Furio Fedele, giornalista ed inviato del Corriere dello Sport, ci ha dedicato un po’ del suo tempo per parlare di Milan e della sentenza che è arrivata in mattinata del TAS, che riammette i rossoneri in Europa League.

Ringraziamo Furio Fedele per l’enorme disponibilità dimostrata.

Buongiorno Furio, ci può commentare a caldo la sentenza del TAS, che permette al Milan di partecipare alla prossima Europa League?

La sentenza del TAS ha riammesso i rossoneri in Europa League, ma adesso tutta la pratica sarà girata alla UEFA e non è da escludere che possano arrivare delle sanzioni meno invasive ma comunque importanti per il Milan, soprattutto a livelllo amministrativo. Il diritto di accesso alla competizione la squadra di Gattuso se l’era aggiudicata sul campo, e gli è stato giustamente ridato.
Questo diritto gli era stato tolto dalla UEFA perchè non c’era molta chiarezza sulla vecchia proprietà del Milan; scomparso 
Yonghong Li ed arrivato Elliott mi sembra che giustizia sia stata fatta in casa rossonera.”

Secondo lei questa sentenza avrà delle conseguenze anche a livello di mercato? Forse il Milan apparirà più appetibile agli occhi dei giocatori?

“Non credo che il mercato si possa stravolgere, l’Europa League non va confusa con la Champions: parliamo di due competizioni completamente differenti per prestigio, per il valore della vittoria e soprattutto per ragioni economiche. È anche vero che però qualche rossonero che aveva già le valigie pronte potrebbe convincersi a restare. Non dimentichiamoci della situazione economica del Milan, dell’equilibro dei bilanci; la parte di amministrazione è ancora complicata, ma penso che domani, in occasione del CDA, si parlerà soprattutto di questo.”

Europa League o meno, il Milan deve stare attento a certi parametri, quindi per far arrivare un giocatore di livello la società rossonera dovrà vendere qualche pezzo da novanta; è così?

“Esattamente, in realtà serve soprattutto un attaccante, forse anche un centrocampista; Locatelli è stato trattenuto nonostante si trattasse di una plusvalenza importante, anche perchè Biglia ha reso ancora più complicata la situazione con un mondiale, anzi un non-mondiale, giocato da protagonista in negativo. In realtà il Milan avrebbe bisogno di tre ritocchi, come dicevamo una punta, un centrocampista di qualità e anche un esterno d’attacco.”

Secondo lei in uscita il Milan dovrebbe puntare più su una cessione come quella di Bonucci o su nomi come Donnarumma e Suso, facendo così una plusvalenza?

“Un po’ su tutto. Bonucci deve essere ceduto ad almeno 30-35 milioni di euro, sul bilancio gravano quattro anni di contratto a 15 milioni di euro lordi all’anno. Per quanto riguarda Suso o Donnarumma sarebbero buone plusvalenze, l’Europa League porterà 20 milioni ma potrebbero non bastare dopo che il Milan l’anno scorso ha fatto un mercato da 230 milioni.”

Un parere sulla società invece, con la nuova proprietà americana? Finalmente qualcuno di affidabile in casa Milan?

“Sì, dal punto di vista economico sicuramente; ora bisogna vedere però l’interesse di Paul Singer, proprietario del fondo Elliot, per quanto riguarda il calcio: c’è sicuramente un interesse economico, ma finora sappiamo solo che l’interesse calcistico vero e proprio si limita nella presenza allo stadio per vedere le partite dell’Arsenal, del quale Singer è tifosissimo. Non è però una passione sfrenata che porta l’Arsenal ad essere nelle top della Premier, e non penso che vogliano diventarlo anche in Serie A, perché il fondo Elliott – essendo appunto un fondo – deve gestire con grande equilibrio e soprattutto con una certa discrezione quelle che sono le sue potenzialità. Probabilmente avverrà una vera e propria ristrutturazione del Milan e poi sarà messo sul mercato, e penso che i tempi non saranno poi così brevi.”