e i soliti Insigne (inamovibile) e Verdi (o Callejon) sugli esterni.
4-4-2 solo abbozzato che solo in linea teorica potremmo immaginare con Milik e Mertens (in prova erano stati usati Roberto Insigne e Vinicius; sugli esterni Verdi e Ounas).

Venendo al mercato le voci d’uscita girano attorno a 3 soli nomi. Inglese, Mertens e Callejon.
Subito va chiarito che alle uscite di questi tre (1 o 2 nomi) corrisponderà una sola entrata. Come potrà permettersi un’acquisto il Napoli? Esclusi i ricavi dalla vendita del giocatore, in riserva (come rivelato da colleghi della Gazzetta) ci sono circa 110 milioni. La possibilità di un acquisto anche importante non dovrebbe essere trascurata a priori.

Della possibilità di uscita di Callejon e Mertens si parla da tempo; anche se il Mondiale non eccellente disputato dal belga non alimenterebbe offerte faraoniche a discapito della grande stagione disputata.
In caso di addio di Callejon, il Napoli si fionderebbe sul mercato degli esterni con il nome di Suso in pole position. Difficile in questo caso veder partire in contemporanea anche Mertens.
Diverse le mosse invece in caso di uscita di uno fra il belga e Inglese. La priorità del Napoli si sposterebbe inevitabilmente sulla prima punta da trovare – date anche le condizioni di affidabilità di Milik da valutare. La pura sola alternativa di Inglese sarà Ancelotti a valutarla in quanto ad affidabilità tecnica, soprattutto in ottica Champions League.
Se a salutare fosse Mertens, la priorità acquisita sarebbe verosimilmente di un entrata sinonimo di duttilità per non rinunciare alle tante variabili tattiche cheil belga offre.
Fosse Inglese a lasciare Napoli il sostituto sarebbe esclusivamente una vera prima punta. Specificata, antecedente alla cessione dell’italiano.

Ed è qui che sono scattati i primi nomi. Zaza e Belotti le piste realmente possibili. Benzema e Cavani più suggestioni giornalistiche che altro. La partenza di entrambi gli attaccanti italiani non è utopia. Anzi.
Di Zaza e del suo desiderio di ritorno in Italia si parla da tempo. Già era stato fatto il nome del Milan il cui accordo col giocatore sembrava già stipulato. Per il Gallo un addio a Torino potrebbe non essere così sorprendente, mosso anche da una possibile richiesta del giocatore stesso. Belotti non è più il pezzo pregiato e incedibile dello scorso anno. La valutazione da 100 milioni decantata da Cairo è scesa drasticamente.

PRO E CONTRO

Zaza e Belotti porterebbero anche risvolti diversi alla manovra del Napoli. E non solo.
Tutto dipende ovviamente anche dalle scelte di Ancelotti che sembra stia procedendo sulla stessa lunghezza d’onda del Napoli che ha fatto record di punti. Tanto fraseggio, qualità e palleggio con due terzini improntati decisamente alla fase offensiva sfruttando i tagli interni dei due esterni. Logica più adatta ai piedi più fini di Zaza che alle spalle grosse di Belotti. A discapito dell’ex Torino ci sarebbe anche una condizione fisica non ottima vista la passata stagione. E con la fragilità di Milik, mettersi in caso un altro attaccante altrettanto fragile e con una spesa non indifferente potrebbe essere logica non ottima.
Belotti offrirebbe però una più diretta alternativa al polacco. Vero attaccante d’area rispetto a Zaza.

In ogni caso nessun problema di adattamento al modulo per entrambi. Il 4-3-3 di base è stata convivenza sia per uno, al Sassuolo, che l’altro, Belotti, a Torino prima della difesa a 3 di Mazzarri. 4-2-3-1 che vedrebbe invece più facile inserimento – forse – per il granata proprio per le qualità da vera prima punta, vecchio stampo, in grado di reggere tutto il peso dell’attacco.
4-4-2 abbozzatto che forse, per il dna di fraseggio napoletano, favorirebbe invece la mossa Zaza, più abile nel gioco palla a terra per duettare con Milik (o Mertens). Belotti sarebbe più anomalo, rischio di pesce fuor d’acqua.

Mertens, Inglese e Callejon i più a rischio di offerte. In ogni caso, una sola sarà l’entrata là davanti vista la improbabile possibilità di vedere l’uscita contemporanea di Mertens e Callejon.
Zaza e Belotti – ad oggi – i nomi più “caldi” per il Napoli pronto a rispondere a proprie esigenze più che – a modo suo – a CR7.